Paolo Berardi

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Paolo Berardi
NascitaTorino, 21 giugno 1885
Morte13 dicembre 1953
Dati militari
Paese servitoItalia Regno d'Italia
Italia Italia
Forza armataRegio esercito
Esercito italiano
ArmaArtiglieria
Anni di servizio19081948
GradoGenerale di corpo d'armata
GuerreGuerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Studi militariAccademia militare di Modena
Fonti citate nel corpo del testo
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Paolo Berardi (Torino, 21 giugno 188513 dicembre 1953) è stato un generale italiano, capo di stato maggiore del Regio Esercito.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Militare di carriera, nel 1912 da tenente ottenne in Libia a Sidi Said una medaglia di bronzo al valor militare.[1] Nel 1915, da capitano d'artiglieria nel corso della prima guerra mondiale ottenne un'altra medaglia di bronzo al valor militare e due croci di guerra. Nel 1926 fu promosso tenente colonnello e nel 1932 colonnello con il comando del 20º reggimento d'artiglieria. Fu nominato generale di brigata nel 1937. Allo scoppio della seconda guerra mondiale divenne comandante del II raggruppamento alpino nella battaglia delle Alpi Occidentali.[2] Nel settembre 1940 fu inviato al comando dell'11ª Divisione fanteria "Brennero" in Grecia. Nel settembre 1941 fu promosso generale di divisione e divenne capo di stato maggiore della 7ª Armata. Nel 1942 fu comandante della Divisione "Sassari" in Jugoslavia.[3] Inviato nel gennaio 1943, insieme alla promozione a generale di corpo d'armata, in Nord Africa al comando del XXI corpo d'armata, fu ferito e fatto prigioniero dagli inglesi il 12 maggio e inviato in Inghilterra.[4]

Monarchico, dopo l'8 settembre 1943, fu liberato perché aderì al Regno del Sud. Il generale Badoglio lo nominò capo di stato maggiore di quel che restava del Regio esercito il 18 novembre 1943[5], e comandante delle forze armate della Sicilia (fino al 10 febbraio 1945).

Cercò di far partecipare il maggior numero possibile di unità italiane alla guerra a fianco degli Alleati, con l'istituzione dell'Esercito Cobelligerante Italiano e del Corpo Italiano di Liberazione. Restò in quell'incarico fino al 10 febbraio 1945, quando fu posto a capo del Comando Militare della Sicilia con sede a Palermo, fino al 1946. Fu collocato a riposo nel 1948.

Nel 1954 fu pubblicato postumo Memorie di un capo di stato maggiore dell'esercito: 1943-1945[6]

Il nome di Paolo Berardi figura nell'elenco CROWCASS (Central Registry of War Criminals and Security Suspects) (1947), compilato dagli Alleati anglo-americani, delle persone ricercate dalla Jugoslavia per crimini di guerra. [7]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«[8]»
— Mareth Akarit, 16 marzo – 4 aprile 1943
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
— Verhovlje, 5 – 16 giugno 1915
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Aiutante maggiore del comando di gruppo, percorse ripetutamente il campo di battaglia esponendosi arditamente al fuoco ogni qualvolta fu necessario od anche solo utile per meglio eseguire i còmpiti che gli venivano affidati.»
— Sidi Said, 27 e 28 giugno 1912

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Istituto Nastro Azzurro (JPG), su decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org. URL consultato il 6 novembre.
  2. ^ Per l'Italia inizia il quarto anno di guerra, su noialpini.it. URL consultato il 6 novembre 2016.
  3. ^ Berardi, Paolo, su generals.dk. URL consultato il 6 novembre 2016.
  4. ^ Gian Paolo Nitti, Paolo Berardi, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 6 novembre 2016.
  5. ^ I Capi di SME, su esercito.difesa.it. URL consultato il 6 novembre 2016.
  6. ^ OPAC, su opac.bibliotecaprovinciale.foggia.it. URL consultato il 6 novembre 2016.
  7. ^ Name: Berardi Paolo; C.R. File Number: 149616; Rank, Occupation, Unit, Place and Date of Crime: General, commander, Sassari-Div. (Yugo.) 1943; Reason wanted: Murder; Wanted by: Yugo. In: The Central Registry of War Criminals and Security Suspects, Consolidated Wanted Lists, Part 2 - Non-Germans only (March 1947), Uckfield 2005 (Naval & University Press, facsimile edition of the original document); p. 58.
  8. ^ Ricompense (JPG), su decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org. URL consultato il 6 novembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàISNI (EN0000 0004 5331 4214