Michele I d'Epiro
| Michele I d'Epiro | |
|---|---|
| Despota d'Epiro | |
| In carica | 1204 – 1214 |
| Predecessore | (fondatore) |
| Successore | Teodoro I d'Epiro |
| Morte | Corfù, 1215 |
| Dinastia | Comneni Duca (ramo della famiglia Angelo) |
| Padre | Giovanni Ducas |
| Consorte | Melissena |
| Figli | figlia dal nome ignoto Teodora Costantino Maria Michele II (illegittimo) |
Michele I Comneno Ducas[1] o Michele I Angelo[2] (... – Corfù, 1215) fu despota dell'Epiro. La zona dell'Epiro da lui governata era la vecchia provincia di Nicopoli.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Origini
[modifica | modifica wikitesto]In merito alle origini di Michele Comneno Ducas, esistono due differenti versioni, una tramandata da Goffredo di Villehardouin e una seconda contenuta nel resoconto sulla Vita di Santa Teodora Petralina di Arta della fine del XIII secolo. Stando alla prima, egli era probabilmente figlio del sebastocratore Giovanni, zio dell'imperatore bizantino Isacco II Angelo.[1] Dopo aver perso il favore della corte sotto Alessio III Angelo, Michele tentò invano una rivolta e si rifugiò presso il sultano di Iconio.[1] Nel 1204, dopo la caduta di Costantinopoli nell'ambito della quarta crociata, in cui sarebbe stato probabilmente coinvolto, accompagnò Bonifacio I del Monferrato nella sua marcia verso Tessalonica, ma durante la campagna disertò e si recò ad Arta, dove sposò la figlia del governatore locale e ne ereditò i domini alla morte di quest'ultimo, estendendo rapidamente la sua autorità su gran parte dell'Epiro e della Grecia occidentale.[1]

L'altro resoconto, più tardo e probabilmente leggendario, riferisce che Michele fosse stato nominato governatore del Peloponneso da Alessio III e che, dopo la rivolta e l'uccisione del governatore di Epiro Senacherim, ne avesse sposato la vedova, ereditandone i territori; avrebbe poi riscattato lo stesso Alessio III, ottenendo la conferma del proprio potere in Epiro.[3] Dovendo dare credito all'una o all'altra ipotesi, John Fine ha considerato più attendibile la versione di Goffredo di Villehardouin.[3] Anche Georgij Ostrogorskij, che lo ha chiamato nelle sue opere Michele Angelo, ha abbracciato la prima ricostruzione e lo ha considerato cugino di Isacco II Angelo e Alessio III.[2]
Fondatore di uno Stato
[modifica | modifica wikitesto]La caduta di Costantinopoli spronò gli abitanti romei a radunarsi in alcune zone per difendersi dai latini. L'insediamento di Michele I spinse verosimilmente i cittadini greci della Tessaglia e del Peloponneso a porsi sotto la sua protezione. In tal senso, Michele I venne considerato metaforicamente dai suoi sudditi come un secondo Noè in grado di dare riparo al popolo greco dall'«alluvione dei Latini».
Regno
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Michele I chiese al vecchio patriarca di Costantinopoli, Giovanni Camatero, di essere riconosciuto come Imperatore Bizantino, ma tale riconoscimento non fu concesso: ad essere riconosciuto come imperatore di Bisanzio fu invece Teodoro I Lascaris. In conseguenza di questo succedersi di eventi Michele I decise di lasciare la Chiesa ortodossa ed unirsi alla Chiesa cattolica.
Enrico di Fiandra domandò a Michele I fedeltà all'Impero latino, una fedeltà che ottenne attraverso il matrimonio della figlia di Michele I con suo fratello Eustachio (le nozze avvennero nel 1209). In realtà, Michele I non prestò poi molta fede a questa alleanza, confidando nella sua capacità di muoversi con sicurezza fra le impervie montagne, presupponendo che esse avrebbero fermato tutti i Latini con cui fosse venuto a conflitto.
Nel frattempo i parenti di Bonifacio fecero rivendicazioni sull'Epiro e Michele I, nel 1210, strinse un'alleanza coi Veneziani per attaccare l'Impero di Tessalonica in mano alla casata di Bonifacio I del Monferrato. Michele I si dimostrò disumano coi suoi prigionieri, arrivando a crocifiggere alcuni preti latini. Per tutta risposta, Papa Innocenzo III lo scomunicò. Enrico tornò in città in quell'anno e costrinse Michele I ad una nuova alleanza, sia pure solo nominale.
Ultimi anni
[modifica | modifica wikitesto]Il despota si dedicò invece a catturare altre città strategiche che erano in mano latina, come Larissa, Durazzo e Ocrida, e ad assicurarsi il controllo della via Ignazia per Costantinopoli. Prese inoltre controllo dei porti sul golfo di Corinto. Nel 1214 strappò Corfù ai Veneziani, ma fu ucciso l'anno seguente dal fratellastro Teodoro, che gli succedette al trono.
Ascendenza
[modifica | modifica wikitesto]| Genitori | Nonni | Bisnonni | Trisnonni | ||||||||||
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| Costantino Angelo | |||||||||||||
| … | … | ||||||||||||
| … | |||||||||||||
| Giovanni Ducas | |||||||||||||
| Alessio I Comneno | Giovanni Comneno | ||||||||||||
| Anna Dalassena | |||||||||||||
| Teodora Comnena | |||||||||||||
| Irene Ducaena | Andronico Ducas | ||||||||||||
| Maria di Bulgaria | |||||||||||||
| Michele I d'Epiro | |||||||||||||
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Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 Fine (1994), p. 65.
- 1 2 Ostrogorskij (2014), p. 391.
- 1 2 Fine (1994), p. 66.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) John Van Antwerp Jr. Fine, The Late Medieval Balkans: A Critical Survey from the Late Twelfth Century to the Ottoman Conquest, The University of Michigan Press, 1994, ISBN 0-472-08260-4.
- Ralph-Johannes Lilie, Bisanzio la seconda Roma, Roma, Newton & Compton, 2005, ISBN 88-541-0286-5.
- Georgij Ostrogorskij, Storia dell'Impero bizantino, traduzione di Piero Leone, Torino, Einaudi, 2014, ISBN 978-88-06-22416-5.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Nicola Turchi, MICHELE I e II Angelo Comneno, despoti di Epiro, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
- (EN) Monete emesse da Michele I d'Epiro, su wildwinds.com.
