Maestro di Figline

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« Non esiste in tutto il Trecento pittorico italiano un artista altrettanto misterioso, talmente arcaizzante da ricordare l'espressività duecentesca e l'opera giovanile di Giotto, talmente moderno da far pensare alla "linea funzionale" del secondo Quattrocento fiorentino. »

(Luciano Bellosi, Il Maestro di Figline, un pittore del Trecento, p.11)
Crocifisso attribuito al Maestro di Figline (ca. 1320) nella basilica di Santa Croce a Firenze.[1][2]

Il Maestro di Figline (fl. metà del Trecento – primi del Quattrocento) è stato un pittore anonimo italiano, attivo principalmente in Toscana e in Umbria.[3] È anche conosciuto come «Maestro della Pietà Fogg», da una pietà attribuitagli e conservata al Fogg Art Museum di Cambridge, nel Massachusetts.[4][5]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Madonna in Trono di Figline Valdarno, attribuita al Maestro di Figline.

Il corpus di opere attribuite al Maestro di Figline, quantitativamente piuttosto scarno, è stato ricomposto dallo studioso statunitense Richard Offner nel Novecento[4] e appare influenzato dall'opera di Cimabue, Duccio di Buoninsegna e Giotto,[3] con cui probabilmente lavorò da aiutante nella cappella degli Scrovegni di Padova.[6] La prima opera attribuita al Maestro è un affresco raffigurante la Madonna con il Bambino, santa Chiara, san Francesco e degli angeli, situato nella sagrestia della basilica inferiore di Assisi.[3] A Figline Valdarno, nella Collegiata di Santa Maria, risulta come autore di una Madonna in Trono. A Firenze, invece, è ritenuto essere il creatore del crocifisso della basilica di Santa Croce, benché questo sia stato attribuito dal Vasari a Margaritone d'Arezzo.[3] È considerato l'autore di un dipinto a tempera e oro su pannello conservato nel Fogg Art Museum dell'Università di Harvard, raffigurante un Compianto sul Cristo morto, opera a cui si deve il primo nome con cui è stato conosciuto. Il dipinto, di dimensioni 42,5 × 50 cm, situato al centro di un pannello di 57 × 65 cm di fattura più recente, fu realizzato intorno al 1330 e faceva probabilmente parte di una predella d'altare. Alcuni studi hanno permesso di identificare due dipinti conservati al London's Courtauld Institute of Art, raffiguranti San Lorenzo e un santo vescovo, come parte della stessa predella. Altri panelli considerati parte della stessa opera sono conservati al Worcester Art Museum o fanno parte di collezioni private.[5][7][8][9]

Proveniente dalla collezione Massari, è attualmente conservata presso la Pinacoteca nazionale di Ferrara una tavola raffigurante San Giovanni Battista. L'opera è stata attribuita al Maestro di Figline da Richard Offner nel 1956, e tale attribuzione è stata confermata da Carlo Volpe nel 1973.[10]

Al Maestro di Figline sono state anche attribuite delle opere in qualità di mastro vetraio, come le vetrate della cappella Bardi di Firenze e della cappella di San Martino ad Assisi.[3] In quest'ultima occasione, avrebbe avuto occasione di collaborare con Simone Martini, che potrebbe avergli tramandato la tecnica della doratura.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Firenze – Restaurato il crocifisso del Maestro di Figline in Santa Croce, su artslife.com. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  2. ^ Filmato audio Art Media Studio Firenze, Restauro Crocifisso del Maestro di Figline – Basilica di Santa Croce, Firenze, su YouTube, 5 ottobre 2012. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  3. ^ a b c d e Maestro di Figline, in Enciclopedia dell'arte medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991-2000.
  4. ^ a b Maestro di Figline, su opificiodellepietredure.it. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  5. ^ a b (EN) The Lamentation over the Dead Christ by Master of the Fogg Pietà, Italian (c. 1300 – 1350), harvardartmuseums.org. URL consultato il 07 dicembre 2016.
  6. ^ Schlegel, p. 161-167.
  7. ^ (EN) Secrets of the Fogg Pietà, Part I, harvardartmuseums.org. URL consultato il 07 dicembre 2016.
  8. ^ (EN) Secrets of the Fogg Pietà, Part II, harvardartmuseums.org. URL consultato il 07 dicembre 2016.
  9. ^ (EN) Saint Lawrence, courtauldprints.com. URL consultato il 07 dicembre 2016.
  10. ^ Jadranka Bentini (a cura di), La Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Catalogo generale, Bologna, Nuova Alfa editoriale, 1992, pp. 11-12, ISBN 88-7779-292-2.
  11. ^ Bellosi, p. 25.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Bellosi, Il Maestro di Figline, un pittore del Trecento, Firenze, S.P.E.S., 1980.
  • Ursula Schlegel, Un collaboratore di Giotto a Padova. Osservazioni sul Maestro di Figline, in Giotto e il suo tempo, Roma, 1971, pp. 161-167.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Maestro di Figline, in Enciclopedia dell'arte medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991-2000.
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