Mura di Udine

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pianta prospettica del 1652 attribuita a Joseph Heintz il Giovane, è conservata presso i civici musei del Castello

Nella città di Udine restano tracce o notizie di cinque cerchia di mura che l’hanno protetta nel corso della sua storia, dopo il terrapieno del castelliere dell'età del bronzo. Esse erano dotate di porte e portoni, con muraglie merlate, turriti contrafforti, fossati, ponti e ballatoi.

Prima cerchia[modifica | modifica wikitesto]

La Prima cerchia, completata attorno all'anno 1000, misurava 520 metri e si trattava in realtà di un doppio giro di mura. Il superiore correva sulla sommità del colle a protezione del castello, costituita da una robusta palizzata con tratti di muro costruiti in ciottoli. Quello inferiore invece proteggeva il lato sud-ovest alla base del colle, su cui si era sviluppato un primo insediamento urbano lungo la via Sottomonte. A ovest l'abitato era protetto da un fossato (che scorreva nell'attuale via Mercatovecchio), derivato dalla roggia di Udine.

Lungo le mura si aprivano la due porte di accesso al castello, ipotizzate presso l’attuale arco Bollani (in basso) e presso la chiesa di Santa Maria (sulla sommità della cerchia, a suddividere ancora oggi le due aree).

Arco Bollani (I cerchia)
Arco Bollani (I cerchia)
Porta sulla recinzione sommitale del Castello (I cerchia)

Seconda cerchia[modifica | modifica wikitesto]

La Seconda cerchia, completata nel 1171, misurava 1182 metri e includeva l'originaria "villa di Udine",: rispetto alla prima cerchia, l'abitato si era infatti espanso verso ovest, probabilmente in due fasi successive. Nella prima, il fossato fu deviato lungo le attuali via Sarpi-via Pelliccerie, per liberare via Mercatovecchio. Nella seconda, il fossato fu ulteriormente spostato a ovest (lungo il percorso attuale della roggia di Udine, che da riva Bartolini piega verso via Zanon), liberando così tutta la zona del Mercato Nuovo (San Giacomo), fino all'altezza dell'attuale via Cavour. In piazzetta Antonini in anni recenti è stato scoperto un tratto del muro originale, scoperto inglobato in vecchi edifici parzialmente demoliti, e nel recupero gli è stata aggiunta una porta rievocativa di fantasia.

Sulla seconda cerchia si aprivano una porta a nord (in riva Bartolini, prima di piazza San Cristoforo), una porta a ovest verso borgo Poscolle (porta Poscolle "antica", alla fine di via Rialto, ancora visibile), una porta sul vertice sud-est delle mura (la "porta Rotta", all'incirca allo sbocco di via Canciani in via Cavour), e infine una porta a sud verso Aquileia (in piazza Libertà, imbocco di via Vittorio Veneto).

Porta Poscolle "antica" (II cerchia) prima della ristrutturazione.
Porta Poscolle "antica" (II cerchia) dopo la ristrutturazione.
Porta Poscolle "antica" (II cerchia) dopo la ristrutturazione.
Tratto di mura in piazzetta Antonini (II cerchia).

Terza cerchia[modifica | modifica wikitesto]

La Terza cerchia, completata nel 1291, misurava 2128 metri e si estendeva alle zone dell'attuale Duomo (inglobando via Cavour fino all'attuale via Calzolai-via Beato Odorico) e di San Cristoforo (fino all'attuale piazza Antonini).

Su di essa di aprivano porta Nuova (originariamente in fondo alla via omonima, trasportata nel 1902 in castello dove si trova tuttora), detto anche Arco Grimani; la porta Gemona "interna" (alla fine di via Bartolini, demolita nel 1557); la porta di Santa Lucia (all'altezza di via Mazzini, demolita nel 1790); la porta Poscolle "interna" o vecchia porta Nuova, che aveva rimpiazzato poco più a est quella antica della II cerchia (alla fine di via Cavour, inizio via Poscolle, demolita nel 1838); la porta Grazzano "interna" (in via Battisti, demolita a fine 1800), una nuova porta più a sud verso Aquileia (lungo via Vittorio Veneto, all'altezza di via Calzolai); e la porta di San Bartolomeo, ancora in piedi alla fine di via Manin, su piazza I Maggio. La cerchia era circondata da due canali: sul lato sud-ovest la roggia di Udine, e sul lato nord-est la roggia di Palma.

Porta Manin o di San Bartolomeo (III cerchia)
Porta Nuova o Arco Grimani (III cerchia), nella collocazione originaria
Porta Nuova o Arco Grimani (III cerchia), nella collocazione attuale
Porta Grazzano "interna" (III cerchia)

Quarta cerchia[modifica | modifica wikitesto]

La Quarta cerchia, completata nel 1383, misurava 3814 metri e includeva terreni a sud del Duomo fino al corso dell'attuale roggia di Palma (via Gorghi-via Piave-via Crispi) e le zone di Grazzano e Poscolle.

Su di essa si aprivano la porta Torriani o torre di Santa Maria (ancora in piedi all'imbocco della via omonima in largo dei Pecile), la porta Poscolle "esterna" (alla fine di via Poscolle, in piazza XXVI Luglio, detta porta Venezia dal 1866, demolita a metà del XX secolo), la porta Grazzano "esterna" (alla fine di via Grazzano in piazzale Cella, demolita nel 1882), porta Cisis (alla fine della via omonima, chiusa intorno al 1500), porta Cussignacco (alla fine di via Cussignacco, la cui torre fu demolita nel 1878), la porta Santo Spirito (all'altezza dell'Ospedale Vecchio in via Crispi), la nuova porta Aquileia "interna" (alla fine di via Vittorio Veneto, inizio via Aquileia, demolita nel 1834). Negli anni 70 del XX secolo il percorso della quarta cerchia era anche detto "circonvallazione interna", per distinguerla da quella "esterna" e ancora attuale lungo la quinta cerchia.

Porta Torriani (IV cerchia)
Porta Cussignacco (IV cerchia)
Porta Poscolle "esterna", detta anche Porta Venezia (IV cerchia)
Porta Poscolle "esterna", detta anche Porta Venezia (IV cerchia)

Quinta cerchia[modifica | modifica wikitesto]

La Quinta cerchia, completata nel 1463, misurava 7119 metri, racchiudeva 205 ettari di terreno e, come riporta Francesco Tentori, citando lo Joppi, «in essa furono aperte 13 porte, ovvero in senso orario da nord: porta Gemona "esterna", porta San Lazzaro, porta Villalta, porta Castellana, porta Poscolle "esterna" o Porta Venezia, porta Grazzano "esterna", porta Cisis, porta Cussignacco, porta Aquileia, porta Ronchi, porta del Bon, porta Pracchiuso, porta Sant'Agostino.

Essa coincide con l'attuale circonvallazione, e includeva oltre alle precedenti anche:

- la zone di via Aquileia a sud (con l'attuale porta Aquileia "esterna"),

- l'ampia zona cinta da viale XXIII Marzo e viale Trieste a sud-est (con porta Ronchi, alla fine della via omonima e porta del Bon, alla fine di via Alfieri, chiusa nel 1438),

- la zona di Pracchiuso a nord-est (con porta Pracchiuso, alla fine della via omonima in piazza Oberdan, demolita nel 1899, e porta Sant'Agostino, alla fine della via omonima, chiusa nel 1412),

- la zona di borgo Gemona a nord (con la porta Gemona "esterna", al termine della via omonima, in piazzale Osoppo, demolita nel 1882),

- la zona di borgo San Lazzaro (con porta San Lazzaro, al termine di via Anton Lazzaro Moro in piazzale Diacono, demolita nel 1955),

- la zona di borgo Villalta (con porta Villalta, ancora esistente al termine della via omonima in piazzale Cavedalis, e porta Castellana, chiusa nel 1500 circa).

Porta Aquileia (V cerchia)
Porta Ronchi (V cerchia)
Porta Gemona "esterna" (V cerchia)
Porta San Lazzaro (V cerchia)
Porta Pracchiuso (V cerchia)
Porta Pracchiuso (V cerchia) - dopo la demolizione
Porta Villalta (V cerchia)
Porta Villalta (V cerchia)
Porta Pracchiuso (V cerchia)
Veduta aerea con Porta Pracchiuso (V cerchia)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gino di Caporiacco, Udine, appunti per la storia, Arti Grafiche Friulane, Udine 1976
  • Francesco Tentori, Udine, mille anni di sviluppo urbano, Casamassima, Udine 1982
  • G.B. Della Porta, Toponomastica storica della città e del comune di Udine, Annuario S.F.F., Udine 1928
  • Giuseppe Bergamini, Maurizio Buora, Il castello di Udine, Arti Grafiche Friulane, Tavagnacco 1990
  • Elena Commessatti, Le cinque cerchia di fortificazioni porte e portoni, Messaggero Veneto del 20 novembre 2011
  • Paolo Medeossi, Sette chilometri di mura e porte, Messaggero Veneto del 7 giugno 2011
  • Francesca Sartogo, Udine e Venzone. Lettura critica per una storia operante del territorio friulano, Allinea, 2008
  • Ivonne Zenarola Pastore, Lucia Stefanelli, Silvia Colle, Storia d'acque. Le rogge di Udine, patrimonio nascosto, Kappa Vu, Udine
  • Società Friulana di Archeologia onlus, Carta archeologica online del Friuli Venezia Giulia, www.archeocarta.fvg

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]