Pelaverga

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Pelaverga è un vitigno di origini antiche. Un tempo rinomato come uva da mensa (al terzo posto di merito in Piemonte dopo Barbarossa e Favorita), è dotato tra l'altro di buona serbevolezza.

Il vitigno è indissolubilmente legato al Saluzzese, dove è testimoniato da fonti scritte come presente e vinificato sin dal XV secolo: ne riporta con chiarezza la qualità e l'apprezzamento, addirittura alla cort papale, il Charneto di Giovanni di Saluzzo Castellar.

A partire dal secondo Dopoguerra, l'espressione Pelaverga ha iniziato ad essere utilizzato per un vitigno coltivato nel territorio di Verduno e, più limitatamente, di Roddi e di La Morra. Sebbene i vitigni di Verduno e Saluzzo avessero caratteri ampelografici diversi, una certa nota speziata, presente in entrambi ma molto pià marcata in quello di Verduno, indusse a ritenere che tale vitigno originasse da quello saluzzese, portato, sulle colline di Langa, dal beato Sebastiano Valfré.

Tale diceria ha condotto addirittura ad iniziare la pratica di riconoscimento di una DOC (Verduno) che potesse essere legalmente accompagnata dalla menzione "Pelaverga". Tale DOC venne riconosciuta nel 1995, ma nel frattempo, studi condotti all'Università di Torino misero in evidenza che tra i due vitigni, fino ad allora chiamati entrambi Pelaverga, non c'era alcuna parentela genetica. Dunque, il Pelaverga di Saluzzo non poteva aver dato origine a quello di Verduno, come fino ad allora ritenuto anche in ambito accademico[1].

Per ripristinare un minimo di correttezza ampelografica, ma senza danneggiare in misura sproporzionata i coltivatori del vitigno di Langa, a quest'ultimo, con decreto del 19 dicembre 1994, è stato dato il nome di Pelaverga Piccolo nel registro nazionale delle varietà di vite. Come nel caso della Syrah e Petite Syrah, il Pelaverga Piccolo non ha nulla a che vedere con il vitigno Pelaverga ed è al primo, non al secondo, che si riferisce la menzione Pelaverga, eventualmente presente sulle etichette della DOC Verduno. Nel 1996, anche l'area saluzzese raggiungeva la DOC (Colline Saluzzesi) con la previsione della possibile menzione "Pelaverga", che veramente si riferisce al vitigno storico portatore di questo nome.

Il Pelaverga risulta presente anche sulla collina torinese, dove viene coltivato per dare vita al vino denominato Cari: Cari è legalmente un sinonimo di Pelaverga.


IL Colline Saluzzesi DOC Pelaverga presenta un colore tenue di gradevole tonalità rubino-violacea brillante e un caratteristico profumo, che va dalle note vegetali della rosa e del lampone fino alla foglia del geranio, spesso accompagnate da una lieve speziatura (pepe bianco). Il grado alcolico è moderato e ben bilanciato dalla poca acidità, che ne fa un vino adatto al consumo giovane, anche fresco in estate, di buon abbinamento con la cucina piemontese e, in particolar modo, eccellente con gli antipasti come il vitello tonato, grazie alla delicata tannicità del sorso, che ben bilancia le sensazioni della salsa.

Oltre la produzione di vino, alcune aziende distillano dalle vinacce di uva Pelaverga una grappa molto fine e vellutata.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Alcolici Portale Alcolici: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di alcolici
  1. ^ Valenti et all., "La caratterizzazione viti-enologica del Pelaverga di Verduno, vecchio vitigno piemontese", in Vignevini, 11-1993.