Napolitudine

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« Vedi Napoli e poi muori! »

(Stigmatizzazione della napolitudine)
Napoli adagiata sul golfo omonimo. In primo piano il pino di Napoli

Con il termine napolitudine si suole indicare una sensazione di malinconia descritta dai turisti e dagli stessi napoletani nel momento in cui si allontanano dal golfo di Napoli e dalla stessa città, tradizionalmente stigmatizzata dalla frase "Vedi Napoli e poi muori". Viene più volte descritta da poeti e scrittori, nonché rappresentata in film e cantata in canzoni classiche napoletane (tra cui la nota Munasterio 'e Santa Chiara), italiane e americane; ne parlano, tra gli altri, gli scrittori Erri De Luca e Luciano De Crescenzo nel celebre film "FF.SS.". In napoletano è detta anche smania 'e turnà ("smania di tornare").

La napolitudine viene evocata anche in un poema napoletano, Munasterio 'e Santa Chiara:[1]

(NAP)

« No... nun è overo!
No... nun ce crero.
E moro pe' 'sta smania 'e turnà a Napule... »

(IT)

« No... non è vero!
No... non ci credo.
E muoio per questa smania di tornare a Napoli... »

Il termine è spesso confuso con napoletanità ma ha significato completamente differente. Lo stesso accade con napoletanismo, che descrive invece una tipica inflessione dialettale o l'attaccamento alla cultura e alle tradizioni tipiche di Napoli.

Interpretazioni sociologiche[modifica | modifica wikitesto]

Lo scrittore e giornalista Ruggero Guarini[2] distingue due napolitudini: quella piccolo-borghese, patetica, moralistica, servile e afflittuosa, da quella più vera, tragica e festevole, signorilmente plebea, dionisiaca e ironica. Da una parte Napoli milionaria o Filumena Marturano di Eduardo de Filippo, dall'altra La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone.

In questa accezione la napolitudine è un'espressione della vivacità e ingegnosità popolare, dell'arte di sopravvivere frutto del millennio di ininterrotto feudalesimo che ha segnato il carattere di Napoli.[3]

La Napolitudine nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ eBook Google
  2. ^ Ruggero Guarini, Punto e a capo, Garzanti, 1977
  3. ^ Giuseppe Galasso, L'ultimo feudalesimo meridionale nell'analisi di Giuseppe Maria Galanti, Guida, 1984
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