6ª Armata (Regio Esercito)

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6ª Armata
"Armata del Po"
Descrizione generale
Attivadicembre 1916 - agosto 1943
NazioneItalia Italia
ServizioFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
TipoArmata
ComandoVerona (1940)
Cava dei Tirreni (1941)
Enna (1941-1943)
Montebello Vicentino (1943)
Battaglie/guerrePrima guerra mondiale:

Seconda guerra mondiale:

Parte di
1940: Gruppo d'armata Est
1941-1943: Gruppo d'armata Sud
Reparti dipendenti
1938-1940:
Corpo d'armata corazzato
Corpo d'armata Autotrasportabile
Corpo d'armata celere

1941:
IX Corpo d'armata
XII Corpo d'armata
XIII Corpo d'armata
Comandanti
Degni di notaRoberto Segre
Luca Montuori
Ettore Bastico
Mario Vercellino
Mario Roatta
Alfredo Guzzoni
Note inserite nel testo
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La 6ª Armata italiana fu una grande unità del Regio Esercito, conosciuta nella prima guerra mondiale anche come "Armata del Po", e che tra luglio e agosto 1943 contrastò lo sbarco in Sicilia degli angloamericani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costituita il 1º dicembre 1916, prese parte alla battaglia del monte Ortigara. Tra le sue file vi è stato presso l'Ufficio informazioni dal dicembre 1916 al luglio 1917 il Capitano pilota (ex del 6º Reggimento alpini e decorato anche nella Guerra italo-turca) Armando Armani futuro Capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare. Dal 10 maggio 1917 venne costituito il Comando Aeronautica che aveva alle dipendenze il VII Gruppo (poi 7º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre). L'8 novembre successivo viene chiuso il Comando Aeronautica ed il 17 marzo 1918 si crea l'Ufficio di Aeronautica con il Maggiore Ermanno Beltramo sempre con alle dipendenze il VII Gruppo. Nella Battaglia del Solstizio l'Armata era comandata dal Generale Roberto Segre e nella Battaglia di Vittorio Veneto dal Gen. Luca Montuori. Dal 4 ottobre 1918 riceve il XXIV Gruppo aereo. Venne successivamente sciolta il 1º luglio 1919 al termine del conflitto, e ricostituita nell'ottobre 1938 quando venne posta sotto il comando del generale Ettore Bastico.

Nel giugno 1940, allo scoppio della seconda guerra mondiale, la 6ª Armata era guidata dal Generale Mario Vercellino, con comando a Verona. Comprendeva il Corpo d'armata Celere, Corpo d'armata Autotrasportabile e il Corpo d'armata corazzato. Vercellino fu poi sostituito da Ezio Rosi[1].

Il 15 febbraio 1941 venne trasferita al Sud, con sede a Enna e giurisdizione Sicilia e Sardegna, con alle dipendenze i corpi d'armata IX, XII e XIII, fino a settembre quando gli dipendono il XVI Corpo d'Armata, il XII e parte del XVII per la difesa costiera della Calabria. Nell'aprile 1943 assume la competenza della difesa della sola Sicilia. Nel giugno 1943 ne prende il comando il generale Alfredo Guzzoni, sostituendo Mario Roatta.[2]

Lo sbarco in Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: sbarco in Sicilia.

Le forze dell'Asse presenti sull'isola al momento dello sbarco in Sicilia il 10 luglio 1943 erano rappresentate dalla 6ª Armata, con alle dipendenze due corpi d'armataː il XII e il XVI e forte di nove divisioni per un totale di circa 200 000 uomini.

Il XII Corpo d'Armata del generale Mario Arisio (che aveva sostituito Angelo Rossi e dal 12 luglio a sua volta rimpiazzato da Francesco Zingales), dislocato nella Sicilia occidentale e comprendeva la 28ª Divisione fanteria "Aosta" (generale Giuseppe Romano), la 26ª Divisione fanteria "Assietta" (generale Erberto Papini), tre divisioni costiere - la 208ª (Giovanni Marciani), la 202ª (Gino Ficalbi) e la 207ª (Ottorino Schreiber) - più il 136º Reggimento costiero autonomo. Il XVI Corpo d'armata del generale Carlo Rossi, a difesa della Sicilia orientale, era formato dalla 54ª Divisione fanteria "Napoli" (Giulio Cesare Gotti Porcinari), dalla 4ª Divisione fanteria "Livorno" (Domenico Chirieleison), da due divisioni costiere - la 206ª (Achille d'Havet) e la 213ª (Carlo Gotti) - più due brigate costiere[3].

L'armata era integrata da due divisioni tedesche formate in parte con reparti destinati originariamente alla campagna di Tunisia e ancora in fase di organizzazione, la Fallschirm-Panzer-Division 1 "Hermann Göring" del generale Paul Conrath e la 15. Panzergrenadier-Division comandata dal generale Eberhard Rodt, per un totale di circa 30 000 soldati.

Il 2 agosto tutte le truppe dell'Asse passarono completamente sotto il comando del XIV Corpo corazzato tedesco di Hans Valentin Hube, esautorando Guzzoni e l'armata fu sciolta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]