Rogge della città di Udine

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La Roggia di Udine all'altezza di via Poscolle

Il territorio della città di Udine è attraversato da due rogge, entrambe derivate dal torrente Torre a circa 15 km a Nord del capoluogo friulano. Scrive Pacifico Valussi nel 1865: “Prima di derivare, per un canale lungo miglia, l’acqua della roja che bipartita entra in questa città e dà moto a’ suoi molini ed a parecchi edifizi, questo luogo difettava interamente d’acqua. La quale mancanza spiega che le origini di Udine fossero umili ed oscure come città di qualche importanza[1]”.

Roggia di Palma e roggia di Udine[modifica | modifica wikitesto]

La Roggia di Palma accanto al liceo classico Stellini

La roggia di Palma entra nel territorio comunale a Nord-Est, all'altezza di Beivars dove viene deviata da quello che forse era il suo percorso originale (parallelo al Torre, fino a Pavia di Udine). Essa attraversa la città nella sua parte orientale presso la zona di Planis fino a varcare l'antica Porta di Cassina, quindi lambisce il colle del Castello in piazza I maggio (un tempo un lago, alimentato dalla stessa roggia), e segue il percorso della terza cerchia delle antiche mura per poi deviare con decisione verso Sud fino alla città-fortezza di Palmanova. Qui la roggia (che dalla località prende il nome) alimentava i fossati dei bastioni della città stellata, fin dalla sua fondazione nel Seicento.

La roggia di Udine entra in città da Nord, all'altezza dell'abitato di Vât (che prende il nome proprio dall'antico guado sulla roggia), entra nel perimetro della quarta cerchia delle mura all'altezza dell'antica Porta Gemona, quindi procede attraverso le vie centrali (via Gemona, riva Bartolini, via Molin Nascosto), costeggia la seconda e terza cerchia delle mura in via Zanon e via del Gelso, e si allontana dalla città attraverso via Grazzano in direzione dell località di Sant'Osvaldo fino a Zugliano, dove confluisce nel torrente Cormôr.

Percorso e cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Non sono note né la data ne le circostanze in cui questi canali vennero realizzati. La prima attestazione scritta risale al 1171 per la roggia di Palma[2], e al 1217 per la roggia di Udine[3], ma si presume che esse siano state realizzate in epoca più antica, forse già a cavallo tra i secoli X e XI nell'ambito delle opere di recupero del territorio friulano messe in atto da imperatori e patriarchi per risollevare la zona dopo le devastazioni degli Ungari. La roggia di Palma e la roggia di Udine facevano parte comunque di un sistema più complesso, forse volto a mitigare le secche del torrente Torre e irrigare i territori adiacenti, e che era costituito dalla roggia Cividina e dal percorso originario della roggia di Palma, che costeggiano il torrente stesso rispettivamente a Est e Ovest del suo letto, per poi riconfluire in esso più a Sud.

La roggia di Udine in via Zanon

Entrambe le rogge di Palma e Udine sono derivate dal Torre, a Nord di Udine, nel punto dove questo separa le località di Zompitta e di Savorgnano del Torre. Il punto di derivazione è dominato dall'altura su cui sorgeva il Castello della Motta, dimora della famiglia Savorgnan che proprio per il loro controllo su questo punto strategico erano detti signori delle acque. Nel primo tratto esse scorrono in un unico alveo, detto canale principale, per poi separarsi all'altezza della frazione di Cortale in due percorsi diversi, uno più orientale e uno più occidentale. Le rogge attraversano le campagne a Nord-Est di Udine nel comune di Reana del Roiale che proprio dalle rogge (così importanti per l'irrigazione e l'alimentazione dei mulini) trae il suo nome. Il percorso delle rogge (in particolare della roggia di Udine) è oggi affiancato da un percorso ciclo-pedonale molto suggestivo, detto appunto ciclabile delle rogge.

Le due rogge, subito dopo l'ingresso nel territorio di Udine, incrociano il Canale di San Gottardo derivato dal Canale Ledra proprio per alimentare le rogge in caso di secca del torrente Torre o di necessaria manutenzione delle stesse a monte del capoluogo. Lo stesso Canale Ledra attraversa la zona urbana di Udine a ovest, seguendo il percorso della quinta cerchia delle antiche mura e quindi restando esterno al centro città. Spesso confuso con una delle due rogge medievali, si tratta in realtà di un'opera ottocentesca che deriva le acque dal fiume Tagliamento e dal suo affluente Ledra, e non dal torrente Torre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

La Roggia di Udine in comune di Tavagnacco, prima di entrare in città
  1. ^ Pacifico Pacifico Valussi, La Gazzetta del Popolo, Firenze, 1865.
  2. ^ Documento del Patriarca Vodolrico di concessione dell'uso dell'acqua della villa di Udine agli abitanti di Cussignacco e Pradamano
  3. ^ Documento del notaio Ognibene relativo alla concessione in locazione di un mulino posto tra Udine e Basaldella

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gino di Caporiacco, Udine, appunti per la storia, Arti Grafiche Friulane, Udine 1976
  • Francesco Tentori, Udine, mille anni di sviluppo urbano, Casamassima, Udine 1982
  • G.B. Della Porta, Toponomastica storica della città e del comune di Udine, Annuario S.F.F., Udine 1928
  • Paolo Medeossi, Sette chilometri di mura e porte, Messaggero Veneto del 7 giugno 2011
  • Ivonne Zenarola Pastore, Lucia Stefanelli, Silvia Colle, Storia d'acque. Le rogge di Udine, patrimonio nascosto, Kappa Vu, Udine
  • Michela Bonan, Le operose rogge di Udine, Kappa Vu, Udine 2019

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

https://www.turismofvg.it/2018/08/23/passeggiata-delle-rogge-in-bicicletta/