Marcel Jouhandeau

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Marcel Jouhandeau

Marcel Jouhandeau (Guéret, 26 luglio 1888Parigi, 7 aprile 1979) è stato uno scrittore francese.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia della piccola borghesia, ebbe una formazione religiosa che segnò indelebilmente il suo carattere e il suo linguaggio.

Trasferitosi nel 1908 a Parigi studiò al Liceo Henri-IV e successivamente alla facoltà di lettere. Nella capitale francese si avvicinò alle idee dogmatiche di Charles Maurras.[1]

Lavorò come insegnante in un collegio dal 1912 al 1949 e collaborò con la rivista e la collana editoriale Nouvelle Revue Française.

Ebbe una vita all'insegna dell'ambiguità e della contraddizione; tre sono gli elementi che la contrassegnarono: il cattolicesimo, l'omosessualità e l'antisemitismo.

Rimase infatti per tutta la vita un fervente cattolico, senza percepire per questo un contrasto tra la sua fede e il suo orientamento sessuale: spesso nelle sue opere temi biblici e mitologici si fondono nella descrizione di scene erotiche. Inoltre Jouhandeau descrisse la realtà quotidiana, la sua terra, la presenza del male e le sue abitudini provinciali.[1]

Jouhandeau nella sua carriera letteraria scrisse romanzi, poesie, drammi, saggi e soprattutto memoriali; si distinse principalmente per il suo virtuosismo stilistico.[1]

Peraltro, nonostante le discriminazioni subite in quegli anni per la sua condizione, assunse dal 1937 posizioni fortemente antisemitiche.

Nonostante la sua omosessualità sposò una ex ballerina, Elisabeth, che appare in alcuni suoi libri con lo pseudonimo di Elise.

Opere tradotte in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Le cadavre enlevé, 1930 (Il cadavere rapito, traduzione di Rosetta Signorini, con una Nota di Ena Marchi, Adelphi, Milano, 2016)
  • Tite-le-long, 1932 (Tite le long, traduzione di Armando Supino, Bompiani, Milano, 1949)
  • Chroniques maritales, 1938 (Cronache maritali, traduzione di Guido Neri, Feltrinelli, Milano, 1961; Adelphi, Milano, 1999)
  • Tirésias, 1954 (Tiresia, a cura di Ornella Tajani, Marchese, Grumo Nevano (NA), 2013)
  • Trois crimes rituels, 1962 (Tre delitti rituali, a cura di Ena Marchi, Adelphi, Milano, 1996)
  • Riposte à Roger Perfide, 1965 (Risposta a Roger Perfide, traduzione di Caterina Longanesi, All'insegna del pesce d'oro, Milano, 1966)
  • Pages égarées, postumo, 1980 (Pagine smarrite, traduzione di Giancarlo Pavanello, ES, Milano, 1994; Sperling & Kupfer, Milano, 1996)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Le Muse, vol. 6, Novara, De Agostini, 1965, p. 162.

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