Movimento Rigenerazione Nazionale

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Movimento Rigenerazione Nazionale
(ES) Movimiento Regeneración Nacional
Morena logo (Mexico).svg
LeaderAndrés Manuel López Obrador
SegretarioYeidckol Polevnsky
StatoMessico Messico
SedeSanta Anita #50, Col. Viaducto Piedad, Del. Iztacalco, Distrito Federal, C.P. 08200
AbbreviazioneMorena
Fondazione2 ottobre 2011 (associazione)
1º agosto 2014 (partito)
IdeologiaCárdenismo[1]
Nazionalismo di sinistra[2][3]
Socialismo del XXI secolo
Anticapitalismo
Democrazia popolare[4][5]
Interventismo economico[6][7]
CollocazioneSinistra[8][9]
CoalizioneJuntos Haremos Historia
Affiliazione internazionaleForum di San Paolo
Seggi Camera
259 / 500
 (2018)
Seggi Senato
59 / 128
 (2018)
Seggi Governatorati
4 / 32
TestataRegeneración
Iscritti319.449[10] (2017)
Slogan"La speranza del Messico"
(La esperanza de México)
Sito webmorena.si

Il Movimento Rigenerazione Nazionale (spagnolo: Movimiento Regeneración Nacional), meglio conosciuto con l'acronimo di Morena, è un partito politico messicano, fondato da Andrés López Obrador il 2 ottobre 2011 come movimento associazionistico e registrato ufficialmente il 1º agosto 2014. Di ispirazione populista e riformista, è membro del Forum di San Paolo[11] ed è attivo attraverso 15 comitati esteri anche in Europa e Nord America.[12]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 aprile 2011, López Obrador ha creato l'associazione civile Morena, al fine di coordinare la sua compagna presidenziale per le elezioni del 2012.[13]

Dopo la sconfitta di López Obrador nel luglio 2012, ci furono crescenti discordie con il suo Partito della Rivoluzione Democratica (PRD), specie in merito alla questione della privatizzazione energetica, nella quale il PRD aveva assunto una posizione moderata e vaga. In risposta a quella che considerava un'ormai debolezza del partito, López Obrador abbandonò il PRD e convocò per il 20 novembre 2012 il 1º Congresso nazionale di Morena. In quest'occasione, Morena non adottò la dicotomia di "partito" ma adottò invece quella di "movimento politico".[14] Il 26 gennaio 2014, al fine di partecipare alle elezioni, Morena fece richiesta all'Istituto Federale Elettorale (IFE) per essere inserita nel registro elettorale. A causa della sostituzione nello stesso anno dell'IFE con l'Istituto Nazionale Elettorale (INE), solo il 9 luglio una commissione riconobbe Morena come un partito effettivo, riconoscendogli un finanziamento pubblico e permettendogli di partecipare alle elezioni congressuali del 2015.[15]

Nel 2015, nonostante il deludente risultato, poco più dell'8% dei voti e 35 seggi alla Camera, Morena riesce ad affermarsi come 4° partito politico del Messico. Nella medesima tornata, riesce a vincere 18 dei 40 seggi dell'Assemblea Legislativa di Città del Messico, diventando il primo partito della capitale.[16]

Dopo aver annunciato la sua candidatura presidenziale per le elezioni del 2018, López Obrador si è focalizzato sul costruire una coalizione che lo supportasse. Dopo aver ottenuto l'appogio del Partito del Lavoro (PT) il 24 giugno 2017, ci sono state speculazioni circa una coalizione di centrosinistra guidata da Morena che includesse anche PT, PRD ed il Movimento Cittadino (MC). Tuttavia, a causa delle divisioni politiche a livello statale e precedenti dissapori, López Obrador ha respinto l'idea di un'alleanza con PRD e MC.[17] Nel novembre 2017, López Obrador e Hugo Eric Flores, leader del Partito di Incontro Sociale (PES), hanno annunciato che erano in trattativa per siglare un'alleanza elettorale.[18]

Il 13 dicembre 2017 è stata ufficializzata la coalizione tra Morena, PT e PES, denominata Juntos Haremos Historia ("Insieme faremo la storia").[19] L'alleanza ha ricevuto critiche per l'associazione di due partiti di sinistra (Morena e PT) con uno di destra (PES), portando il segretario di Morena Yeidckol Polevnsky ad affermare che Morena crede nell'inclusione e che tutti i partiti concordavano sul programma.[20] Nello stesso giorno López Obrador ha presentato la sua terza candidatura alla presidenza messicana, promettendo che in caso di vittoria il suo gabinetto di governo sarebbe stato composto da 8 donne e 8 uomini, rendendo pubblica la lista dei suoi ministri.[21]

Nonostante le controversie, le elezioni presidenziali e parlamentari del 2018 hanno premiato la coalizione: con il 53,2% dei voti López Obrador è stato eletto con una grande maggioranza presidente del Messico, entrando in carica il 1º dicembre 2018.[22] Contemporaneamente, nel Congresso dell'Unione la coalizione ha ottenuto 308 seggi alla Camera e 69 seggi al Senato, di cui Morena esprime 259 su 500 deputati e 59 su 128 senatori.[23][24]

Nell'agosto 2019, Morena si è ulteriormente confermato a livello locale vincendo le elezioni statali di Città del Messico, Chiapas, Puebla, Tabasco e Veracruz.

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Candidato Voti % +/– Risultato
2018 Andrés López Obrador 30.113.483 53,2 Nuovo Vittoria

Elezioni congressuali[modifica | modifica wikitesto]

Logo Voti % Seggi
Parlamentari 2015 Camera 3 346 303 8,4
35 / 500
Senato Elezioni assenti
Parlamentari 2018 Camera 20 790 623 37,3
191 / 500
Senato 21 256 238 37,5
55 / 128

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) MORENA, Declaración de principios de Morena (PDF), su Morena.si, dicembre 2014.
  2. ^ (EN) Jones, James R., Mexico’s new president is a nationalist, but he’s not anti-American, in The Washington Post, 2 luglio 2018.
  3. ^ (ES) Beauregard, Louis Pablo, López Obrador arranca su campaña con un mensaje nacionalista en la frontera de México con EE UU, in El País, 2 aprile 2018.
  4. ^ (ES) Grillo, Ioan, México tiene la oportunidad de ser una democracia ejemplar en América Latina, in The New York Times, 12 luglio 2018.
  5. ^ (ES) Fernández, Alberto, La democracia según López Obrador, in Letras Libres, 5 dicembre 2017.
  6. ^ (ES) MORENA proyecto alternativo al neoliberalismo: AMLO, in Regeneración, 7 marzo 2011.
  7. ^ (ES) Morena se opondrá al neoliberalismo en gabinete: Polevnsky, in El Siglo de Torreón, 17 agosto 2018.
  8. ^ (ES) Illades, Carlos, AMLO y las nuevas izquierdas, in Nexos, 1º maggio 2017.
  9. ^ (ES) Deslandes, Ann, Mexico election: Voters pin hopes on left-wing populist Andres Manuel Lopez Obrador, in ABC News, 30 giugno 2018.
  10. ^ (ES) Villanueva, Dora, Actualizan padrón electoral de partidos políticos, in El Economista, 22 agosto 2017.
  11. ^ (PT) Partidos, su Foro de São Paulo. URL consultato il 24 agosto 2019.
  12. ^ (ES) Cuenta Morena con 15 Comités de mexicanos en el exterior, in Regeneración, 27 agosto 2013.
  13. ^ (ES) Bolívar Meza, Rosendo, Morena: el partido del lopezobradorismo (PDF), in Polis n. 10, UNAM, 2016, 71-103.
  14. ^ (ES) Concluye Congreso Nacional de Morena, su Cronica.com, 20 novembre 2012.
  15. ^ (ES) Morena, gran aporte a la vida pública del país: AMLO, in El Universal, 9 luglio 2014.
  16. ^ (ES) Morena será primera fuerza en la ALDF; obtuvo 18 distritos, de 40, in La Jornada, 10 giugno 2015.
  17. ^ (ES) López Obrador cierra la puerta a una alianza con el PRD para 2018; solo iría con el PT, in Animal Politico, 12 giugno 2017.
  18. ^ (ES) Almazán, Jorge, Morena definirá en reunión si habrá alianza con PES en 2018, in Milenio, 29 novembre 2017.
  19. ^ (ES) Partido del Trabajo y Encuentro Social anuncian coalición con Morena, in Expansión, 13 dicembre 2017.
  20. ^ (ES) En Morena creemos en la inclusión: Yeidckol ante las críticas por alianza con el PES, in Boolmberg, 13 dicembre 2017.
  21. ^ (ES) López Obrador presenta a su propuesta de gabinete, in Expansión, 14 dicembre 2017.
  22. ^ (ES) INE: López Obrador gana con 30 millones de votos y el 53.17 por ciento, in Proceso, 5 luglio 2018.
  23. ^ (ES) Cámara de Diputados, Diputadas y Diputados integrantes de la LXIV Legislatura, su Cámara.gob. URL consultato il 25 agosto 2019.
  24. ^ (ES) Cámara de Diputados, Senado de la República, su Senado.gob. URL consultato il 25 agosto 2019.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]