Pashtun

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Pashtun
Pashtun
Luogo d'origine Flag of Pakistan.svg Pakistan
Flag of Afghanistan.svg Afghanistan
Popolazione 50.000.000 circa
Lingua pashtu
Religione Islam

I pashtun[1] (anche pathan[2] o afghani[3][4]) sono un gruppo etnico-linguistico che abita in prevalenza l'Afghanistan orientale e meridionale e il Pakistan occidentale, nella regione del Pashtunistan.

I pashtun parlano la lingua pashtu e seguono un codice religioso di onore e cultura indigeno e pre-islamico, il Pashtunwali[5] integrato nella religione islamica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I pashtun hanno vissuto una storia turbolenta attraverso i vari secoli, durante i quali raramente sono stati uniti politicamente.

Le prodezze militari dei pashtun erano rinomate ai tempi dell'invasione di Alessandro Magno nel IV secolo a.C.[6]

La loro "storia contemporanea" comincia con l'impero Durrani nel 1747.

I pashtun sono stati uno dei pochi gruppi etnici che sono riusciti a contrastare l'imperialismo britannico durante il XIX secolo[7], con Abdul Ghaffar Khan ,sopprannominato il Gandhi musulmano,fondatore del primo esercito nonviolento della storia : i Khudai Khidmatgar[8].

Svolsero un ruolo chiave durante l'Invasione sovietica dell'Afghanistan (1979–89), dopo la quale molti di loro diventarono Mujaheddin.

I pashtun guadagnarono l'attenzione di tutto il mondo con l'ascesa e la sconfitta dei talebani, poiché erano la componente etnica principale nel movimento. I pashtun oggi svolgono un'azione prominente nella ricostruzione dell'Afghanistan dove sono il più grande gruppo etnico e un'importante comunità in Pakistan, dove sono il secondo gruppo etnico per dimensioni.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

La popolazione totale del gruppo è stimata in circa 40 milioni, ma un conteggio esatto rimane poco affidabile per la natura nomade di molte tribù, la pratica di isolamento delle donne e le lacune nei censimenti ufficiali tenuti in Afghanistan dal 1979.[9]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

La grande maggioranza dei pashtun si trova nell'area tra il Pakistan occidentale (Pakhtunkhwa), e l'Afghanistan sudorientale. Altre comunità pashtun vivono nei Territori del Nord nell'Azad Kashmir e a Karachi, così come in tutto l'Afghanistan.

Ci sono delle comunità minori in Iran e in India, e una grande comunità di lavoratori emigrati nei paesi della penisola arabica.

Importanti centri metropolitani della cultura pashtun includono Peshawar e Kandahar, oltre a Quetta e Kabul che sono città etnicamente molto differenti ma con una maggioranza di popolazione pashtun.

Religione[modifica | modifica sorgente]

I Pashtun seguono la versione più antica dell’Islam sunnita che deriva dalla scuola Hanafi – una delle versioni più liberali dell’Islam. La Shari’a e il Pashtunwali coesistono, ma se viene a crearsi un conflitto fra i due, si seguono sempre le regole del Pashtunwali. Tradizionalmente i mullah e i chierici sono subordinati ai capi tribù e non hanno potere politico.

Più volte nella storia però alcuni mullah hanno cercato di porsi al di sopra del Pashtunwali e di conquistare il potere politico facendo leva sulla religione, ma di solito sono stati messi a tacere dai capi tribù.

Tuttavia negli anni ’70 e ’80 i mullah sono stati armati e finanziati dalle potenze esterne che volevano cacciare i Sovietici  dall’Afghanistan e così a poco a poco è nato il movimento religioso più duraturo e potente di tutti i tempi – i Talebani.

I Talebani[modifica | modifica sorgente]

I Talebani in origine erano studenti fuggiti dall’Afghanistan durante l’occupazione sovietica e raccolti  in campi profughi nel Pakistan, dove sono stati educati alla versione più estremista e conservatrice dell’Islam nelle madrasse (scuole islamiche) finanziate dai Sauditi. Dopo il ritiro dei Sovietici e la lunga guerra civile fra i vari signori della guerra afgani, la popolazione civile accolse i Talebani con un certo sollievo, in quanto venivano percepiti come guerrieri fieri, onesti e devoti, capaci di portare “ordine e pace”. Ma appena si resero conto della loro brutalità, gli Afghani – compresi i Pashtun – iniziarono a prendere le distanze, ma non furono in grado di rovesciare il loro regime fino a quando gli Stati Uniti attaccarono l’Afghanistan.

Attualità[modifica | modifica sorgente]

I Pashtun nel 2001 furono contenti di vedere la caduta del regime talebano, perché pensavano di poter finalmente ripristinare le loro antiche usanze, ma presto capirono che sarebbe invece sorto un nuovo stato centralizzato che avrebbe intaccato la loro indipendenza. Per questa ragione invece di schierarsi a fianco del governo hanno preferito avvicinarsi agli insorti che si battono contro la presenza straniera su suolo afgano.

Per mettere fine al conflitto è assolutamente necessario ottenere l’appoggio dei Pashtun, che rappresentano una larga parte della popolazione. Per riuscirci occorre elaborare una strategia complessa che prenda in considerazione le loro usanze.

  1. Innanzitutto occorre rispettare e favorire le pratiche culturali Pashtun per evitare che la loro identità venga minacciata – ad esempio accettando almeno in parte i principi contenuti nel Pashtunwali.
  2. Occorre ristabilire un equilibrio di potere all’interno della leadership tribale – ad esempio smettendo di nominare i governatori a livello centrale e permettendo ai capi tribù di candidarsi alle elezioni regionali e provinciali, in modo da coinvolgere anche le comunità locali nel processo politico.
  3. Infine occorre subordinare i leader religiosi al potere politico e spingere i chierici moderati a cooperare con le istituzioni.  

Dato che Afghanistan e Pakistan ospitano un gran numero di Pashtun, entrambi i paesi dovrebbero metter in atto politiche parallele per includerli all’interno delle scelte politiche senza intaccare la loro identità nazionale. Così sarà possibile ridurre l’opposizione violenta nelle aree tribali e spingere i Pashtun ad abbandonare le armi e prendere parte al processo politico.

Area nativa dei Pashtun in arancio

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ pashtu/urdu/persiano: پشتونPaštūn o پختون Paxtūn. Anche Pushtun, Pakhtun, Pukhtun
  2. ^ Urdu: پٹھان, Hindi: पठान paṭhān
  3. ^ persiano: افغانAfğān
  4. ^ Banuazizi, Ali and Myron Weiner (eds.). 1994. The Politics of Social Transformation in Afghanistan, Iran, and Pakistan (Contemporary Issues in the Middle East), Syracuse University Press. ISBN 0-8156-2608-8 (retrieved 7 June 2006).
  5. ^ Kakar, Palwasha. Harvard University - School of Law - Tribal Law of Pashtunwali and Women’s Legislative Authority (retrieved 7 June 2006)
  6. ^ Caroe, Olaf. 1984. The Pathans: 500 B.C.-A.D. 1957, Oxford University Press. ISBN 0-19-577221-0 (retrieved 7 June 2006)
  7. ^ Guerre anglo-afghane, Iranica.com (retrieved 16 January 2006)
  8. ^ A.Bravo,La conta dei salvati,Editori Laterza,2013
  9. ^ Censimento della popolazione e delle abitazioni in Afghanistan, UNFPA Projects in Afghanistan (retrieved 18 February 2007)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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