Renzo Davoli

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Renzo Davoli

Renzo Davoli (Bologna, 19 febbraio 1964) è un accademico e hacker italiano. È tra i principali esponenti del software libero in Italia.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Professore associato di informatica all'Università di Bologna, dove insegna Sistemi Operativi e Progettazione di Sistemi Operativi,[2] è stato anche direttore scientifico del Master in Scienze e Tecnologie del software libero, attivo nello stesso ateneo negli anni accademici dal 2004-2005 al 2011-2012[3]. La sua attività di ricerca è incentrata sui sistemi virtuali (macchine [4] e reti), privacy nei protocolli di comunicazione, sistemi di simulazione per la didattica dei sistemi operativi. Coordina le reti e i sistemi del Dipartimento di Scienze dell'Informazione nell'ateneo.

Software libero[modifica | modifica wikitesto]

È un hacker e tra i principali attivisti del software libero in Italia[5]; la sua divulgazione verte principalmente contro la brevettabilità del software[6][7]. È stato membro del comitato scientifico di diverse edizioni della Conferenza Italiana sul Software Libero[8][9].

Nel 2007 criticò pubblicamente, definendola censoria ed antidemocratica, la scelta dell'università di Bologna di bloccare l'accesso ad un sito web satirico che prendeva di mira il sistema dei crediti formativi universitari; nella rete universitaria il sito, insieme ad altri che, sebbene estranei, erano ospitati dallo stesso fornitore, furono infatti oscurati dando notizia di un attacco informatico di tipo phishing[10][11]. Nel giugno 2010 è stato eletto presidente dell'Associazione per il software libero (AsSoLi), che ha come obiettivi principali la diffusione del software libero in Italia ed una corretta informazione sull'argomento[12].

Nel 2012 Davoli ha aspramente contestato la scelta delle domande di informatica per il concorso bandito lo stesso anno dal ministero della pubblica istruzione per l'assunzione di docenti nella scuola primaria e secondaria, criticando la superficialità dei quesiti e la loro mancanza di neutralità tecnologica, in particolare penalizzando il software libero.[13][14]. In qualità di presidente di AsSoLi, ha poi indirizzato all'allora ministro Francesco Profumo una lettera aperta di diffida e istanza[15] sottoscritta da decine[16] di associazioni italiane ed europee attive nella difesa del software libero e della cultura libera [17][18].

Davoli è stato promulgatore di una proposta di liberalizzazione, spinta da una petizione online nel 2007, che puntava a garantire a chi acquistasse un personal computer la possibilità di acquistare il solo hardware rinunciando al software preinstallato - soprattutto al sistema operativo - e a mantenere distinti i prezzi dei due componenti. la campagna, chiamata Libera software, ha raccolto circa 12mila firme[19].

È stato inoltre il creatore [20] del progetto "Free Os Zoo", una collezione di macchine virtuali QEMU di sistemi operativi liberi pronte per essere scaricate ed eseguite o collaudate in diretta tramite browser[21]. Fra le oltre settanta immagini vi sono popolari distribuzioni delle famiglie GNU/Linux e BSD, ma anche sistemi meno conosciuti, come MINIX o ReactOS [22].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Asperti e Renzo Davoli, Esperimenti di compilazione in ambiente Unix: Pascal in Gli esercizi di Pitagora, Bologna, Pitagora, 1994, ISBN 88-371-0739-0.
  • Tim Bell, Ian H. Witten e Mike Fellows, Computer science unplugged (PDF), a cura di Giovanni Michele Bianco e Renzo Davoli, 2009 [2005]. URL consultato il 23 ottobre 2014.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Glorioso, Il software libero in Italia, ShaKe, 2009, ISBN 978-88-88865-76-8.
  2. ^ Università di Bologna, Insegnamenti di Renzo Davoli. URL consultato il 28 ottobre 2014.
  3. ^ I nostri docenti, Master in Scienze e Tecnologie del Software Libero, Dipartimento di Scienze dell'Informazione, Università di Bologna, 7 ottobre 2011. URL consultato il 28 ottobre 2014.
  4. ^ Sito del progetto Virtual Square.
  5. ^ Carlo Sarzana di S. Ippolito, Informatica, internet e diritto penale, terza edizione, Milano, Giuffrè, 2010, p. 778, ISBN 978-88-14-15068-5.
  6. ^ Renzo Davoli, Voglio brevettare i tortellini! in Zeus News, 22 settembre 2003. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  7. ^ Andrea Scrimieri, Brevetti software, verso il sì dell’Europa, 20 marzo 2006. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  8. ^ IV Conferenza Italiana sul Software Libero, Comitato scientifico. URL consultato il 28 ottobre 2014.
  9. ^ VI Conferenza Italiana sul Software Libero, Comitato scientifico. URL consultato il 28 ottobre 2014.
  10. ^ Renzo Davoli, L'Università di Bologna censura la rete come il governo cinese?, 5 giugno 2007. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  11. ^ Luca Annunziata, Bologna, l'università accusata di censura in Punto Informatico, 8 giugno 2007. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  12. ^ Associazione per il Software Libero, Nuovo Presidente e nuovo Consiglio. (archiviato dall'url originale il 31 agosto 2011).
  13. ^ Renzo Davoli, Vergognatevi, 2 dicembre 2012. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  14. ^ Simone Aliprandi, Parole in libertà -- un test di riflessi condizionati in Apogeo on line, 2 dicembre 2012. URL consultato il 31 ottobre 2014.
  15. ^ Associazione per il Software Libero, Lettera al Ministro Francesco Profumo, 13 dicembre 2012. (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2013).
  16. ^ Quarantacinque: Free Software Foundation Europe, Associazione italiana per l'informazione geografica libera, Free Software Users Group Italia, Italian Linux Society, Wikimedia Italia e altre trentanove associazioni.
  17. ^ Free Software Foundation Europe, 45 organizzazioni inviano una diffida al Ministero dell'Educazione, dell'Università e della Ricerca, 17 dicembre 2012. URL consultato il 31 ottobre 2014.
  18. ^ Cristina Sciannamblo, Scuola, il software libero e il concorsone in Punto Informatico, 17 dicembre 2012. URL consultato il 31 ottobre 2014.
  19. ^ . net/liberasw Liberalizzazione nel campo del Software per Personal Computer. (archiviato dall'url originale il 22 aprile 2009).
  20. ^ Free OS Zoo Project, About. (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2008).
  21. ^ Free OS Zoo Project, Homepage. (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2008).
  22. ^ Free OS Zoo Project, OS images. (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2008).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]