Provolino

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Provolino è un personaggio immaginario realizzato sotto forma di burattino ideato da Paul Campani e dall’attore comico Raffaele Pisu che ebbe un certo successo in Italia come spalla nei programmi televisivi Vengo anch'io, Che domenica amici, Senza rete e La domenica è un'altra cosa, trasmessi dalla Rai fra il 1968 e il 1970.[1] Le Edizioni Bianconi ne acquisirono i diritti per pubblicarne storie a fumetti sull'omonimo mensile edito dal 1970 realizzate da Alberico Motta e Pierluigi Sangalli e più volte ristampate su diverse testate.[1] Il successo del personaggio portò alla realizzazione di un merchandising.[2] Basti ricordare il pupazzo offerto nel 1969 dalla Bialetti agli acquirenti della caffettiera Moka Express, che lo avrebbero acquistato a meno di mille lire compilando un apposito coupon contenuto nelle confezioni della suddetta caffettiera.

Il personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio venne introdotto nella trasmissione Vengo anch'io del 1968 dall'attore Raffaele Pisu che lo manovrava come un burattino mentre la voce veniva da fuori campo per opera di Oreste Lionello. Il suo compito era quello di fare da spalla a Pisu che con lui aveva battibecchi sfacciati e irriverenti che si concludevano sempre con il tormentone «Boccaccia mia statti zitta!».[2] I testi vennero scritti da Castellano e Pipolo.[senza fonte]

Il successo fu tale che, oltre a partecipare a tutte le trasmissioni di Pisu (Che domenica, amici ! del 1968; La domenica è un'altra cosa del 1969), a nome del personaggio si sviluppo un merchandising che comprendeva un disco per la RCA Original Cast intitolato "Boccaccia mia statti zitta!" e vari pupazzi oltre a diventare protagonista di una serie a fumetti scritta da Alberico Motta e disegnata da Pier Luigi Sangalli per la Editoriale Metro.[2][1]

Nel 1969, a Oreste Lionello subentrò Franco Latini quale voce del personaggio.

Essendo legato a Pisu, con il ritiro dalle scene di quest'ultimo Provolino cadde inevitabilmente nell'oblio per riapparire in TV tra gli anni novanta ed il Duemila, dapprima in Striscia la notizia nelle edizioni 1989-'90 e 1990-'91, e poi nella trasmissione rievocativa Meteore.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Provolino
fumetto
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
TestiAlberico Motta
DisegniPierluigi Sangalli
EditoreEdizioni Bianconi
1ª edizione1970 – 1974
Periodicitàquattordicinale/mensile
Albi124 (completa)
Genereumoristico

Le Edizioni Bianconi ne acquisirono i diritti per pubblicarne storie a fumetti sull'omonimo mensile edito dal 1970 realizzate da Alberico Motta e Pierluigi Sangalli e più volte ristampate su diverse testate.[1] La serie originale venne pubblicata dal 1970 al 1974 per 124 volumi e successivamente ristampati nelle collane Super Provolino (Bianconi, 1972) e R.A.F. (Metro, 1983).[3] La collana Super Provolino venne pubblicata dal 1972 al 1983 per 109 numeri divisi in due serie, la prima di otto numeri dall'ottobre 1972 a maggio 1973 e la seconda per 101 numeri dal giugno 1973 settembre 1983.[4] Successivamente ci fu una seconda ristampa nota come Provolino Story edita dal 1984 al 1985[5] e una terza nel 1990 di breve durata.[6]

A partire infatti dal 1970 l'omonima testata di fumetti include storie di graffiante vena satirica quando a esempio gioca con degli amici al medico della mutua comportandosi da vero dottore o interviene addirittura un suo amico quale "rappresentante" di una ditta farmaceutica, preoccupato dei "quintali di scorte da smaltire". Altro lavoro non proprio adatto ad un pubblico infantile la storia de "L'isola degli hippies" dove il protagonista, stanco (già) della società industriale vi si rifugia, scoprendo ben presto come in quel piccolo contesto si ripropongono i mali del resto del mondo. Seguono brevi inserti umoristici tra i quali Provolino Politikon, dove si ironizza sui governi nazionali ed esteri, per esempio citando la Grecia, allora in regime dittatoriale, dove si vede il personaggio indossare un'alta uniforme.[senza fonte]

Provolino è ospite in casa di Pisu ed è da lui chiamato Lele. L'uomo fa le veci paterne ma normalmente non appare e parla fuori campo. Di probabile matrice metropolitana meneghina l'eroe non è avvezzo all'impegno e lo studio, sebbene al contrario si dimostri assai brillante per le cose a lui interessanti. In una storia egli scampa alla bocciatura trovando per caso una rivista che gli permette un apprendimento rapido e soprattutto entusiastico delle materie scolastiche, surclassando docenti e preside i quali piangendo ammettono di essere "tutti ingnoranti".[senza fonte]

In breve la satira abbandona le storie, divenendo normalmente d'avventura e qualcuna addirittura apocalittica, per poi scadere nel banale e l'inverosimile. Lele fa una sua breve apparizione e l'eroe, provvisto di una bacchetta magica prestatagli da un mago, cerca di migliorare il mondo, come il trasformare una fabbrica in un luna park ed un fungo atomico in uno mangereccio, ma ben presto sopraggiungono altri personaggi emblematici anche loro dotati di bacchetta a ristabilire le cose. Come commenta il mago si tratta di "maghi molto potenti".[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Provolino, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 maggio 2017.
  2. ^ a b c Il personaggio di Provolino di Raffaele Pisu, su Anima mia: la nostra memoria bambina. URL consultato il 17 maggio 2017.
  3. ^ Provolino testata, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 maggio 2017.
  4. ^ Super Provolino, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 maggio 2017.
  5. ^ Provolino Story, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 maggio 2017.
  6. ^ Davy, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 maggio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]