Passer italiae

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Passera d'Italia
Passer italiae male.jpg

Passer italiae female.jpg
Maschio (in alto) e femmina

Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Passerida
Superfamiglia Passeroidea
Famiglia Passeridae
Genere Passer
Specie P. italiae
Nomenclatura binomiale
Passer italiae
(Vieillot, 1817)
Sinonimi

Passer domesticus italiae
(Vieillot, 1817)
Passer hispaniolensis italiae
(Temminck, 1820)

Particolare della testa di un maschio

La passera d'Italia, o passero italiano (Passer italiae (Vieillot, 1817)) è un uccello molto comune della famiglia Passeridae (ordine Passeriformes).[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il passero italiano ha caratteristiche comuni alle due specie di origine. Esiste un dimorfismo sessuale, la femmina ha un colorito giallastro sporco inferiormente e bruno superiormente, con dorso striato di scuro. La femmina è indistinguibile dalla femmina di Passera europea.
Il maschio è caratterizzato dal capo bruno rossiccio con guance bianche e ampia macchia golare nera; nel piumaggio appena mutato (autunno e inverno), i margini chiari delle penne offuscano sia il nero della gola, sia il colore rossiccio del vertice. Il maschio, invece si differenzia dal maschio della Passera europea per la mancanza del vertice grigio e per la colorazione nera della gola più stretta.

Nella parte a meridione delle Alpi si ibridizza con la Passera europea.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Uova di Passer italiae

Strettamente dipendente dall'uomo, frequenta soltanto i centri abitati permanenti e le campagne coltivate.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Come tutte le specie di passeri è onnivoro, mangia di tutto, semi, frutta, insetti e rifiuti alimentari dell'uomo.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Il nido, un voluminoso ammasso di erbe secche con ingresso laterale, è costruito in anfratti di manufatti (sotto tegole, nei fori di muri, piloni, ecc.), o più raramente in cavi d'albero. La femmina depone 3-6 uova che cova 11-14 giorni. I giovani restano al nido circa 2 settimane.
Vi possono essere sino a 3-4 deposizioni all'anno.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Lo si trova in tutta Italia dove nidifica (ad esclusione di Sicilia e Sardegna, dove troviamo la passera sarda), Svizzera meridionale, Corsica e Creta.[3]

Può nidificare sino ad oltre 2000 m di quota (ad esempio a Breuil-Cervinia), ma è assente dai valloni abitati solo in estate.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Lo status tassonomico di questa entità è stato a lungo dibattuto, con alcuni autori che la ritenevano una specie a parte, e altri che invece la consideravano una sottospecie del passero domestico (Passer domesticus), oppure della passera spagnola (Passer hispaniolensis).
Nel 2011 la rivista Molecular Ecology ha pubblicato i risultati di alcuni studi che dimostrano che la passera d'Italia è un ibrido stabile di Passer domesticus e Passer hispaniolensis.[4][5]

Nel 2013 il Congresso Ornitologico Internazionale le ha definitivamente riconosciuto il rango di specie.[2]

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

La passera europea (Passer domesticus) è presente in Italia soltanto ai confini con i paesi transalpini; in Valle d'Aosta è osservabile in modesto numero soprattutto nel settore settentrionale e occidentale. La femmina è indistinguibile da quella della Passera d'italia, mentre il maschio ha il capo superiormente grigio cenere.

La passera mattugia (Passer montanus), identificabile grazie all'evidente macchia nera sulla guancia e alla livrea simile nei due sessi e anche nei giovani che però presentano una colorazione più smorta, è diffusa soltanto a bassa quota e frequenta soprattutto le aree agricole.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International, Passer italiae, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2018.1, IUCN, 2017.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Passeridae, in IOC World Bird Names (ver 6.2), International Ornithologists’ Union, 2016. URL consultato il 9 maggio 2014.
  3. ^ Brichetti P., Uccelli. Conoscere, riconoscere e osservare tutte le specie di uccelli presenti in Europa, De Agostini, 2012, p. 285, ISBN 978-88-418-7678-7.
  4. ^ Brelsford A, Hybrid speciation in birds: allopatry more important than ecology? (PDF) [collegamento interrotto], in Molecular Ecology 2011; 20: 3705–3707.
  5. ^ Articolo di Repubblica sulla scoperta recente delle origini della passera d'Italia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elgvin TO, Hermansen JS, Fijarczyk A et al. (2011) Hybrid speciation in sparrows II: a role for sex chromosomes? Molecular Ecology, 20, 3823–3837.
  • Hermansen JS, Sæther SA, Elgvin TO, Borge T, Hjelle E, Sætre G-P (2011) Hybrid speciation in sparrows I: phenotypic intermediacy, genetic admixture and barriers to gene flow. Molecular Ecology, 20, 3812–3822.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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