Massimo Presciutti

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Massimo Presciutti

Massimo Presciutti (Camporeggiano, 23 luglio 1951) è un disegnatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Accademico d’Onore all'Accademia delle Arti del Disegno.[1]

Nel 1976 ha esordito nella rivista Ca Balà[2] e, in seguito a questa collaborazione, suoi disegni vengono pubblicati a supporto di inserti dedicati alla satira da parte di settimanali quali L'Espresso[3] o Panorama.[4] In quegli anni è presente anche in altre riviste quali ABC[5] e Il male.[6]

Negli anni Ottanta alcune vignette sono state pubblicate su La Repubblica, dagli anni Novanta ha curato la collana di satira politica del Centro di Documentazione di Pistoia di cui sono stati pubblicati tre volumi, i primi due antologici e il terzo, Libertà di stampella, dato alle stampe quale unico autore.[7] Nonostante si stia lentamente staccando dalla collaborazione ai giornali, grazie al Premio di Satira Politica di Forte di Marmi, inizia a partecipare annualmente alle mostre del Museo della satira e della caricatura, una collaborazione che sfocerà poi nell'iniziativa periodica de La satira a scuola.

È stato insegnante elementare e ha curato progetti scolastici ed europei.[8] Negli anni di insegnamento ha scritto canzoni collegate alla didattica a supporto di proprie iniziative, nonché del progetto La chiave fatata.

Nel 2019 ha pubblicato Microsolchi dell'arte, un omaggio al pittore Giuliano Presciutti.[9]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La bottega del fumetto. Corso autodidatta di disegnatore di fumetti, 20 volumi di 80 pagine ciascuno più una guida per la consultazione e l’uso, Marcon, Città di Castello 1985.
  • C’era un panda. Testi di canzoni per ragazzi di Massimo Presciutti illustrate da 10 serigrafie originali di Berlinghiero Buonarroti, Gruppo Stanza, Firenze 1987,
  • Architettura dei sentimenti «Libro oggetto di Massimo Presciutti. Si può leggere all'infinito come una vite senza fine. (...) Stampato in tre sistemi di stampa: tipografia, serigrafia e fotolitografia», Ditribuzione Opus Libri, tiratura 442 copie
  • Libertà di stampella, Collana Mondo ridente, Centro di Documentazione di Pistoia, Pistoia 1994, ISBN 8885641482
  • Il mio gatto stava male, Stampa Alternativa Serie Millelire, Roma 1994
  • Microsolchi dell'arte. Viaggio a cavallo dei secoli XV e XVI attraverso l’opera di Giuliano Presciutti, PresciArt, Firenze 2019, ISBN 9791220043847

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ » ACCADEMIA AADFI, su aadfi.it. URL consultato il 10 febbraio 2022.
  2. ^ L'Espresso, 1977. URL consultato il 10 febbraio 2022.
  3. ^ Bernardino Zapponi, Teppisti, gentili e anche un po' stregoni, sta in La freccia avvelenata, Supplemento al n. 46 dell'Espresso, 20 novembre 1977
  4. ^ Claudio Sabelli Fioretti (a cura di), Enciclopedia della satira politica, sta in Panorama 22 ottobre 1979
  5. ^ Dino Aloi, Claudio Mellana e Camera del lavoro di Milano, Massimo Presciutti, in Un Lavoro da ridere: antologia della satira del movimento operaio dall'Ottocento a oggi, Feltrinelli, 1991, p. 199-241, ISBN 978-88-07-81188-3. URL consultato il 10 febbraio 2022.
  6. ^ Mario Serenellini, I diseducatori: intellettuali d'Italia da Gramsci a Pasolini, EDIZIONI DEDALO, 1985, ISBN 978-88-220-5024-3. URL consultato il 10 febbraio 2022.
  7. ^ Notiziario CDP. Notiziario del Centro di Documentazione, anno XVII, settembre - dicembre 2006, ISSN 039-4270
  8. ^ Università degli Studi di Firenze, La didattica creativa del Maestro Massimo Presciutti, Relatore Chio.mo Prof. Gianfranco Bandini, Candidato Elisa Ciapetti, Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, Anno Accademico 2016 - 2017
  9. ^ https://catalog.loc.gov/vwebv/search?searchArg=massimo+presciutti&searchCode=GKEY%5E*&searchType=0&recCount=25&sk=en_US

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]