Luciano Tomei

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Luciano Tomei
NazionalitàItalia Italia
Strumentovoce, pianoforte

Luciano Tomei (Napoli, 7 maggio 1946) è un cantante, compositore e pianista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Personalità artistica poliedrica, inizia la sua carriera quale cantante di musica leggera, guadagnando ben presto una discreta popolarità grazie alle sue innate doti vocali. Dopo i primi successi, però, il suo percorso devia verso la musica accademica mentre, ancora molte decadi dopo, gli appassionati di musica leggera degli anni sessanta e di vintage, collezionano i suoi successi su vinile.[1]

Il cantante[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1964 è tra i finalisti del Festival di Castrocaro. Grazie alla buona performance, registra per l'etichetta discografica Phonotype i primi 45 giri. Nel 1965 partecipa alla Ribalta per i Festival e alla Caravella di Successi di Bari.

Partecipa al Festival di Sanremo 1966[2] proponendo, in abbinamento con Luis Alberto del Paranà e Los Paraguayos, il brano Quando vado sulla riva, che viene eliminato dopo la prima doppia esecuzione.

Nello stesso anno è in gara al Festival di Napoli, raggiungendo la finale con Ma pecché!, interpretata assieme ad Iva Zanicchi. Pubblica il suo primo 45 giri con i brani: Mi piaci come sei e Non possiamo più vederci.

Nel 1968 partecipa nuovamente al Festival di Napoli con la canzone di Vittorio e Manuel De Sica Dimme ca tuorne a me in abbinamento con Nunzio Gallo. Da qui le sue tracce, per gli appassionati del genere leggero, sembrano svanire.

Il compositore[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente, nell'esigenza di evolversi musicalmente e di approfondire il lato creativo della musica, intraprende lo studio della composizione classica con Bruno Mazzotta. L'intenso e appassionato studio accademico fa sì che l'attività di cantante venga gradatamente e precocemente abbandonata, ultimando così gli studi e diplomandosi brillantemente in composizione presso il Conservatorio di Napoli. Si distingue con un Konzerstück per pianoforte e orchestra eseguito nello stesso anno (1978?) presso l'auditorium del Conservatorio di Napoli. Ottiene quindi una cattedra di composizione presso il conservatorio di Avellino, mettendo ben presto in luce una naturale propensione alla didattica.

Ha ricoperto fino al 2013 la cattedra di composizione presso il Conservatorio di Napoli.

Il pianista[modifica | modifica wikitesto]

Parallelamente, aveva anche iniziato lo studio del pianoforte con Massimo Bertucci, diplomandosi quindi, pochi anni dopo, col massimo dei voti presso lo stesso conservatorio. Nonostante il brillantissimo esame di diploma, la relativa tarda età del conseguimento, e la notevole caratura didattica del suo insegnante, influiranno senz'altro nella scelta di Tomei di optare per una carriera di didatta piuttosto che di concertista. Si evidenzia così il terzo aspetto della vita di Tomei, probabilmente quello che egli predilige di più: quello del pianista didatta. Alternando l'attività didattica pianistica a quella compositiva, Luciano Tomei coltiva una messe di pianisti e di musicisti con profonda dedizione. Suo figlio, Massimo, che intanto aveva calcato le orme paterne con lo studio del pianoforte, si forma con lui, diplomandosi presso il Conservatorio di San Pietro a Majella con il massimo dei voti, la lode e la menzione d'onore, risultando uno dei più interessanti giovani pianisti campani della prima decade degli anni duemila.

Alcune opere significative[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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