René Favaloro

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René Gerónimo Favaloro

René Gerónimo Favaloro (La Plata, 12 luglio 1923Buenos Aires, 29 luglio 2000) è stato un cardiochirurgo argentino.

È stato il primo ad eseguire nel 1967 un intervento chirurgico utilizzando la tecnica del bypass aorto-coronarico. Il 29 luglio del 2000, dopo aver scritto una lettera all'allora Presidente De la Rúa criticando il sistema sanitario, senza denaro per la crisi del 2000, si è tolto la vita con uno sparo al cuore. La figura del professore Renè Favaloro, insigne cardiochirurgo argentino di fama internazionale e di origine eoliana (i nonni erano di Val di Chiesa), è stata ricordata a Leni (isola di Salina) con la collocazione di un busto marmoreo nella piazzetta antistante l’ambulatorio medico.

Era nato a La Plata (Argentina) ed è morto nel 2000 all’età di 77 anni. La stampa argentina scrisse, allora, che si trattò di un suicidio, forse a causa dei debiti che la sua Fondazione aveva accumulato negli ultimi anni, dal momento che il governo argentino non aveva erogato i fondi stabiliti.

Considerata la grande rilevanza scientifica e sociale dell’opera svolta dall’insigne professore nel campo medico, i Comuni di Leni, Malfa e Santa Marina Salina, nel 1999, hanno conferito, congiuntamente, la cittadinanza onoraria a Renè Favaloro (inventore, fra l’altro del bypass).

Favaloro era nato nel 1923. I suoi nonni erano originari dell’isola di Salina, abitavano a Val di Chiesa e possedevano numerose vigne; inoltre erano armatori di un piccolo veliero e commerciavano la malvasia nel Mediterraneo. A causa della fillossèra che, nel 1890, distrusse la coltura delle viti (all’epoca unica risorsa dell’isola), una parte della famiglia del professore Favaloro emigrò in Argentina, dove si dedicò al piccolo commercio al dettaglio. In questo ambiente Renè Favaloro crebbe e svolse i suoi studi primari e portò a termine la formazione medica in chirurgia generale a fianco dei pionieri della cardiochirurgia americana e mondiale. Dal 1962 al 1971, infatti, diresse la Divisione cardiochirurgia della Cleveland Clinic Foundation a Chio, negli Stati Uniti. Nel corso di quegli anni realizzò e mise a punto la tecnica del by-pass aortocoronarico, aprendo uno dei più importanti capitoli della moderna cardiochirurgia.

Sino alla sua morte diresse l’Istituto di cardiologia e chirurgia cardiovascolare presso la Fondazione “Favaloro” di Buenos Aires. Nel corso della sua intensa vita ricevette numerose onorificenze fra le quali il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito conferitogli, nel 1991, dal presidente della Repubblica italiana. Adesso, dopo che Salina e le Eolie hanno scoperto e valorizzato la storia della propria emigrazione, le tre amministrazioni comunali dell’isola hanno inaugurato, nel Comune di Leni, un busto bronzeo (realizzato dall’artista di origine siciliana Anna Zulema Soldano di Buenos Aires), che raffigura il professore Favaloro, donato da Alberto Materia (socio della federazione “Siciliani in Argentina”) con la collaborazine di Antonino Casella, Silvestre Gravagna, Filadelfio Oddo e Salvatore Giannone della comunità siciliana in Argentina.

Momenti di commozione si sono avuti durante l’esecuzione degli inni nazionali dell’Italia e dell’Argentina.

Quindi ha preso la parola l’assessore alla cultura del Comune di Leni Giacomo Montecristo, che ha illustrato la vita e l’attività di Renè Favaloro. Poi è intervenuto Alberto Materia, che ha ricevuto l’incarico dalla comunità siciliana in Argentina di portare a Leni il busto bronzeo del professore Favaloro. “Era un uomo molto sensibile – ha detto, fra l’altro,.Materia, – un grande uomo”. Quindi ha ringraziato le autorità civili e i presenti da parte della Federazione siciliana in Argentina, dove vivono circa 750mila isolani. La serie d’interventi si sono conclusi con il discorso del professore Luciano Carli dell’Università di Catania. L’assessore del Comune di Leni Montecristo ha annunciato che l’ambulatorio medico sarà presto intitolato a Renè Favaloro, quale benemerito per le comunità italiane ed argentine e per l’intera collettività.

“Qui a Salina, – ha lasciato scritto Renè Favaloro – la terra dei miei nonni, mi emoziono, come sempre accade, fino al midollo delle ossa. Ora sto poggiando i piedi sopra le mie radici. La prima volta fu un’estate di diversi anni fa. Mi incamminai solo, passeggiando per queste valli, godendo della vista del loro verde lussureggiante, dei fiori profumati, fermandomi spesso per raccogliere questa terra con le mie mani, stringendola e strofinandola con amore.

Ho rubato furtivamente qualche chicco d’uva, masticandolo lentamente, pensando che questa era l’uva che assaporavano i miei nonni”.

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