Luchino Pascalis

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Luchino Pascalis, anche Luchino Pascale, Luchino Pascali, Luchino Pasquale, Luchino Pasquali (Chieri, XIV secoloPiemonte, XV secolo), è stato un medico italiano, professore di medicina e archiatra di Amedeo di Savoia-Acaia e di Ludovico di Savoia-Acaia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Già lettore di medicina all'Università di Pavia, di famiglia originaria di Villastellone,[1] svolse l'attività di medico in tutto il nord Italia, dalla Lombardia a Bologna. Chiamato ad esercitare a Chieri dal medico locale Antonio Magliano, diventò archiatra di Amedeo di Savoia-Acaia e di Ludovico di Savoia-Acaia, con i quali passò lungo tempo a Torino, a Pinerolo, e a Saluzzo. Conquistato il favore dei Savoia-Acaja, in segno di riconoscenza per i servigi resi ne nobilitarono il casato[2][3]. Con la scomparsa di Ludovico avvenuta nel 1418, Luchino Pascalis continuò ad esercitare l'attività medica. E nel 1428 tornato a Chieri, diventò lettore di medicina nella locale università[4], e qui compose i trattatelli De Pleuresi e De Febribus, che dedicò al Magliano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vittorio Angius, Sulle famiglie nobili della monarchia di Savoia, Fontana e Isnardi, Torino 1841, p. 1166.
    «Nel 1400, 20 novembre, il conte Amedeo rese all’antica nobiltà e dignità de’ Villa, una onestissima testimonianza, Invitandoli tra’ più illustri della città di Chieri, e ponendoli primi nel numero. Diceva il principe, che per la cognizione che avea dell’antica probità della vita, della onestà dei eostumi, e degli altri argomenti di virtù per cui si erano sempre distinte le schiatte de’ sottonotati primarii cittadini di Chieri, i de’ Villa, i Dodoli, il maestro Luchino Pasquale, suo figlio e professore di medicina con tutta la parentela de’ Pasquali, quindi gli Alamani, i Capastri, i Ricci, i Buschetti, i Guasehi, i Moncucco, i Carneri, i Tana, i Mazzetti, i Vadoni, concedeva a queste famiglie di nominarsi tutto d’uno stesso modo, di servirsi dello stesso stemma e portare a simbolo il Cigno.».
  2. ^ "Luchino Pascalis fu uomo commendevole per dottrina e probità di costumi, che si rese così accetto al Duca Amedeo VIII, che trattandosi di nobilitare dodici famiglie di Chieri, quel Principe volle comprendere nell'onorevole decreto, dato il 21 di novembre 1400, non solo la persona di Luchino, ma ancora tutto il Casato de' Pascali." Cfr. Giovanni Giacomo Bonino, Biografia medica piemontese, Editore Tipografia Bianco, Torino 1824, vol. 1, p. 51.
  3. ^ Si veda anche il testo del Malacarne che riporta in nota come prova un estratto da "Prove della nobiltà ec. della famiglia De Villa di Villastellone", pubblicato l'anno 1765. Cfr. Vincenzo Malacarne, Delle opere de'medici, e de' cerusici che nacquero o fioriono prima del secolo XVI negli stati della real casa di Savoja, Volume 1, Editore Stamperia reale, Torino 1786, p. 41.
  4. ^ Nel 1427 venne trasferita da Torino a Chieri l'università, che vi rimase fino al 1434.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Giacomo Bonino, Biografia medica piemontese, Editore Tipografia Bianco, Torino 1824.
  • Vincenzo Malacarne, Delle opere dei medici e dei chirurghi che fiorivano negli Stati della Casa di Savoia, Torino 1786.
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