Corpus iuris civilis

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Corpus Iuris Civilis
Altri titoliCorpus Iuris Iustinaeum
Mosaic of Justinianus I - Basilica San Vitale (Ravenna).jpg
Giustiniano raffigurato su un mosaico in San Vitale a Ravenna
AutoreGiustiniano I
1ª ed. originale534
Genereraccolta di leggi
Lingua originale latino

Il Corpus iuris civilis o Corpus iuris Iustinianeum (529-534), in italiano Corpus Giustinianeo, è la raccolta di materiale normativo e materiale giurisprudenziale di diritto romano, voluta dall'imperatore bizantino Giustiniano I (527-565) per riordinare il sistema giuridico dell'impero bizantino.

Ha rappresentato per secoli la base del diritto comune europeo, sino agli inizi del XIX secolo quando venne cosiderato superato dal codice napoleonico.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

In Occidente la sua applicazione fu limitata ai territori dell'Italia meridionale, sotto il dominio bizantino, e fu riscoperta e rielaborata dalla scuola bolognese nel XII secolo, in contrasto con le leggi di origine barbarica in uso, ed è la base del diritto di molti Stati moderni.

Nel Medioevo la copia delle Pandette, un'antologia giuridica che costituisce una parte del codice, era conservato ad Amalfi, fu in seguito asportato dai Pisani come bottino di guerra. Dal XII secolo è stato conservato a Pisa come un tesoro fino al 1406, quando i Fiorentini, che conquistarono Pisa, lo portarono a Firenze. Attualnente il Codex Pisanus è conservato nella Biblioteca Laurenziana di Firenze.

Contenuto e struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'opera fu iniziata poco dopo l'ascesa dell'imperatore Giustiniano e proseguì fino alla sua morte. Le attività di ricerca e selezione del materiale e la compilazione furono condotte da una commissione, comprendente giuristi, divisa in tre sottocommissioni con l'incarico di spogliare le antiche opere dei giuristi appartenenti ai tre generi letterari tradizionali della giurisprudenza, in particolare Triboniano.

È composto da:

I primi tre testi sono scritti in latino mentre l'ultimo, le Novellae Constitutiones, è scritto parte in latino e parte in greco.

L'edizione più importante del Corpus iuris civilis, comunemente impiegata anche come base delle traduzioni nelle lingue moderne, è quella di Theodor Mommsen, Paul Krüger, Rudolf Schoell e Wilhelm Kroll.

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