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Muqattam

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La moschea di Mehmet Ali sul Muqattam

Muqattam (in arabo: ﻣﻘﻄﻢ‎, Muqaṭṭam) è la principale eminenza del Cairo, che si erge a ovest del Nilo, sulla quale si eleva dal XIX secolo la grandiosa moschea di Mehmet Ali, luogo d'inumazione del primo Wali dell'Egitto, resosi de facto autonomo dal nominale sovrano del Paese, il Sultano ottomano d'Istanbul.
Sulle sue falde sorge un'altra moschea dedicata al grande poeta sufi Ibn al-Fāriḍ, ancor oggi meta di pio pellegrinaggio.

L'etimologia è incerta, anche perché un nome popolare per indicarlo è stato quello di Muqaṭṭab,[1] anche se per ribadirne un'origine araba si immagina il nome d'un mitico eroe, al-Muqaṭṭam b. Miṣr b. Baysar b. Ham (lett. "al-Muqaṭṭam figlio di Miṣr,[2] figlio di Baysar, figlio di Cam").

L'importanza della collina è legata al fatto che, a partire dall'età ayyubide, e in particolare dal sultanato di al-Malik al-Kamil, essa divenne il luogo del potere militare e politico, conservando questa centralità anche in età mamelucca e ottomana.

Alle falde del Muqattam si allunga la vasta area urbana chiamata dagli stessi cairoti al-Zabbalīn[3] (lett. "Gli immondezzai"), dove l'estrema povertà costringe i settanta-ottantamila abitanti (per lo più copti) a un onesto ma ingrato lavoro di raccolta e di cernita manuale, negli spazi viari (ma anche dentro i locali dei fabbricati destinati ad abitazione), delle enormi quantità di immondizia, del tutto non differenziata, prodotta dalla cosiddetta "Grande Cairo".

Il Monte Muqattam nella religione cristiano-copta[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa ortodossa copta ha una leggenda in relazione a questo monte. Durante il califfato fatimide di al-Mu'izz li-din Allah e durante il patriarcato di Abram Ibn Zar’a nel X secolo si narra che il califfo fu informato che tra i cristiani copti si vociferava che si avesse avuto fede veramente si sarebbe potuto spostare il monte (Muqattam). Il califfo colpito da queste parole convocò il patriarca copto ordinandogli di spostare il monte e se non ci fossero riusciti avrebbero dovuto o convertirsi all'Islam o morire. Il patriarca, tornando nella sua comunità obbligò a tutti i fedeli 3 giorni di digiuno alla fine di questo periodo si diressero tutti di fronte al monte e pregarono. A causa di un terremoto il monte si mosse. Da quel giorno la chiesa ortodossa copta digiuna 3 giorni in più dei canonici 40 dei cattolici[4][5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr, The Encyclopaedia of Islam, s.v. «al-Muqattam» (J. H. Kramers).
  2. ^ Che in arabo può indicare sia l'Egitto sia Il Cairo, oltre al significato generico di "accampamento militare".
  3. ^ In arabo il sostantivo zubāla significa "immondezza".
  4. ^ Il Natale dei copti e il monte Muqattam, in vinonuovo.it. URL consultato il 02-02-2016.
  5. ^ Il Natale nella Chiesa copta ortodossa, in vinonuovo.it. URL consultato il 02-02-2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Zubaydī, Tāj al-ʿarūs, sub voce.
  • Ibn ʿAbd al-Hakam, Futūh Miṣr (La conquista dell'Egitto), ed. Torrey, New Haven, 1899.
  • Yaqut al-Hamawī, Muʿjam al-buldān, Dār al-Sādr, Beirut.