Père Tanguy

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Julien François Tanguy, detto père Tanguy (padre Tanguy) (Plédran, 28 giugno 1825Parigi, 6 febbraio 1894), è stato un commerciante di colori a Parigi.

Ritratto di père Tanguy in costume bretone davanti alla sua collezione di stampe giapponesi da Vincent Van Gogh (1887-1888).
Père Tanguy dipinto da Van Gogh, con il suo grembiule da mercante di colori.

Il suo negozio, al 14 di rue Clauzel a Parigi, fu un luogo fondamentale dello sviluppo dell'impressionismo. Fu uno dei primi a collezionare e vendere i quadri dei pittori impressionisti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Julien Tanguy ha un ruolo fondamentale nell'impressionismo. Lavora come stuccatore e poi diventa macinatore di colori. Il 23 aprile 1855, a Saint-Brieuc, sposa Renée Briend originaria di Hillion. È commerciante ambulante nel 1868 tra Barbizon e Argenteuil. Deportato dopo la Comune si installa in proprio a Parigi al 14 di rue Clauzel. Vende i colori agli artisti e spesso li invita a pranzo. Riceve in deposito delle tele per venderle. Fu uno dei primi a offrire le tele di van Gogh in vendita [1].

Figura paternale e benevola, père Tanguy è entusiasta di arte e artisti e ha fatto del suo negozio di colori uno dei più favoriti negozi di belle arti di Parigi. Gli artisti lo soprannominano père (padre). Scambiava i quadri degli artisti per tele e colori[2]. Émile Bernard entrò nel suo negozio a Montmartre pieno di tele di impressionisti e ebbe l'impressione di entrare in un museo [3]. Ha per suoi clienti il dottor Paul Gachet, i pittori Pissarro, Monet, Renoir, Gauguin, Guillamin, Lautrec, van Gogh e Victor Vignon, di cui espone e vende le tele. I pittori e i critici interessati all'impressionismo ed alle opere di Cézanne vanno a vedere le sue collezioni nel retrobottega, dove incontrano Cézanne e van Gogh[4]. Émile Bernard descrive la bottega di Tanguy come un luogo di nascita del movimento simbolista e per estensione della scuola di Pont-Aven[5]. Alla sua morte le sue collezioni sono vendute dai suoi amici per conto della vedova all'Hôtel Drouot, il 2 giugno 1894. Octave Mirbeau rende omaggio a père Tangui nel quotidiano L'Écho de Paris il 13 febbraio 1894[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Leeuw, R, The letters of Vincent Van Gogh, London and other locations, Penguin Group, 1997 [1996], p. 329.
  2. ^ Maurer, N (1999) [1998]. The pursuit of spiritual wisdom: the thought and art of Vincent Van Gogh and Paul Gauguin. Cranbury: Associated University Presses. pp. 55
  3. ^ Finlay, V (2002). Color: A Natural History of the Palette. New York and Toronto: Random House Trade Paperbacks. p. 20
  4. ^ Émile Bernard, « Julien Tanguy, dit le "père Tanguy" », Mercure de France, 16 décembre 1908, p. 607
  5. ^ Émile Bernard, « Julien Tanguy, dit le "père Tanguy" », Mercure de France, 16 décembre 1908, p. 614
  6. ^ Octave Mirbeau, « Le père Tanguy », L'Écho de Paris, 13 février 1894 — Ripubblicato nel 1993 nei Combats esthétiques, Paris, Nouvelles Éditions Séguier

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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