Plumbago

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Plumbago
Colpfl22.jpg
Plumbago auriculata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Caryophyllales
Famiglia Plumbaginaceae
Genere Plumbago
L., 1753
Specie

vedi testo

Plumbago L., 1753 è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Plumbaginaceae[1], volgarmente chiamate piombaggine.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Plumbago sp.
Si noti la presenza di peli ghiandolari sui calici

Le specie di Plumbago possono essere cespugliose o rampicanti.

I fiori sono riuniti in infiorescenza a grappolo e sono di colore dal bianco al lilla.

Alcune specie possiedono dei peli ghiandolari sui sepali che ricordano strutturalmente i tentacoli di Drosera e Drosophyllum[2]. La funzione di queste strutture non è ancora chiara. Secondo alcuni, essi aiutano la pianta nella dispersione dei semi, facendoli meglio aderire agli organismi deputati alla loro dispersione[3], altri invece notano che su alcune specie (per esempio Plumbago auriculata), rimangono intrappolati piccoli insetti striscianti. Ciò può significare che i tentacoli si siano evoluti per escludere gli insetti striscianti e favorire gli impollinatori volanti o forse per proteggersi dagli insetti predatori [2].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il genere è diffuso nelle regioni tropicali e subtropicali del mondo intero, esclusa l' Australia.[4].

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il genere comprende le seguenti specie:[1]

Propagazione[modifica | modifica wikitesto]

Si possono propagare attraverso talea semilegnosa.[4]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Plumbago, su The Plant List. URL consultato il 3 settembre 2018.
  2. ^ a b (EN) Schlauer, J., "New" data relating to the evolution and phylogeny of some carnivorous plant families, in Carnivorous Plant Newsletter, 26(2), 1997, pp. 34-38.
  3. ^ Fahn, A. and Werker, E. (1972). Anatomical mechanisms of seed dispersal. in Kozlowski, T.T. (ed.), Seed Biology, Academic Press
  4. ^ a b Samantha Gaiara, Plumbago in dieci domande, in Gardenia, agosto 2001.

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