Roberto Bonadimani

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Roberto Bonadimani (Sona, 27 aprile 1945) è un fumettista e illustratore italiano.

È l'unico fumettista italiano a essersi dedicato in maniera pressoché esclusiva alla fantascienza.[1][2] Nel 1998 gli è stato conferito il premio Yellow Kid alla carriera.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Sona (provincia di Verona) nel 1945, ha sempre vissuto e lavorato a Verona.[4]

Ha iniziato a disegnare a 10 anni.[5] Concluso il percorso scolastico ha iniziato a lavorare come operaio in uno studio grafico e in seguito in una grande azienda del settore, dedicando tutto il proprio tempo libero al fumetto, cui si dedica a tempo pieno dal 1993 quando è entrato in pensione.[4]

Fece il suo esordio come fumettista nel 1973,[2] pubblicando inizialmente per le case editrici Sansoni,[3] nelle collane SuperVip, Horror Pocket e Liber Pocket.[1] Nel 1975 passò all'Editrice Nord, all'epoca concentrata nella fantascienza ma che in precedenza non aveva pubblicato fumetti.

Unico fumettista italiano a essersi dedicato esclusivamente al genere fantascientifico, è stato pubblicato su riviste quali Kosmos, Robot e Il Mago.[1] Nel 1977 gli è stato conferito il Premio Italia per la sua opera complessiva.[6]

Nel corso degli anni ha pubblicato vari racconti e illustrazioni oltre a quattro libri.[4] La sua non grande produzione è stata quasi interamente raccolta dall'Editrice Nord sulla rivista Cosmoinformatore - nella quale iniziò a pubblicare la fortunata serie Cittadini dello spazio - e in volumi.[2] In seguito ha pubblicato Rosa di Stelle, Anyha l'Amazzone e I Signori dei Sogni, anch'essi raccolti in volume.

Con la raccolta Cittadini dello spazio (1977) mostrò la sua predilezione per la creazione di mondi alieni;[7][8] Bonadimani si è dedicato ai personaggi femminili con Uri (1977-1978 su Robot), in cui descrive un popolo di amazzoni, e con Anyha del 1980, a sua volta un'amazzone.[9]

Per l'editrice Scarabeo di Torino ha disegnato due serie di tarocchi, chiamate Tharbon e Il Bestiario.[1]

Con l'etichetta indipendente Self Press, nel 2016 pubblica l'inedito VerdeCaos e nel 2018 la raccolta di racconti Il Destino dei Semidei. Ancora con Luca Pozza nel 2019 pubblica "La Porta del Sole" un fumetto a tiratura limitata per Varchi Comics.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Bonadimani, fin dall'inizio della propria carriera di fumettista, ha rifiutato di utilizzare lo schema rigido delle tavole con vignette riquadrate ordinatamente, preferendo ricrearle ogni volta in maniera libera, a seconda delle esigenze narrative. La sua opera è caratterizzata da un'attenta distribuzione dei bianchi e dei neri e dalla meticolosità e dall'accuratezza degli sfondi. Nella seconda parte della sua carriera passa anche a padroneggiare il colore, conferendo ai propri disegni una morbidezza del tratto che in precedenza non avevano.[2]

Le sue storie mescolano in un tutt'uno elementi onirici, surreali e barocchi.[10]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Ha raccolto numerosi premi di settore, in particolare con la raccolta Cittadini dello spazio (1977).

Ha vinto ininterrottamente in ogni edizione dal 1976 al 1981 il Premio Italia nella categoria fumetto (nel 1976 per la sua serie su Cosmoinformatore, nel 1977 per la sua opera complessiva, nel 1978 per Eram del sogno, nel 1979 per Rosa di stelle, nel 1980 per Metamorfosi, nel 1981 per Anyha l'amazzone).[11][12][13][14][15][16]

A Lucca Comics 1998 gli è stato conferito il premio Yellow Kid alla carriera.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Roberto Bonadimani, su lambiek.net. URL consultato il 31 marzo 2017.
  2. ^ a b c d FFF - Roberto BONADIMANI, su www.lfb.it, Fondazione Franco Fossati. URL consultato il 31 marzo 2017.
  3. ^ a b c Roberto Bonadimani, su www.dadaeditore.com. URL consultato il 31 marzo 2017.
  4. ^ a b c Bonadimani, Roberto | Delmiglio, su www.delmiglio.it. URL consultato il 31 marzo 2017.
  5. ^ Luca Pozza, Roberto Bonadimani: Fantascienza, Fumetti e Verdecaos - Il Sestante News - Giornale online, su www.ilsestantenews.it. URL consultato il 31 marzo 2017.
  6. ^ Tetradecalogo delle curiosità sul Premio Italia - Associazione World SF Italia, in Associazione World SF Italia. URL consultato il 31 marzo 2017.
  7. ^ Brunoro 1984, p. 117.
  8. ^ Vincenzo Raucci, Intervista a Roberto Bonadimani, su Ink n.16, settembre 2000. URL consultato il 31 marzo 2017.
  9. ^ Enrico Di Stefano, Eroine del fumetto di fantascienza, in Futuro Europa, nº 45, 2006. URL consultato il 28 maggio 2014.
  10. ^ (EN) Foundation, 1983, pp. 54–.
  11. ^ Italcon | Premio Italia 1976, su www.fantascienza.com. URL consultato il 31 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2017).
  12. ^ Italcon | Premio Italia 1977, su www.fantascienza.com. URL consultato il 31 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2017).
  13. ^ Italcon | Premio Italia 1978, su www.fantascienza.com. URL consultato il 31 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2017).
  14. ^ Italcon | Premio Italia 1979, su www.fantascienza.com. URL consultato il 31 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2017).
  15. ^ Italcon | Premio Italia 1980, su www.fantascienza.com. URL consultato il 31 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2017).
  16. ^ Italcon | Premio Italia 1981, su www.fantascienza.com. URL consultato il 31 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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