Parco naturale regionale del Vulture

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Parco naturale regionale del Vulture
Monte Vulture da Rifugio San Martino.jpg
Monte Vulture da Rifugio San Martino
Tipo di areaParco regionale
StatiItalia Italia
RegioniBasilicata Basilicata
ProvincePotenza Potenza
Comuni Atella, Barile, Ginestra, Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte, San Fele
Provvedimenti istitutivi20 novembre 2017
Mappa di localizzazione

Coordinate: 40°54′50.4″N 15°38′50.28″E / 40.914°N 15.6473°E40.914; 15.6473

Istituito nel novembre del 2017[1], il Parco Naturale Regionale del Vulture include parte dei territori comunali di Atella, Barile, Ginestra, Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte e San Fele, tutti appartenenti alla Provincia di Potenza.

Sentiero del Bello

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco Naturale Regionale del Vulture, secondo la perimetrazione prevista dalla Legge istitutiva[2], si estende per 57496 ettari. In tale perimetro sono inclusi la ZSC/ZPS "Monte Vulture" (codice IT9210210) e il SIC/ZPS "Lago del Rendina" (codice IT9210201). L'intera area è divisa in tre differenti livelli di tutela che, sulla base del grado di interesse naturalistico, paesaggistico e culturale, definiscono la tipologia e le modalità in cui è possibile effettuare degli interventi.

Biodiversità[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco registra una ricchissima biodiversità, dovuta alla varietà dell'ecosistema e ai microclimi delle differenti quote altimetriche. Di particolare interesse la flora spontanea del Vulture[3] e i molteplici utilizzi che nel corso dei secoli hanno caratterizzato la vita contadina e monastica di questo ambiente.[4]

Ninfea alba

Sentieri[modifica | modifica wikitesto]

Dislocato in posizione strategica e baricentrica rispetto all'Italia meridionale peninsulare, il territorio in questione è stato sede di un intenso fenomeno di brigantaggio nel periodo successivo all'Unità d'Italia. Molto suggestivi sono i sentieri dei Briganti che ancora oggi è possibile ripercorrere all'interno del Parco[5].

Il Sentiero dei Briganti - Sentiero CAI 102[modifica | modifica wikitesto]

Partendo dai Laghi di Monticchio è possibile fare un'escursione suggestiva nei boschi del Vulture per raggiungere la Fontana dei Faggi, unica risorsa d'acqua ancora presente in zona e situata nei pressi di un'area pic-nic. Il sentiero è in terra battuta e attraversa boschi di castagni, querce e faggi. Il sottobosco cambia con il procedere delle stagioni e alcune delle piante spontanee sono anche delle risorse per l'etnomedicina e la tradizione gastronomica[6].

Cicerchie, ranuncoli, ferule, lupini, orchidee, rose canine, ortiche, ginestre illuminano con i loro colori il mese di maggio. Lupi, istrici, vari tipi di mustelidi (lontra, tasso, faina, donnola), rospi comuni, ricci, volpi e cinghiali sono solo alcune delle numerose specie che popolano questi boschi. Una ricca avifauna è presente nell'area per cui è possibile incrociare il volo di picchi, nibbi, poiane e barbagianni.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge Regionale 20 novembre 2017, n. 28 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 46 del 21 novembre 2017.
  2. ^ La perimetrazione è consultabile al seguente link OSM.
  3. ^ Cfr. M. Tudisco, Flora spontanea del Vulture: http://www.mariantoniettatudisco.it/wp-content/uploads/2017/01/flora-spontanea-del-vulture.pdf.
  4. ^ Cfr. Montagne e complessi vulcanici della regione Basilicata, vol. 3, maggio 2015 (Sistemi ambientali e rete Natura 2000.
  5. ^ A. Russo - E. Setari, Sette itinerari per scoprire la Basilicata, 1994 (Le Guide di Metis, 1).
  6. ^ M. Tudisco, La Flora Spontanea del Vulture, 2016 (Le Guide di Agrifoglio.)
  7. ^ Cfr. la Traccia del Sentiero OSM.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]