Museo (autore mitico)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Museo è un personaggio leggendario associato ad Orfeo.

Il personaggio tra mito e realtà storica[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie su Museo sono diverse e spesso contrastanti.[1] La Suida e Clemente Alessandrino lo ricordano come un poeta molto antico, che visse ai tempi di Cecrope II[2] o di Acrisio;[3] secondo Sesto Empirico visse prima di Omero,[4] mentre secondo due Vitae omeriche Museo fu un suo predecessore.[5] A seconda delle fonti è figlio di Orfeo[6] oppure discepolo di questo[7] e figlio di Selene[8] oppure maestro di Orfeo[9] oppure ancora figlio di Antiofemo;[10] la mitologia narra sia stato cresciuto dalle Ninfe. Non vi è una tradizione coerente neppure sulla provenienza: sarebbe di Atene o trace o nato ad Eleusi.[11] L'associazione ad Eleusi è attestata anche in altri modi: secondo alcuni autori avrebbe presieduto ai misteri eleusini, mentre secondo altri sarebbe stato suo figlio Eumolpo[12] (presentato più spesso come figlio di Poseidone) ad istituirli.

A Museo, poeta e divinatore, la tradizione attribuisce oracoli, inni, una Titanomachia, un Inno a Demetra, una Eumolpia, un libro Sui Trespoti e l'introduzione dell'Attica dei misteri d'Eleusi. Delle opere attribuitegli si sono conservati pochi frammenti poetici di argomento teogonico e mitologico.

Secondo Giorgio Colli la figura di Museo potrebbe essersi originata isolando gli elementi apollinei della figura dominante di Orfeo, che si sarebbe così caratterizzata più compiutamente in senso dionisiaco.

Nell'Eneide di Virgilio Enea e la Sibilla incontrano Museo nei Campi Elisi, tra gli spiriti beati più degni, "che svetta con ampie spalle" (VI, 660-678). E sarà lui, su richiesta della Sibilla, a guidarli verso il sentiero che li condurrà ad Anchise. Museo spiega loro anche la non stabile sede delle anime del luogo (nulli certa domus), e la loro collocazione sparsa tra ameni e confortevoli luoghi naturali (...lucis habitamus opacis / riparumque toros et prata recentia rivis / incolimus).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testimonianze e frammenti in Bernabé, pp. 1-55.
  2. ^ Suida Μ 1294 Adler.
  3. ^ Clemente Alessandrino, Stromata, I, 21, 103, 5; I, 21, 107, 4; Taziano, Oratio ad Graecos, 39 = 4 T (I-II) Bernabé.
  4. ^ Sesto Empirico, Adversus Mathematicos, I, 203-204 = 5 T Bernabé.
  5. ^ Proclo, Vita Homeri, 4 West (che cita Gorgia 82 B 25 Diels-Kranz); Vita Romana, 2 West.
  6. ^ Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, IV, 25, 1.
  7. ^ Taziano, Oratio ad Graecos, 41 = 4 T (V) Bernabé.
  8. ^ Platone, Repubblica 364e; Servio in Eneide VI, 667 = 13 T Bernabé. Scolio a Aristofane, Rane, 1033 Dübner = 11 T (I) Bernabé.
  9. ^ Clemente Alessandrino, Stromata, I, 21, 131, 1 = 4 T (IV) Bernabé.
  10. ^ Pausania, Periegesi della Grecia, X, 5, 6; X, 12, 11 = 12 T (II) Bernabé.
  11. ^ Arpocrazione, Lessico dei dieci oratori s.v. Μουσαῖος; Suida Μ 1294, 1297 Adler. Strabone (Geografia, X, 3, 17) riporta solo la notizia secondo la quale era trace.
  12. ^ Suida Ε 3585 Adler. Secondo Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, I, 3, Eumolpo sarebbe stato il padre di Museo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN59879416 · GND: (DE118747630