Biblioteca San Giorgio

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Biblioteca San Giorgio
Biblioteca pubblica. San Giorgio di Pistoia.JPG
Il salone centrale della Biblioteca
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana
CittàPistoia
IndirizzoVia Pertini
Caratteristiche
TipoPubblica
ISILIT-PT0064
Numero opere160.000
ArchitettoMassimo Pica Ciamarra
Apertura2007
ProprietàComune di Pistoia
DirettoreMaria Stella Rasetti
Sito web

Coordinate: 43°55′41.02″N 10°54′36.18″E / 43.92806°N 10.91005°E43.92806; 10.91005

La Biblioteca San Giorgio è la biblioteca pubblica del comune di Pistoia e la capofila della Rete bibliotecaria pistoiese, una delle maggiori biblioteche pubbliche della Toscana[1][2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca è stata inaugurata il 23 aprile 2007 alla presenza del premio Nobel Dario Fo.

Prende il nome di San Giorgio dall'area dove sorge e dove nel 1906 furono costruite le Officine San Giorgio[3][4]. La prima produzione era originariamente per le carrozze a trazione ippica, ma ben presto lo stabilimento industriale, divenuto uno dei principali d'Italia, spostò il proprio interesse alla trazione ferroviaria. Era, ad esempio, produzione San Giorgio di Pistoia, la parte meccanica del celebre tram che univa Roma ai Castelli Romani e che ha funzionato fino al 1980[5].

Lo stabilimento subisce pesanti danni a seguito dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e, dopo la ricostruzione, riprende la produzione di carri ferroviari e autobus.

La ragione sociale mutò più volte ma il nome che rimase più a lungo fu Breda Costruzioni Ferroviarie. Verso il 1980 la produzione industriale si è spostata nel nuovo stabilimento di via Ciliegiole con la ragione sociale Officine Meccaniche Ferroviarie Pistoiesi. La vasta area San Giorgio rimase abbandonata e passò di proprietà comunale che dopo qualche esitazione decise un importante progetto di riqualificazione urbana e le destinò innanzitutto a progetti culturali. Nell'area si sono salvati alcuni rari esempi architettonicamente rilevanti come la Palazzina d'ingresso Officine San Giorgio. Nella stessa zona si è salvato anche il coevo Edificio dei bagni pubblici, interessante esempio di intervento pubblico per l'igiene della classe operaia.

Il materiale archivistico dello stabilimento si è salvato dalla distruzione ed è passato sotto la responsabilità del Comune di Pistoia. Quello della sede di Sesto San Giovanni o comune ai diversi stabilimenti della Breda ferroviaria, è stato acquisito dall'ISEC.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Vivarelli, dal 2007 al 2008[6].
  • Maria Stella Rasetti, dal 2008-[7]

L'edificio[modifica | modifica wikitesto]

La struttura (progettata dall'architetto Massimo Pica Ciamarra) è costituita da tre navate a volta che coprono una superficie di circa 5000 m² ed è una ricostruzione integrale, ma richiama nelle scelte architettoniche i capannoni originari della fabbrica Breda, come quello contiguo destinato a strutture universitarie.[8][9].

Il patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca conta più di 160.000 documenti tra libri, periodici, materiale multimediale.

L'organizzazione degli spazi e delle raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca San Giorgio, ingresso principale

In contrapposizione alle biblioteche di ricerca e conservazione una biblioteca pubblica, secondo un aggiornato concetto, viene pensata come una biblioteca a scaffale aperto in cui i frequentatori possono direttamente accedere agli scaffali dei libri[10][11].

L'estensione delle parti esterne ed interne della biblioteca è di complessivi 9467,03 m², così suddivisi:

  • piano terra - esterno: 2302,15 m²;
  • primo piano - esterno-terrazza: 505,57 m²;
  • piano terra - interno: 3431,04 m²;
  • primo piano - interno: 1804,16 m²;
  • secondo piano - interno: 1424,11 m²[12].

Il piano terra ospita l'auditorium Terzani, la caffetteria, la sezione ragazzi, l'edicola e la sala letture diverse e il magazzino.

Al primo piano si trovano: la Sala Bigongiari, che ospita il fondo del poeta Piero Bigongiari, la Sala Desideri, la Sala Manzini, la Sala Dipartimenti e la terrazza all'aperto.

Il secondo piano è costituito dalla mediateca, la sala corsi, il Centro di Documentazione di Pistoia e gli uffici.

Opere d'arte[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca San Giorgio contiene una raccolta pregevole di artisti contemporanei. La prima opera a essere ospitata stabilmente nell'edificio è Die Grosse Fracht (Il grande carico) del pittore tedesco Anselm Kiefer[13]. L'imponente tela realizzata con tecnica mista di acrilico e piombo fuso domina la Sala Dipartimenti al primo piano della biblioteca.

A Die Grosse Fracht si aggiungono, tra le altre opere, l'Iperlibro di Dora Tass collocato nel giardino sud, e Ascensione di Luigi Russo Papotto collocato tra il piano terra e il primo piano.

Nel 2013 è stata donato dall'artista pistoiese Rossella Baldecchi il trittico Il cielo addosso ispirato al romanzo Ritratto in piedi di Gianna Manzini. L'opera è stabilmente collocata nella Sala Manzini, al primo piano della biblioteca.

La tradizione delle biblioteche civiche a Pistoia[modifica | modifica wikitesto]

A Pistoia la tradizione delle biblioteche civiche era legata alla biblioteca Forteguerriana. L'altra importante biblioteca aperta al pubblico, quella fabroniana, è legata al capitolo diocesano, un'istituzione ecclesiastica.

Biblioteca Forteguerriana[modifica | modifica wikitesto]

Sede della biblioteca comunale Forteguerriana

È opinione diffusa che la fondazione della biblioteca Forteguerriana risalga al 1473 e al Niccolò Forteguerri, imparentato con il papa umanista Pio II Piccolomini; mentre il merito di tale atto è invece da far risalire al canonico ed umanista Zomino di ser Bonifazio (1378-1458), meglio conosciuto col nome greco di Sozomeno che lasciò per testamento la sua collezione libraria all'Opera di San Iacopo, allo scopo di fondare una biblioteca pubblica a Pistoia. La raccolta, consegnata nel 1460 al cancelliere del Comune, comprendeva tre carte geografiche in cartapecora e 110 volumi tra opere di letteratura classica, grammatica, retorica, diritto e storia. Nel 1696 il granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici ne dispose l'apertura al pubblico. Nel 1924, scisso definitivamente il locale liceo, anch'esso intitolato al cardinal Forteguerri, da quello biblioteca - fino a quel momento compresenti - la Forteguerriana riacquistò autonomia passando ad una gestione congiunta di Comune, Provincia, Cassa di risparmio, per poi venire assunta totalmente a carico del comune di Pistoia. Attualmente il patrimonio della Forteguerriana è costituito da circa 300.000 libri ed opuscoli (di cui oltre 250 periodici correnti, oltre 1.000 manoscritti, 126 incunaboli, circa 3.000 cinquecentine, 2.000 stampe e circa 13.000 libri per ragazzi). Tra i fondi acquisiti alla biblioteca spiccano quello di Policarpo Petrocchi, quello di Ferdinando Martini, Niccolò Puccini, Domenico Mazzoni, Sebastiano Ciampi e Ferdinando Martini, di gran lunga il più importante, nel cui apporto figurava quasi tutta la produzione teatrale italiana e francese nelle migliori edizioni, oltre che manoscritti orientali di pregio.[14] Per merito del podestà Arturo Ganucci Cancellieri, la biblioteca ricevette un'ampia sala di lettura e pochi anni dopo, nel 1930 iniziò a disporre di una dotazione annua e un personale stabile grazie ai quali poté soddisfare in maniera sempre più adeguata le esigenze degli studiosi, anche grazie a varie spontanee donazioni di privati cittadini come quella del Dottor Alberto Chiappelli, che molto arricchì la biblioteca con la cessione di opere a stampa e manoscritte.

La Biblioteca Forteguerriana ha la funzione di deposito legale per libri, opuscoli e stampe per la provincia di Pistoia.

Biblioteca Fabroniana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Biblioteca Fabroniana.

Durante gli anni napoleonici fu di competenza civica anche la Biblioteca Fabroniana, costituita per donazione del cardinal Fabroni. La biblioteca ha conservato il carattere settecentesco e monumentale[15]. Come da disposizione del fondatore è curata dal capitolo della cattedrale di Pistoia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pistoia Fabbrica Cultura - frontespizio con lo slogan Nelle aree ex-Breda la più grande Biblioteca pubblica della Toscana
  2. ^ Biblioteca San Giorgio di Pistoia, su Internet Archive, 13 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2007).
  3. ^ Andrea Ottonelli, Auto, treni, aerei, Edizioni del comune di Pistoia, Bologna 1906
  4. ^ Il nome San Giorgio viene dal fatto che i capitali della società originaria furono genovesi, città legata a San Giorgio (Famiglia Odero Proprietaria anche della San Giorgio di Sestri Ponente)
  5. ^ Tram del 1912
  6. ^ Vivarelli era stato precedentemente direttore della Biblioteca comunale di Massa Marittima, poi funzionario nel Settore biblioteche di Regione Toscana; è divenuto successivamente docente di biblioteconomia all'Università di Torino
  7. ^ Rasetti era stata precedentemente direttrice della Biblioteca comunale di Impruneta e poi della Biblioteca Renato Fucini di Empoli
  8. ^ Nelle planimetrie ufficiali l'area su cui è stata costruita la nuova biblioteca prende il nome di Corpo 20
  9. ^ Il progetto architettonico, in Biblioteche oggi, 2007, n.8, pp. 18-19
  10. ^ Giovanni Solimine, Il progetto biblioteconomico
  11. ^ Massimo Pica Ciamarra, Maurizio Vivarelli, Alessandra Giovannini, Una nuova biblioteca pubblica per la città di Pistoia in "Culture del testo", n.7 (2002)[1]
  12. ^ Biblioteca San Giorgio, Pistoia - Spazi
  13. ^ Biblioteca San Giorgio, Pistoia, Il grande carico, di Anselm Kiefer Archiviato l'8 gennaio 2011 in Internet Archive.
  14. ^ Santoli Quinto, La Biblioteca Forteguerriana di Pistoia, coi tipi dello Stabil. grafico Niccolai, 1932.
  15. ^ Comune di Pistoia, Biblioteca Fabroniana Archiviato il 29 maggio 2010 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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