Pierabech

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Pierabech
frazione
Pierabech – Veduta
La chiesetta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaProvincia di Udine-Stemma.svg Udine
ComuneForni Avoltri-Stemma.png Forni Avoltri
Territorio
Coordinate46°36′32″N 12°46′32″E / 46.608889°N 12.775556°E46.608889; 12.775556 (Pierabech)Coordinate: 46°36′32″N 12°46′32″E / 46.608889°N 12.775556°E46.608889; 12.775556 (Pierabech)
Altitudine1 060 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale33020
Prefisso0433
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pierabech
Pierabech

Pierabech è la località più settentrionale del Friuli-Venezia Giulia, situata 3 km a nord del comune di Forni Avoltri (provincia di Udine), cui appartiene amministrativamente, molto vicina (4–5 km) sia al confine con il Veneto (a ovest) che a quello con l'Austria (a nord), ad un'altitudine di 1060 m, nei pressi delle sorgenti del torrente Degano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal Medioevo l'economia del luogo si è retta essenzialmente sull'attività estrattiva di minerali (argento, rame, ferro) dai monti circostanti, soprattutto il monte Avanza e soprattutto le cave di marmo da cui si ricavava e si ricava tuttora una varietà di particolare pregio che, per il delicato colore rosa-violaceo delle sue macchie, è chiamata "fior di pesco carnico" ed è utilizzata in edilizia sia in Italia che all'estero.[1] Una rapida accelerazione dello sviluppo locale si ebbe a partire dal 1859, quando vi venne costruito il complesso che comprendeva il grande caseggiato per gli uffici delle miniere del monte Avanza con camere e cameroni sottotetto, il basso edificio della cucina con mensa annessa, le baracche per la legna e i magazzini: nel 1879 la Società Veneta Montanistica vi impiegava ben 400 operai.

Teatro di operazioni belliche durante la prima guerra mondiale, vi si trovano ancora trincee, fortificazioni e un piccolo ex-cimitero militare della "Grande guerra" restaurato nel 1995. Abbandonata al degrado dopo la chiusura delle miniere (verificatasi, con alterne vicende, fra il 1939 e il 1943) e con la sola cava di marmo a reggere l'economia locale, negli anni sessanta Pierabech ha ripreso vita dopo essere divenuta sede di alcuni centri estivi per ragazzi[2] e nel 1972 vi è stato aperto anche lo stabilimento Goccia di Carnia per l'imbottigliamento dell'acqua minerale proveniente dalle sorgenti del rio Flèons, che forma poi il torrente Degano.

Natura e turismo[modifica | modifica wikitesto]

Oggi Pierabech è il punto di partenza per numerose escursioni sia ai rifugi in quota sia per percorsi panoramici sui monti della zona (Alpi Carniche)[3] e rientra inoltre nell'oasi faunistica di Bordaglia-Flèons. Istituita dalla regione Friuli nel 1968, l'area protetta si estende su oltre 2.300 ettari di terreno, comprende il lago Bordaglia e vanta esemplari di un po' tutte le specie alpine (dall'orso bruno al cinghiale, alla lince, ai classici caprioli, cervi e camosci), ma è soprattutto il rifugio ideale per animali selvatici come ermellini, marmotte, galli cedroni, pernici bianche e aquile reali che raramente sono visibili in altre zone alpine e che qui hanno trovato il loro habitat naturale.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Celebre, ad esempio il suo impiego per il totale rivestimento della Palazzina Reale di Santa Maria Novella a Firenze (architetto Giovanni Michelucci, 1935). Diffusa in Giappone, India e Cina, è molto apprezzata negli Stati Uniti dove, fra gli altri, l'architetto César Pelli la scelse nel 1988 per i pavimenti e le scalinate del Winter Garden Atrium del World Financial Center di New York o, sempre a New York, fu utilizzata per gli ascensori dell'Empire State Building, nel tribunale cittadino e nelle ormai tristemente note Twin Towers del World Trade Center.
  2. ^ Le colonie della parrocchia di San Marco di Udine, dei salesiani: l'Associazione La Viarte, l'Istituto Salesiano Bearzi e il Don Bosco di San Donà.
  3. ^ Come il classico "anello" intorno al monte Avanza (cfr. il sito Sentieri Natura, ricco di immagini e di altri percorsi) o la "traversata" da o per Cima Sappada passando per le sorgenti del Piave (cfr. il sito suimonti, con immagini, cartine e altri itinerari).
  4. ^ Dal sito della regione Friuli-Venezia Giulia[collegamento interrotto].