Onere della prova

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L'onere della prova è un principio giuridico generale secondo il quale chi vuole dimostrare l'esistenza di un fatto ha l'obbligo di fornire le prove per l'esistenza del fatto stesso.

È affine al brocardo latino Affirmanti incumbit probatio (lett. "la prova spetta a chi afferma"). Tale argomento è utilizzato anche in filosofia e teologia nell'ambito del dibattito sull'esistenza di Dio.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Ha carattere residuale in quanto va applicata solo ai giudizi in cui un fatto contestato rilevante per la decisione rimanga sfornito di prove.

Nel caso in cui il giudice non ritenga di avere elementi sufficienti per decidere riguardo a due versioni differenti fornite dalle parti in conflitto, non potendo rifiutarsi di decidere, deve far applicazione della regola dell' "onere della prova", secondo cui deve accogliere la versione del fatto prospettata dalla parte su cui non grava l'onere della prova (quand'anche tale ultima versione risulti non sufficientemente dimostrata).

Applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Ambito civilistico[modifica | modifica wikitesto]

Tale regola è prevista dall'articolo 2697 del Codice Civile, secondo cui chi chiede il giudizio su un diritto di cui "dice" o "afferma" i fatti costitutivi[1], deve assumere l'impegno implicito di provare ciò che afferma, con la conseguente responsabilità dell'eventuale difetto o insuccesso di quella prova.

Costituiscono eccezioni al principio onus probandi incumbit actori le presunzioni, che operano in ambiti particolari, caratterizzati da una responsabilità diversa dalle regole ordinarie[2]: la praesumptio iuris et de iure è invincibile, la praesumptio iuris tantum inverte solo l'onere della prova.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Responsabilità medica.

Ambito penalistico[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito penale, sin dal codice toscano di Pietro Leopoldo è stabilita "la presunzione di non colpevolezza, con l'onere della prova della responsabilità gravante sull'accusa («In quanto alle prove ogni accusato deve essere assoluto, subito che non vi sono prove contro di lui, senza obbligarlo a provare che non abbia commesso il delitto che gli è stato imputato» (§ 30))"[3]. Tale principio - che non è valido in ambito civilistico, dove non sempre l'onere della prova è a carico del ricorrente - "è, nelle dottrine e nella prassi dell'Ottocento, anzitutto un dogma che consacra la supremazia conoscitiva del giudice penale rispetto all'accertamento che si raggiunge in sede civile (...) dalla tensione dell'accertamento penale verso il vero scaturisce il dovere di iniziativa officiosa del giudice nella acquisizione della prova, al punto che l'obiettivo della verità materiale riflette una concezione monistica che non dà spazio ad una divisione della conoscenza tra le parti. Persino l'onere della prova viene inteso come ostacolo all'accertamento del fatto"[4].

Tale regola è oggi rinforzata dal rango costituzionale che ha il principio della presunzione d'innocenza fino a prova contraria[5].

Si tratta, comunque, di un metodo di ricerca della verità materiale e non di una negazione della stessa possibilità di svolgimento del processo[6]. Il principio dell'onere della prova non è smentito dal fatto che il cittadino, a carico del quale siano presenti sufficienti indizi di reità, debba sostenere un processo[7]: l'essere rinviati a giudizio non inverte l'onere della prova, perché sarà sempre il pubblico ministero a dover dimostrare la commissione del reato[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ V. Ronco Alberto, Su chi grava l'onere di provare il contenuto di un documento spedito in busta chiusa? (nota a Cass., sez. III, 12 maggio 2005 n. 10021), Giur. it., fasc. 4, 2006, pag. 794.
  2. ^ Zingales Ignazio, Sulla legittimazione ad agire e sull’onere della prova nei giudizi di risarcimento del danno ex art. 2051 c.c. (nota a Trib. Trani 14 maggio 2014), Diritto di Famiglia e delle Persone (Il), fasc. 4, 2014, pag. 1512. Frignani Aldo, L'onere della prova nelle cause risarcitorie da illecito antitrust, Dir. economia assicur. (dal 2012 Dir. e Fiscalita' assicur.), fasc. 4, 2011, pag. 1323. Scarantino Emiliano, Sulla responsabilità per danni da cosa in custodia e onere della prova, Giust. civ., fasc. 7-8, 2009, pag. 1711. Dagasso Pier Franco, La responsabilità del maestro di sci tra onere della prova e contatto sociale (nota a Cass., sez. III, 3 febbraio 2011, n. 2559), Diritto e Fiscalita' dell'assicurazione, fasc. 1, 2013, pag. 73. Gavazzi Laura, Più leggero l'onere della prova per i genitori, nell'ipotesi di danni cagionati dai figli minori (nota a Cass., sez. III, 18 gennaio 2006 n. 831), Resp. civ. e prev., fasc. 6, 2006, pag. 1073. Cingano Valentina, Onere della prova ed elemento soggettivo nell'azione di responsabilità contro la p.a. per il risarcimento del danno da lesione di interessi legittimi, Diritto Processuale Amministrativo, fasc. 2, 2013, pag. 559. Greco Gianleo Giovanni, Responsabilità da cose in custodia della struttura alberghiera: rilevanza del rapporto di causalità ed onere della prova (nota a Cass., sez. III, 28 novembre 2007 n. 24739), Resp. civ. e prev., fasc. 3, 2008, pag. 575.
  3. ^ Giovanni Maria Flick, DALLA LEOPOLDA ALLA LEOPOLDINA. UN PASSO INDIETRO O UN RITORNO AL FUTURO?, Cassazione Penale 2015, pag. 2526B, fasc. 7-8.
  4. ^ Ennio Amodio, DALLA INTIME CONVICTION ALLA LEGALITÀ DELLA PROVA, Riv. it. dir. e proc. pen., fasc.1, 2012, pag. 19.
  5. ^ TONINI, Iniziativa d'ufficio del giudice e onere della prova tra principio di imparzialità e funzione cognitiva del processo penale, Cassazione penale, 2011, § 1, p. 2010.
  6. ^ Lamenta che, nell'esercizio del diritto di legittima difesa, si abbiano "episodi di criminalizzazione dei cittadini costretti a difendere se stessi, i propri cari e i propri beni", la relazione introduttiva alla proposta di legge Atto Camera n. 3434 della XVII legislatura.
  7. ^ Nella seduta del 12 aprile 2017 alla Camera dei deputati si è chiesta l'inversione dell'onere della prova, in tema di reato commesso ai danni dell'autore di una violazione di domicilio, con le seguenti parole: "oggi entrano in casa mia, mi rubano, io reagisco, devo io dimostrare che sono stato invaso da uno nella mia proprietà e che ho agito per legittima difesa e che non c'è stato un eccesso di legittima difesa. Quello che noi chiediamo, una richiesta di civiltà giuridica, è che l'onere sia inverso cioè uno è entrato in casa mia, io ho reagito, io ho agito per legittima difesa, dovrà essere lui a dimostrare che evidentemente io ho avuto un eccesso di legittima difesa" (XVII legislatura, Camera dei deputati, Assemblea, resoconto stenografico N. 779, 12 aprile 2017, p. 76).
  8. ^ G. DeLuca, Il contraddittorio nella formazione della prova e la decisione sulla quaestio facti, in Il libero convincimento del giudice penale. Vecchie e nuove esperienze, 2004, p. 29.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Torrente e Piero Schlesinger, Manuale di diritto privato, Milano, Giuffrè editore, 1995. ISBN 8814044880.
  • Siracusano et al., Diritto processuale penale, Torino, Giuffrè editore, 1996. ISBN 88-14-05694-3.
  • Verde Giovanni, L'onere della prova nel processo civile (Univ. studi Camerino, rist., n. 58), Diritto & Giustizia, 2013
  • Barbiera Lelio, Ripartizione degli oneri probatori nelle obbligazioni contrattuali, Rass. dir. civ., 2004, pag. 675
  • Romano Alberto A., Prova della forma solenne ed onere della prova in un singolare giudizio di accertamento negativo (nota a Cass., sez. III, 22 luglio 2002 n. 10658, Virgili c. Anellucci).
  • Maccarone Andrea, Onere della prova e nesso di causalità (nota a App. Milano 26 novembre 2008), Foro padano, fasc. 1, 2010, pag. 83

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]