Muhammad III di Granada

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Abū ʿAbd Allāh Muḥammad ibn Muḥammad, detto al-Makhlūʿ (in arabo: المخلوع‎, "il deposto"), perché nel 1309 fu costretto ad abdicare a favore del fratello Abu l-Juyush Nasr (in arabo: أبو عبد الله محمد بن محمد‎; Granada, 15 agosto 1257Almuñécar, 21 gennaio 1314), è stato il terzo sultano nasride del Sultanato di Granada. Figlio di Muhammad II al-Faqih, a cui succedette nel 1302.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Continuò la stessa politica estera del padre Muhammad II al-Faqih, continuando la guerra contro il Regno di Castiglia, conquistando nel 1303 la città di Bedmar, dopo di che firmò un accordo di pace con l'altra grande potenza della penisola, il Regno d'Aragona. Cercò di rafforzare le relazioni amichevoli con i Merinidi di Fès, mandando al sultano Abū Yaʿqūb Yūsuf al-Naṣr delle truppe per aiutarlo durante l'assedio di Tlemcen.

Queste relazioni amichevoli con l'Aragona e i Merinidi si raffreddarono quando Muḥammad III stipulò, nel 1303, un trattato di pace dalla durata di tre anni con Ferdinando IV di Castiglia, accettando di pagare un grande tributo annuale.

Dopo aver sedato una ribellione del governatore di Guadix, il suo parente Abū al-Naṣr ibn Hashash, Muḥammad III concentrò la sua attenzione sul Maghreb. Nel 1306 mandò una potente flotta che conquistò Ceuta, strappandola ai Merinidi, dando la città ad un signore della guerra locale, fedele ai Nasridi.

L'importanza strategica di Ceuta portò i castigliani, gli aragonesi e i Merinidi a stipulare un triplice alleanza contro Granada, secondo il trattato, quando i tre alleati avrebbero sconfitto i Nasridi, l'Aragona avrebbe annesso Almería, alla Castiglia sarebbe toccato Algeciras e Gibilterra, mentre i Merinidi avrebbero recuperato Ceuta.

Questa alleanza che mise in serio pericolo il Sultanato innescò la cospirazione guidata da Abū l-Juyūsh Naṣr, il fratello di Muḥammad III, che portò all'abdicazione forzata del Sultano e all'esilio di Muḥammad ad Almuñécar, dove morì nel 1314.

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Muḥammad III aveva una personalità molto complessa e controversa; un'incredibile crudeltà combinata a grande raffinatezza, cultura ed educazione. Il suo comportamento contraddittorio compromise presto la pace con la Castiglia e l'Aragona. Egli imprigionò le guardie di suo padre nelle segrete sotterranee dell'Alhambra, chiudendoli a chiave, minacciando di morte chiunque avesse tentato di aiutarli. Quando essi iniziarono a gridare chiedendo cibo e acqua, una guardia gettò loro un po' di pane. Muḥammad III tagliò la gola della guardia nei pressi delle celle carcerarie, al che il sangue penetrò verso le celle dei prigionieri.

Al contempo ebbe uno spiccato interesse per la cultura e l'arte. Scrisse diverse poesie, leggeva e studiava tutte le ore della notte ed era molto interessato all'architettura. Pare che fu lui che progettò la parte dell'Alhambra conosciuta come il "Palacio del Partal".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Menéndez Pidal, Ramón, Historia de España. Tomo VIII: El Reino Nazarí de Granada (1232–1492).
  • The Alhambra From the Ninth Century to Yusuf I (1354). vol. 1. Saqi Books, 1997.

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