Osservatorio Astrofisico di Torino

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Osservatorio astrofisico di Torino
Pino torinese osservatorio edificio storico.jpg
Uno degli edifici storici dell'osservatorio
OrganizzazioneINAF
Codice022
StatoItalia Italia
LocalitàPino Torinese
Coordinate45°02′28.65″N 7°45′54.49″E / 45.041292°N 7.765135°E45.041292; 7.765135Coordinate: 45°02′28.65″N 7°45′54.49″E / 45.041292°N 7.765135°E45.041292; 7.765135
Fondazione1759
Sitowww.oato.inaf.it
Telescopi
Reoscriflettore da 105 cm di diametro[1]
Marconcassegrain da 45 cm
Moraiddue rifrattori da 42 e 38 cm
Zeissastrografo da 20 cm di diametro
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Osservatorio astrofisico di Torino
Osservatorio astrofisico di Torino
Il Bric Torre Rotonda con le due cupole
Veduta aerea dell'osservatorio astronomico di Torino in una foto storica del 1933

L'Osservatorio astrofisico di Torino (a volte riportato come Osservatorio astronomico di Torino) è un osservatorio astronomico sito a Pino Torinese, nella città metropolitana di Torino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia dell'Osservatorio astronomico di Torino risale storicamente al 1759, quando il re Carlo Emanuele III diede all'astronomo Giovanni Battista Beccaria l'incarico di misurare l'arco di meridiano che passa da Torino. A questo scopo il re fece riadattare a sue spese una torretta posta su una casa all'imbocco della centrale Via Po, dove Beccaria sistemò i suoi strumenti.

Il primo osservatorio fu costruito 30 anni dopo sui tetti del palazzo dell'Accademia delle scienze di Torino ad opera dell'architetto Francesco Ferroggio e venne inaugurato ufficialmente il 30 novembre 1790.

Nel 1822 l'astronomo Giovanni Plana, che dal Palazzo dell'Accademia delle scienze di Torino trasferì i pochi strumenti a sua disposizione a Palazzo Madama, aggiungendone altri più evoluti e dando inizio a un'attività osservativa sistematica.

Cinquant'anni dopo il direttore Alessandro Dorna fece notare che era giunto ormai il momento di trasferire l'attività al fine di migliorare la ricerca.

Infatti la sempre più illuminata e rumorosa Piazza Castello non era più il luogo adatto per l'osservazione degli astri. Per opera di Giovanni Boccardi tra il 1907 ed il 1912, l'osservatorio venne trasferito da Torino a Pino Torinese sulla collina Bric Torre Rotonda a 620 metri sul livello del mare.

Terminata la costruzione nel 1912, il complesso costò 230.000 lire (circa 785.000 € attuali); vennero costruite due palazzine: una per la biblioteca e per l'alloggio del direttore, e l'altra per il deposito degli strumenti e per l'officina, oltre a sei padiglioni in un materiale chiamato papier-maché utile per evitare surriscaldamenti.

L'osservatorio, oltre agli strumenti trasferiti da Palazzo Madama, venne dotato di un cerchio meridiano di Bamberg strumento utilizzato per seguire il movimento degli astri, e nel 1921, grazie ad una sottoscrizione pubblica, venne acquistato anche un astrografo, grossa fotocamera per fotografare gli astri.

Con gli anni trenta i diversi direttori che si succedettero alla guida dell'osservatorio si trovarono ad affrontare numerosi problemi: inadeguatezza degli strumenti, personale poco qualificato, disinteresse delle istituzioni.

Il piano di rilancio dell'osservatorio partì solo nel 1966, con la direzione di Mario Girolamo Fracastoro, che portò ad un forte impegno nel settore dell'astrometria (con partecipazione alla proposta della missione spaziale Hipparcos).[2]

Vennero installati nuovi cannocchiali, mentre la cupola fu sopraelevata di cinque metri. Inoltre venne edificata una nuova struttura in cemento armato foderato di vetri che ospita lo strumento più prezioso dell'osservatorio: il telescopio Reosc con uno specchio di 105 cm di apertura[3], chiamato astrometrico e inaugurato nel 1974. Presso l'Osservatorio di Torino è inoltre utilizzabile il telescopio rifrattore Morais che,con i suoi 42 cm di diametro,è il più grande strumento a lente presente sul territorio italiano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Telescopi, su oato.inaf.it. URL consultato il 19 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2018).
  2. ^ Amedeo Benedetti - Bruno Benedetti, Gli archivi della scienza. Musei e Biblioteche della Scienza e della tecnologia in Italia, Genova, Erga, 2003, p. 31.
  3. ^ Un cielo di stelle al Parco Astronomico

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luisa Schiavone, Storia dell'Osservatorio astronomico di Torino attraverso le fonti bibliografiche ed archivistiche, Torino: Università degli Studi. Facoltà di Lettere e Filosofia, A.A.1990-1991 Tesi di laurea in Biblioteconomia e bibliografia

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