Ponte di Galata

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Ponte di Galata
Galata Bridge From Tower.JPG
Il ponte visto dalla torre di Galata
Localizzazione
StatoTurchia Turchia
CittàIstanbul
AttraversaCorno d'Oro
Coordinate41°01′12″N 28°58′23″E / 41.02°N 28.973056°E41.02; 28.973056Coordinate: 41°01′12″N 28°58′23″E / 41.02°N 28.973056°E41.02; 28.973056
Dati tecnici
Tipoponte sollevabile
Materialecalcestruzzo
Lunghezza490 m
Larghezza42 m
Mappa di localizzazione

Il ponte di Galata (in turco Galata Köprüsü), a Istanbul, è un ponte per il traffico automobilistico, i mezzi pubblici e i pedoni e congiunge la parte antica della città con quella moderna, a cavallo del Corno d'Oro[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto leonardesco del ponte di Galata

Il primo ponte di Galata era di legno (pons sublicius) ed è espressamente citato dalla Notitia Urbis Constantinopolitanae,[2] un catalogo regionario del V secolo. Esso collegava la città con il sobborgo di Sykae, il quale nel V secolo rappresentava la XIII regione della città.[3] Questo ponte non deve essere confuso con quello costruito da Giustiniano nel VI secolo, il quale si trovava in fondo al Corno d'Oro.[2] Il ponte in legno è il primo degli 11 ponti di Galata che furono costruiti durante l'impero bizantino. D'altra parte, il viaggiatore arabo Ibn Battuta, che visitò la città nel 1332, afferma che nessun ponte permetteva di traversare il Corno d'Oro.[2] Durante l'Assedio del 1453, un ponte di barche fu usato da Mehmet II per trasferire le proprie truppe dall'Asia all'attacco di Costantinopoli nel 1453.

I progetti di Leonardo e Michelangelo[modifica | modifica wikitesto]

Il sultano Bayazid II nel 1502-1503 chiese a Leonardo da Vinci di progettare, tra la Punta del Serraglio e Pera, un ponte che avrebbe dovuto utilizzare principi geometrici e architettonici ben noti: l'arco centinato, la curva parabolica e la chiave di volta. Il risultato sarebbe dovuto essere un ponte ad unica campata lungo circa 220 metri e largo 24. Il sultano tuttavia non approvò il progetto, che rimase nell'archivio del Topkapi dove è stato rintracciato qualche decennio fa, e recentemente riesumato dal primo ministro turco Erdoğan[4][5][6].

Qualche tempo dopo il sultano invitò a Istanbul Michelangelo, per avere un nuovo progetto. L'artista non andò, ma inviò al sultano un suo disegno, che rimase però inutilizzato.[7]

Il traffico tra le due sponde del Corno d'oro continuò così a svolgersi esclusivamente a mezzo di imbarcazioni di tutte le specie e dimensioni fino all'inizio dell'1800, quando fu aperto nel 1836, per volontà di Mahmud II, un ponte di barche denominato Hayratiye (che vuol dire "Ben fatto"), lungo tra 500 e 540 metri, che collegava Azapkapi et Unkapani.

Il primo ponte, Cisr-i Cedid[modifica | modifica wikitesto]

Il primo ponte di Galata costruito nella posizione attuale, all'ingresso del Corno d'Oro, fu voluto nel 1845 dalla Valide Sultan Bezmiâlem, madre del sultano Abdülmecid I. Il nome Cisr-i Cedid significa Ponte nuovo, e doveva distinguerlo dal Cisr-i Atik, il Ponte vecchio, costruito più su[8]. Il passaggio rimase gratuito per i primi 3 giorni, dopodiché fu assoggettato a pedaggio. Il pedaggio, raccolto da funzionari in uniforme bianca ai due capi del ponte, restò in vigore fino al 1930, era gratuito per militari, uomini di legge, clero e pompieri in servizio, ed era differenziato per gli altri utenti[9].

Il secondo ponte del 1863[modifica | modifica wikitesto]

Meno di vent'anni dopo, in previsione della visita a Istanbul di Napoleone III e nel quadro dei suoi progetti di modernizzazione della Turchia, il sultano Abdul Aziz fece costruire un nuovo ponte, di legno, in sostituzione del precedente.

Il terzo ponte del 1875[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo ponte (1880-1893)
Il quarto ponte di Galata nel 1920
Il ponte attuale, con i pescatori e lo spazio commerciale al piano di sotto

Erano gli anni in cui l'Impero ottomano si apriva all'occidente, importandone capitali, prodotti, tecnologie, modelli organizzativi e anche modelli culturali. Si progettava in questo clima il terzo ponte di Galata, affidandone la realizzazione alla società francese Forges et Chantiers de la Méditerranée di La Seyne-sur-Mer. Il progetto fu però interrotto dalla guerra franco-prussiana, e riassegnato nel 1872 per 105.000 lire turche oro ad un'impresa britannica, che lo completò nel 1875. Era lungo 480 metri, largo 14, e poggiava su 24 pontoni. Restò in uso fino al 1912, quando fu spostato indietro, in sostituzione del vecchio Cisr-i Atik.

Il quarto ponte del 1912[modifica | modifica wikitesto]

Il quarto ponte era anche il segno di come fossero cambiate - dai tempi della costruzione del precedente - le influenze straniere presso la Sublime Porta: risultato della crescente influenza tedesca (che fra l'altro coinvolse l'Impero ottomano nell'alleanza degli Imperi centrali) fu infatti anche il quarto ponte di Galata, costruito nel 1912 da un'impresa tedesca. Era a struttura metallica, lungo 426 metri e largo 25.

Il ponte si caratterizzava per una sorta di doppia vita: sopra, il piano stradale, costantemente affollato di umani e animali, e di tutti i veicoli possibili, dal tram alle automobili ai carrettini a mano; sotto, piccoli caffè e localetti di pesce. Restò in uso fino al 1992, quando fu gravemente danneggiato da un incendio, nato presumibilmente in qualcuno dei locali, e rimosso per fare spazio al nuovo.

Il ponte attuale[modifica | modifica wikitesto]

Il quinto ponte di Galata, l'attuale, è stato costruito da un'impresa turca e completato nel 1994. È un ponte sollevabile, lungo 490 metri, a tre corsie per senso di marcia per i veicoli (quelle centrali sono occupate dal tram) più due ampi marciapiedi per i pedoni. Sotto il piano stradale è stato ricostruito su entrambi i lati un passaggio pedonale, come nel precedente, fiancheggiato da ristoranti e aperto dal 2003. Quest'ultimo è interrotto al centro del ponte per permettere il passaggio sotto di questo dei traghetti da e per il Corno d'Oro.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte di Galata è un legame simbolico tra l'Istanbul ottomana storica - il luogo delle mura, dei palazzi imperiali, delle moschee storiche, dei quartieri antichi, delle identità etniche e delle istituzioni religiose e laiche dell'impero - e la città che era degli stranieri (il distretto di Beyoğlu con le sue ambasciate, i negozi, l'edilizia ottocentesca, le chiese cristiane). Anche oggi che la Città è enormemente cresciuta, passare il ponte consente ancora di percepire concretamente la multiculturalità profonda di quella che fu la capitale di un grande impero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il ponte di Galata non va confuso con i tre "ponti sul Bosforo": questi sono tre ponti autostradali, non pedonali, che uniscono, questi sì, i due continenti, l'Asia e l'Europa. Dal 2013 è attivo un traforo ferroviario del Bosforo, detto Marmaray, e dal 2016 una galleria stradale, l'Avrasya Tünel.
    Il Corno d'oro, invece, è oggi attraversato da quattro ponti: oltre il ponte di Galata ci sono infatti da est a ovest prima il ponte della metropolitana, dedicato al traffico metro (linea "M2") e pedonale, entrato in funzione nel 2014; poi il ponte Atatürk (Unkapanı Köprüsü, in turco; costruito per la prima volta nel 1836, è stato poi dedicato ad Atatürk dopo la ricostruzione nel 1940), e poi il ponte di Haliç (Haliç Köprüsü, in turco) aperto nel 1974, che è un ponte autostradale. Alcuni fra questi ponti sono visibili dalla webcam Metrohan sul sito della città di Istanbul.
  2. ^ a b c Janin (1964), p. 241
  3. ^ Janin (1964), p. 467
  4. ^ fonte: ANSA 23/10/2012
  5. ^ Nel 1996, alcuni progettisti norvegesi, con a capo l'ingegnere Vebjorn Sand, hanno ripreso gli studi di Leonardo. Basandosi proprio su quel modello, sono riusciti, nel 2002, a costruirne uno che effettivamente può reggere, dimostrando che con questo tipo di forma si può costruire un ponte di tali dimensioni che è in grado anche di reggere alla spinta del vento, grazie alla struttura a doppio arco e ai 4 punti di appoggio distanziati tra di loro che fungono da contrafforti. Il nuovo progetto, realizzato nella città di Oslo, è stato finanziato dalla società che gestisce le strade norvegesi (l'equivalente dell'italiana ANAS) ed è stato eretto, con dimensioni più corte, in legno lamellare.
  6. ^ Per i disegni del ponte e l'esemplare realizzato in Norvegia si veda La repubblica del 23/10/2012
  7. ^ Questa interazione tra Michelangelo, il nuovo impero ottomano e la Città è affiorata recentemente come pretesto per un romanzo francese (Mathias Énard, Zona, in Italia Rizzoli 2011 [1])
  8. ^ Come ricorda un'iscrizione in versi sulla testata di Karaköy, il ponte fu attraversato per primo dal sultano in persona, mentre il primo naviglio a passarci sotto fu il Cigno del capitano francese Magnan.
  9. ^ La moneta di riferimento era il para, pari a 1/4000 di lira turca. Montoni, capre e altri animali pagavano 3 para, i pedoni pagavano 5, le carrozze 100.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Raymond Janin, Constantinople Byzantine, 2ª ed., Parigi, Institut Français d'Etudes Byzantines, 1964.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]