Oswald Wirth

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Oswald Wirth (Brienz, 5 agosto 1860Mouterre-sur-Blourde, 9 marzo 1943) è stato un esoterista, astrologo e scrittore svizzero.

Oswald Wirth

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome completo era Joseph Paul Oswald Wirth. Nacque verso le 9 del mattino a Brienz, piccolo borgo svizzero di 2500 abitanti, sulle rive del lago omonimo. Aveva altri tre fratelli e una sorella. Due fratelli morirono in tenera età e Edward, ufficiale zuavo, morì in battaglia nel 1894. La sorella Elise, nata nel 1875, fu la compagna di Oswald dalla sua giovinezza fino alla morte. Oswald Wirth morì il 9 marzo 1943, alle ore 11. Fu sepolto nel cimitero di Mouterre sur Blourde, a sud di Poitiers.

Interessato all'esoterismo e al simbolismo, fu affiliato alle principali società segrete, tra le quali la Philalèthes Society. Studiò da vicino il pensiero di Eliphas Lévi, e divenne amico di personalità come Gérard Encausse ("Papus"), Joséphin Péladan e Stanislas de Guaita.[1]

I suoi studi, sempre nel solco dell'esoterismo, si diressero anche verso la Massoneria e l'Astrologia. Nell'opera Le Symbolisme Hermétique, dans ses rapports avec la Franc-Maconnerie et l'Alchimie, del 1910, cercò di penetrare i segreti e i significati dell'Alchimia, o "Arte Regia".

Credendo nella universalità del simbolo, Oswald Wirth si sforzò di ricondurre i diversi insegnamenti esoterici ad una matrice comune, tramite l'uso di un sistema generale di simboli derivati dal "pensiero magico".[1] Ancora oggi la conoscenza dei suoi testi è considerata imprescindibile per i cultori dell'argomento, che siano esoteristi o appassionati, tanto che sono attive continue ristampe dei suoi trattati. Di particolare rilevanza viene considerata la sua teoria sul simbolismo ermetico.[2]

La Massoneria[modifica | modifica wikitesto]

Fu iniziato in massoneria il 28 gennaio 1884 nella loggia La Bienfaisance Châlonnaise del Grande Oriente di Francia. Tornato a Parigi e diventato il segretario di Stanislas de Guaita, si è affiliato alla loggia Les Amis Triomphants. Insoddisfatto, nel 1889 si affilia alla loggia Le Travail et les Vrais Amis Fidèles, della Grande Loggia simbolica scozzese, della quale sarà a più riprese il Maestro venerabile. Questa loggia entrerà nella Grande Loggia di Francia verso la fine del 1898[3].

Tarocchi[modifica | modifica wikitesto]

La collaborazione con Stanislas de Guaita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1887 ricevette una lettera da Stanislas de Guaita, poeta ed esoterista francese di origine italiana, col quale instaurò subito un rapporto di amicizia, divenendone il segretario e collaboratore. Su de Guaita, ci dice: «Egli fu l'ispiratore dei miei studi che non ho mai abbandonato.»[4]

Su sua richiesta[5] approfondì lo studio e la simbologia dei Tarocchi. Sulla base dei cosiddetti Tarocchi di Marsiglia, ne ridisegnò i 22 Arcani Maggiori o Trionfi, cercando di recuperarne l'antico aspetto simbolico, nonché i giusti colori e significati esoterici. Il suo libro, del 1924, è il trattato forse più famoso e completo sui Tarocchi, e il suo mazzo di carte, sebbene non sia il più diffuso, è probabilmente il più rigoroso dal punto di vista esoterico e simbolico.[6] Il mazzo di Oswald Wirth è citato anche dal celebre studioso contemporaneo Alejandro Jodorowski nel suo trattato La via dei Tarocchi,[7] edito dalla casa editrice Feltrinelli e redatto in collaborazione con Marianne Costa. Nel testo Jodowroski cita più volte le teorie dell'esoterista svizzero e propone come modello per l'interpretazione e per lo studio proprio il mazzo restaurato da Wirth.

La teoria sull'interpretazione[modifica | modifica wikitesto]

Oswald Wirth ritiene il simbolo un seme della conoscenza umana, insito nella collettività e di conseguenza comprensibile a tutti ed in grado di comunicare direttamente all'inconscio dell'individuo, risvegliandone la parte più vera ed ancestrale. In questo senso crede nell'universalità del simbolo, che sia astrologico o tarologico, e nel suo trattato "I Tarocchi" ricollega questi due ambiti. Secondo Wirth un mazzo di Tarocchi è prima di tutto un trattato di filosofia espresso per immagini, che riporta riflessioni feconde e concrete ben lontane da quelle della filosofia astratti. In questo senso i Tarocchi erano una specie di istruzioni e consigli vitali espressi nell'unico linguaggio comprensibile al popolo quando la scrittura e la lettura erano ancora capacità elitarie: le immagini. I mazzi non avevano quindi solamente una funzione divinatoria, ma prima di tutto una funzione propedeutica, teoria approvata da diversi studiosi. Secondo questa teoria nei tarocchi sono riportati, attraverso i simboli, degli Arcani Maggiori, i passi di un vero e proprio percorso iniziatico capace di guidare qualsiasi individuo alla saggezza necessaria per raggiungere una vita piena.[8] Wirth esamina i Tarocchi non solo nel senso esoterico ma anche nel senso filosofico, astrologico e simbolico, andando a cercare le versioni originali delle Carte e cercando di scovare i simboli che nel tempo sono andati perduti, li considera un libro in cui trovare tutte le risposte esistenziali sul mistero della vita[9]. Oswald Wirth si distacca da una considerazione negativa o positiva dell'arcano, introducendo il concetto di attività e passività, in cui nessuno dei due stati è mai completamente negativo o completamente positivo. Wirth collega gli arcani maggiori alla simbologia dello zodiaco e delle costellazioni, tanto da creare delle tavole ed una carta del cielo basata sui Tarocchi.[10]

La lettura dei Tarocchi da puro atto divinatorio diventa, nella concezione di Wirth, una forma di alta meditazione e introspezione, capace di guidare l'individuo nelle parti più profonde del sé e di consigliarlo e assisterlo nei momenti più bui della vita, nella confusione e nelle scelte cruciali.

Il metodo di smazzo[modifica | modifica wikitesto]

Oswald Wirth nel suo trattato propone una tecnica di lettura dei Tarocchi detta la croce semplice, che prevede l'utilizzo di 4 Arcani ed un quinto ricavato dalla somma delle quattro carte precedenti. Prima di scegliere le carte è necessario tagliare il mazzo tre volte e chiedere al consultante di scegliere un numero tra 1 e 22, poi scoprire la carta corrispondente al numero, annotarsela e reinserirla nel mazzo.[11]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Prefazione di Gianfranco De Turris & Sebastiano Fusco all'edizione italiana del libro di Oswald Wirth I Tarocchi, Edizioni Mediterranee.
  2. ^ Su Oswald Wirth ed il Simbolismo Ermetico – Luca Valentini » EreticaMente, su EreticaMente. URL consultato il 13 luglio 2021.
  3. ^ Françoise Jupeau Réquillard, La Grande Loge Symbolique écossaise 1880-1911, ou les avant-gardes maçonniques, Éditions du Rocher, Monaco, 1998, p.165, n.13.
  4. ^ Oswald Wirth - I Tarocchi, introduzione dell'Autore.
  5. ^ (è così riportato nel suo libro I Tarocchi)
  6. ^ Oswald Wirth - I Tarocchi, Edizioni Mediterranee, 1975-2005 - Titolo dell'edizione originale francese Le Tarot des Imagiers du Moyen Age, 1924
  7. ^ redazione, Jodorowsky. La via dei tarocchi, su Enciclopedia dei tarocchi, 11 gennaio 2019. URL consultato il 13 luglio 2021.
  8. ^ Il percorso nei tarocchi secondo Oswald Wirth, su Tarocchi di Rob: la nuova esperienza di lettura dei tarocchi gratuita.. URL consultato il 13 luglio 2021.
  9. ^ Paolo Del Freo, Oswald Wirth – I Tarocchi, su Ateneo Tradizionale Mediterraneo, 22 agosto 2020. URL consultato il 13 luglio 2021.
  10. ^ Appuntamento con la strega: I tarocchi secondo Oswald Wirth, su Il Mondo Di Sopra. URL consultato il 14 luglio 2021.
  11. ^ Di Tarocchi, Tarocchi: Il metodo di lettura di Oswald Wirth (o Croce Semplice), su Tarocchi & Cartomanzia, 26 aprile 2020. URL consultato il 14 luglio 2021.

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