Riserva naturale speciale della Valle Andona, Valle Botto e Val Grande

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Riserva naturale speciale della Valle Andona, Valle Botto e Val Grande
Valle Andona Valle Botto e Val Grande viottolo forestale.png
Tipo di areaRiserva regionale
Codice WDPA15282
Codice EUAPEUAP0369
Class. internaz.Categoria IUCN IV: area di conservazione di habitat/specie
StatiItalia Italia
RegioniPiemonte Piemonte
ProvinceAsti
ComuniAsti
Superficie a terra930 ha
Provvedimenti istitutiviL.R. n. 23 del 23/03/1985
GestoreEnte Parchi Astigiani
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale
Coordinate: 44°56′27.24″N 8°06′54.36″E / 44.9409°N 8.1151°E44.9409; 8.1151

La Riserva naturale speciale della Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, istituita nel 1985, è una riserva regionale che si estende nella parte nord occidentale del comune di Asti. Nel 2003 è stata ampliata, passando dall'originaria superficie di circa 293 ettari a quella di 930 ettari che investono anche parte del territorio dei comuni di Camerano Casasco, Cinaglio e Settime. È nata per salvaguardare soprattutto il patrimonio paleontologico, fatto di conchiglie, coralli e resti fossili, anche di vertebrati marini e terrestri. Fa parte delle Aree protette astigiane (legge regionale n. 19 del 29 giugno 2009).

Paleontologia[modifica | modifica wikitesto]

Fossile di un gasteropode

L'area della riserva, nota ai paleontologi e agli studiosi fin dai primi anni del 1800, rientra nel Bacino Pliocenico Astigiano; conchiglie marine fossili sono facilmente osservabili nei numerosi affioramenti sabbiosi. I sedimenti sono tutti databili al Pliocene (5,3 - 1,8 milioni di anni fa), con diversi strati differenti. Degno di nota la presenza di un livello ricco in Isognomon maxillatus, tipico fossile guida. All'interno della riserva si può visitare il percorso paleontologico, in Valle Botto, esclusivamente accompagnati da una guida. I fossili sono infatti tutelati per legge[1] e considerati come un bene culturale comunitario, per cui ne è vietata la raccolta e la detenzione privata non solo nelle riserve paleontologiche, ma su tutto il territorio nazionale.

Didattica[modifica | modifica wikitesto]

Cartello della riserva naturale

Le attività didattiche che si svolgono presso la Riserva, rivolte agli studenti di tutte le scuole, spaziano dall'educazione ambientale alla paleontologia. In particolare segnaliamo alcuni percorsi a tema geologico e paleontologico, quali Biodiversità e Geologia, Sentire la Terra e Pane... e fossili[2].

Non solo fossili[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area di Valleandona si può accedere liberamente, usufruendo di itinerari pedonali, per mountain bike e percorsi a cavallo. La Riserva è inoltre dotata di un laboratorio, ricavato dalla ex scuola elementare della frazione, di un'area attrezzata e un centro visite per l'accoglienza turistica e per lo svolgimento di attività didattiche. Nella vicina città di Asti si trova il Museo Paleontologico Territoriale dell'Astigiano in cui sono esposti importanti ritrovamenti fossili del territorio.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Un grosso cerambicide nella riserva

Sono presenti nel territorio della riserva numerose specie animali: nel sottobosco è possibile rintracciare scoiattolo, moscardino, lepre, volpe e riccio, tasso mentre nelle zone umide quali le sponde del Rio Cipollina si ritrovano vari anfibi, libellule e il gambero d'acqua dolce.

Picchio verde, upupa, ghiandaia e gruccione sono invece alcuni degli uccelli presenti nel parco.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del museo di Asti è conservata la riproduzione in scala 1:1 della mandibola di un Carcharodon megalodon.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 - Codice dei beni culturali e del paesaggio Archiviato l'8 marzo 2012 in Internet Archive.
  2. ^ Aree Protette Astigiane:https://www.astipaleontologico.it/aree-protette/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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