Moto3

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Moto3
Moto3 logo.png
CategoriaMotociclismo
NazioneInternazionale
Prima edizione2012
MotoriGiappone Honda
Austria KTM
PneumaticiRegno Unito Dunlop
Pilota campione
(2017)
Spagna Joan Mir
Squadra campione
(2017)
Giappone Honda
Sito web ufficialewww.motogp.com

Con il termine s'identifica la categoria inferiore delle moto da corsa su circuito che concorre nel Motomondiale. Nel novembre 2010 la FIM ha pubblicato il nuovo regolamento per il 2012 comprendente la variazione della categoria dalla classe 125 a Moto3[1], Corrado Cecchinelli, direttore tecnico MotoGP motiva la scelta con un adeguamento ai tempi attuali e per una riduzione dei costi.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa categoria è sorta nel 2012 sostituendo la precedente classe minore, la 125. Il cambio di nome è stato necessario in virtù del cambio di regolamento in merito alla cilindrata, non più limitata a 125 cm³ per qualsiasi tipo di propulsore, ma si passa a una classe più vincolata regolarmente sulle caratteristiche del mezzo, con precisi obblighi.

A differenza di quanto è successo con la MotoGP, il passaggio sarà come quello avvenuto nel 2010 con la Moto2, quindi sarà immediato.

Regolamento tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Il primo anno[modifica | modifica wikitesto]

Con questa classe si obbliga all'uso di un motore da 250 cm³ 4T monocilindrico aspirato (non è permessa la sovralimentazione) e obbligatoriamente munito di un pistone tradizionale (non sono permessi pistoni ovali) di diametro massimo permesso pari a 81 mm, inoltre il regime massimo è vincolato ai 14.000 giri al minuto, il sistema di distribuzione non può superare le 4 valvole e l'azionamento delle valvole deve essere classico, con l'abolizione di soluzioni pneumatiche o idrauliche, mentre la distribuzione deve essere obbligatoriamente a catena, inoltre non possono essere usati sistemi per la variazione della fasatura di distribuzione.

L'alimentazione non deve usufruire di sistemi a lunghezza variabile, il comando gas deve essere meccanico, sono ammessi un massimo di 2 iniettori, posti entrambi prima delle valvole d'aspirazione e con una pressione massima di funzionamento pari a 5 bar; Per quanto riguarda lo scarico non può essere a lunghezza variabile e non può essere munito con sistemi mobili come le valvole allo scarico, il rumore massimo ammesso è pari a 115 dB/a.

Il cambio non può avere più di 6 marce, non sono permessi più di due coppie per la trasmissione finale e due per la trasmissione primaria, inoltre non sono permessi sistemi elettro-attuati per la frizione, il telaio deve essere un prototipo e il peso minimo della moto e del pilota è pari a 148 kg, non è permesso l'uso dei dischi in carbonio per i freni, inoltre le sospensioni non possono essere attive, ma devono seguire uno schema classico e le molle devono essere in acciaio, mentre i cerchi devono essere da 17", con un canale da 2,5" per l'anteriore e di 3,5"per il posteriore.

La centralina ECU utilizzata deve essere quella ufficiale approvata dalla federazione fornita dalla Dell'Orto, quindi sarà unica per tutti. La ECU funziona anche da acquisitore dati, ed è l'unico ammesso. La ECU controlla gli iniettori, l'accensione, il by-pass del corpo farfallato e la pompa benzina. Le strategie di controllo comprendono il limitatore giri come da regolamento, il traction control, il launch control, il freno motore, la cambiata veloce, il pit limiter, l'anti-jerk e il controllo di detonazione[3]. Come per la Moto2, per quanto riguarda i carburanti si ha come fornitore unico ENI con una benzina con numero di ottano 100[4], mentre per gli pneumatici si ha come fornitore unico la Dunlop[5] nelle misure 90/75 R 17 e 115/75 R 17[6], aggiornati sia nelle strutture che mescole rispetto alla vecchia classe 125, introducendo anche pneumatici bimescola[7].

La prima pubblicazione del regolamento di questa classe si ha il 06/11/10, per poter definire i limiti generali della nuova classe e iniziare gli studi sulle nuove moto, ma la pubblicazione definitiva e dettagliata del regolamento tecnico per il primo anno della competizione avvenne il 24 novembre del 2011[8].

Pur essendo una categoria studiata per abbattere i costi, nel suo primo anno si è visto come le spese siano lievitate per via degli aggiornamenti durante la stagione[9].

Anni successivi[modifica | modifica wikitesto]

Al termine del 2013 venne evidenziata l'eccessivo costo della categoria, annata caratterizzata da molti pacchetti d'aggiornamento della ciclistica e dal costo elevato, infatti un telaio KTM (2013) si attesta sui 200.000 euro, mentre una Moto3 Honda (2014) completa sui 400.000 euro, per questo venne accordato che dal 2014 il costo massimo per un'unità propulsore non deve superare i 68.000 euro, mentre il regime massimo verrà ridotto a 13.500 giri/minuto[10], mentre dal 2015 il “rolling chassis” completo (quindi telaio, forcellone, carene, sella, serbatoio, sospensioni, freni e ruote) e il relativo aggiornamento stagionale (uno solo) non debba superare gli 85.000 euro, mentre i 6 motori stagionali (sprovvisti del cambio, disponibile a 1.500 euro per unità) non devono superare i 60.000 euro[11].

I modelli di motocicletta[modifica | modifica wikitesto]

La prima moto prodotta per questa categoria è la Honda NSF 250 R, che ha condotto i primi test già a partire dal 2010 ed è stata presentata ufficialmente il 3 giugno 2011, dichiarando una potenza di 47,6 CV a 13.000 giri/min e 28 N·m di coppia a 10.500 giri/min.[12].

La prima moto interamente italiana è stata la Ioda Racing Project TR 001 che adotta un motore della TM Racing derivato dai modelli da cross, presentata il 29 ottobre 2010[13], successivamente il 30 giugno 2011 venne presentato il nuovo motore EMIR[14], il quale dichiara una potenza di circa 50CV e un peso di 20,6 kg[15].

Anche la Sherco, casa che non ha a listino motociclette stradali, ha presentato l'8 febbraio 2011 la MR3 GP11, una moto creata in collaborazione con Franco Moro, storico preparatore che ha lavorato anche in Aprilia[16].

Si è visto il ritorno di case costruttrici che hanno abbandonato ufficialmente il motomondiale, come la KTM, che inizialmente ha sviluppato la moto con un motore non regolamentare e gareggia con la KTM RC 250 GP.[17]

La ADV, team che ha debuttato nella Moto2 nel 2010, ha presentato la AT03-1.0[18]

Ma esistono anche delle case, come ad esempio ORAL, che hanno prodotto un motore che possa essere utilizzato senza grandi problemi con i telai già esistenti e usati nella classe 125[19].

Anche il costruttore indiano Mahindra, dopo aver preso parte all'ultima stagione del mondiale classe 125, ha deciso di partecipare alla classe Moto3 presentando alla stampa la MGP30[20].

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro del motomondiale § Moto3.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]