Lost in Google

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Lost In Google
Lost in Google.jpg
Paese Italia
Anno 2011-2012
Formato webserie
Genere fantascienza, grottesco, commedia
Stagioni 1
Webisodi 6 Modifica su Wikidata
Durata 2-22
Lingua originale italiano
Rapporto 16:9
Crediti
Regia Francesco Capaldo
Soggetto Francesco Capaldo, Simone Russo, Alfredo Felaco
Sceneggiatura Fausto Rio
Interpreti e personaggi
Simone Russo: Ruzzo Simone

Roberta Riccio: Proxy Riccio

Ciro Capriello: Ciro Priello
Fotografia Francesca Amitrano
Musiche Danjlo
Scenografia Antonella Di Martino
Effetti speciali Alfredo Felaco Nicola Verre
Produttore esecutivo Andrea Leone Ruzzo Simone
Casa di produzione The Jackal
Prima visione
Dal 28 giugno 2011
Al 14 luglio 2012
Distributore
« Lost in Google sta per cominciare...cambia la storia con un commento. »
(Guglielmo Scilla)

Lost in Google è stata una webserie italiana di fantascienza creata da Francesco Capaldo (alias Francesco Ebbasta), Simone Ruzzo, Alfredo Felco. L'elemento caratterizzante della serie è l'interazione con gli utenti secondo un modello già utilizzato qualche anno prima dalla webserie americana I.Channel[1]: i migliori commenti ad ogni puntata, scritti direttamente sotto l'episodio su YouTube o sul sito ufficiale, furono utilizzati per sceneggiare l'episodio successivo. I commenti più divertenti ma inutilizzabili vennero inseriti alla fine di ogni puntata.

La miniserie è stata realizzata dalla casa di produzione The Jackal, nata nel 2005 e che ha sede a Napoli, acquisita dal gruppo Ciaopeople nel 2011[2]. Gli episodi sono visualizzabili sul loro canale YouTube e sul sito ufficiale della serie.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Durante un tranquillo giorno di lavoro nella sede "The Jackal", la webstar Ruzzo Simone e la sua collega Proxy, decidono di cercare per gioco i propri nomi su internet. Quando Proxy chiede a Simone se ha mai provato a cercare "Google" su Google, lui non riesce a resistere alla tentazione. Questo gesto apparentemente innocuo apre un pericoloso portale tra la nostra realtà e quella virtuale, proiettando Simone nel web.

Personaggi e interpreti[modifica | modifica wikitesto]

  • Simone Ruzzo, interpretato da Simone Russo.
    È una giovane web star. Sotto suggerimento di Proxy, cerca "Google" su Google, creando un portale nel quale viene risucchiato.
    Nel web cerca disperato una via d'uscita perché è agorafobico.
  • Proxy Riccio, interpretata da Roberta Riccio.
    Proxy nasconde un misterioso passato. Sembra essere l'unica capace di stabilire, a comando, un contatto tra la realtà e il web.
    Da piccola era molto affezionata alla sua matrioska che, cadendo, si ruppe; da allora Proxy ha la strana ossessione di cercare le cose nelle cose.
  • Ciro Priello, interpretato da Ciro Capriello.
    Ciro è Twitter dipendente. Il suo alter ego digitale è Vandammo.
    Inizialmente è scettico sul fatto che Simone possa essere in Google, ma Proxy riesce a convincerlo a partire alla ricerca dell'amico scomparso.
  • Marco Mario de Notaris, nel ruolo di un "N.E.R.D." (Nuovo Eroe Ribelle... Domodossola!).

Guest star[modifica | modifica wikitesto]

Alla webserie hanno partecipato inoltre:

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Pubblicazione Durata
0 Lost in Google 28 giugno 2011 2' 46"
1 Forever Alone 16 novembre 2011 6' 53"
2 I'm feeling Lucky 16 gennaio 2012 10' 24"
ep. pesce d'aprile The Lord of Bananas 1º aprile 2012 6' 13"
3 404 page not found 2 aprile 2012 17' 54"
4 Timeline 31 maggio 2012 21' 37"
5 Lost in Lost in Google 14 luglio 2012 22' 56"
Titolo Pubblicazione Durata
1 Forever Alone - Backstage ep. 1 16 novembre 2011 3' 08"
2 I'm feeling Lucky - Backstage ep. 2 16 gennaio 2012 4' 39"
3 404 page not found - Teaser ep. 3 2 aprile 2012 1' 08"
4 Timeline - Backstage ep. 4 31 maggio 2012 2' 56"
5 Lost in Lost in Google - Teaser ep. 5 14 luglio 2012 0' 51"
5 Lost in Lost in Google - Backstage ep. 5 14 luglio 2012 4' 43"

Lost in Google[modifica | modifica wikitesto]

Cercando "google" su Google il protagonista, Ruzzo Simone (nella serie verrà indicato sempre col cognome prima del nome), viene risucchiato dal computer, sotto gli occhi inorriditi della sua amica Proxy.

Forever Alone[modifica | modifica wikitesto]

Simone si trova in una grande (apparentemente infinita) sala bianca con una fila di sedie. Viene apostrofato da Claudio Di Biagio il quale lo informa che si trovano nella sala d'attesa di Google. Qui sono presenti tutti i personaggi e i meme più cercati del web e una voce annuncia di volta in volta chi viene cercato. Claudio gli spiega che per uscire è necessario essere cercati, sicuro di sé Claudio attende la sua chiamata e rimane molto deluso quando invece del suo nome viene cercato Willwoosh (altro noto youtuber italiano). Nel frattempo Proxy contatta Ciro per farsi aiutare nella ricerca di Simone.

Guest star: Claudio Di Biagio.

I'm feeling Lucky[modifica | modifica wikitesto]

Simone entra in un pop-up con la scritta "ti senti fortunato?" e viene trasportato via. Crede di essere tornato a casa ma in realtà si trova in Google Street View di Google Maps. Chiedendosi ad alta voce come andarsene sente qualcuno rispondergli (Caparezza) e vede che si tratta di una persona ritratta nella foto di Street View e quindi bloccata lì. Questi gli dice che andarsene è facile, trovandosi lui in un programma di mappe. Simone chiede quindi al programma di calcolare il percorso fino a Wikipedia, e vi viene trasportato. Proxy intanto ha ricevuto un messaggio (apparentemente inviatole da Simone) con la foto di un panorama di una montagna (riferimento a Mountain View, sede di Google) ed è convinta che Simone si trovi lì. Si mette quindi in viaggio con Ciro per cercarlo.

Guest star: Caparezza.

The Lord of Bananas (episodio pesce d'aprile)[modifica | modifica wikitesto]

Questo episodio è uscito il primo aprile 2012, annunciato ufficialmente come episodio 3. Il video presenta soltanto una schermata nera, sulla quale ogni tanto appare un commento a uno dei precedenti video. Fra questi commenti ce n'è anche uno che annuncia il vero episodio 3 per il giorno successivo.

404 page not found[modifica | modifica wikitesto]

L'episodio si apre con un programma chiamato "Le Grandi Scoperture" (parodia di Voyager), condotto da Roberto Giacobbo il quale ipotizza che internet non sia un'invenzione dell'uomo, ma un'entità autonoma, sulla quale erano stati fatti esperimenti segreti in una baita isolata in montagna. Internet è abitato da pericolose creature, dette meme, a capo delle quali si trova una misteriose entità chiamata Elgoog (o 319009). Simone si trova dentro Wikipedia, che è rappresentata come una biblioteca. Un bibliotecario gli spiega come consultare l'enciclopedia e gli chiede di "leggere un suo appello personale" (riferimento alla raccolta fondi annuale di Wikipedia). Simone cerca se stesso su Wikipedia e scopre che quel giorno è indicato come data della sua morte. Cerca poi "Lost in Google" ma la pagina non viene trovata. Nel frattempo Proxy e Ciro si recano nel luogo dove credono si trovi Simone, ma vengono attaccati da un misterioso nemico che conosce le loro intenzioni perché segue Ciro su Twitter. Ciro e l'uomo combattono, mentre Proxy si reca nella baita, dove trova un computer, con il quale dovrà aprire un portale. Il personaggio misterioso sostiene che non potrà usarlo perché solo una persona può, ma lei scopre la password e la inserisce, aprendo così un portale tra il mondo reale e quello virtuale. L'apertura del portale ha effetti catastrofici su entrambi i mondi. In Wikipedia, Simone strappa la pagina da un libro che consente di consultarla e scappa. Nel Web cominciano a piovere dal cielo i commenti degli utenti e uno di questi ("Simone deve morire!") travolge Simone. Nel mondo reale il personaggio misterioso, che si rivela essere il meme noto come "Forever Alone", si sacrifica per chiudere il portale. Si scoprirà infine che conosceva Proxy da bambina e che forse potrebbe anche essere suo padre.

Guest star: Patrizio Rispo.

Timeline[modifica | modifica wikitesto]

In seguito all'apertura del portale, la Terra è invasa dai meme. Ruzzo Simone si risveglia in un ospedale abbandonato e di lui si sta occupando quella che sembra essere un'infermiera, che trova la pagina strappata di Wikipedia. Visto che ha detto il suo nome al bibliotecario di Wikipedia e la timeline(linea temporale) di Ruzzo Simone è pubblica e collegata al suo nome, è stato segnalato. L'FBI è sulle tracce di Simone e sta per fare irruzione nella sua stanza (la numero 319009). Intanto Ciro e Proxy vengono contattati da un N.E.R.D.(Nuovo Eroe Ribelle Domodossola) che spiega loro di aver trovato Simone seguendo la sua linea temporale: una timeline (simile a quella di Facebook) posseduta da ogni entità all'interno del web. L'infermiera si rivela essere un Anonymous e, insieme al suo compagno (Frank Matano), aiuta Simone a fuggire. Ciro trova un generatore di CAPTCHA che serve a distinguere gli umani dai meme e ne risolve uno, per poi passare il congegno a Proxy che però non riesce nell'operazione mostrando così di essere un meme. Un agente ferisce gravemente Simone e Proxy chiede al N.E.R.D. di manomettere la sua timeline per riportare il loro amico indietro nel tempo, ma intanto Ciro non riesce a non twittare e con un suo tweet fa sapere ai meme dove si trova. L'allarme si attiva e Ciro viene chiuso fuori. Il N.E.R.D. dice a Proxy che non c'è abbastanza tempo per salvare entrambi i suoi amici e così la ragazza – dopo qualche secondo di riflessione – sceglie di salvare Simone, il quale si ritrova illeso nella "sala d'attesa" del primo episodio.

Guest star: Frank Matano, Ilaria Giachi, Francesco Frank Lotta, Nicola Conversa, Mirko Mastrocinque.

Lost in Lost in Google[modifica | modifica wikitesto]

Proxy e il NERD escono dal loro rifugio per aiutare Ciro, che però è gravemente ferito e muore sotto i loro occhi. Proxy, sconvolta, sfrutta il fatto di essere un meme per entrare a sua volta in Google, ritrovandosi anche lei nella sala d'attesa con Claudio Di Biagio. Simone intanto ha aperto la porta per uscire da Google ma si è ritrovato in un altro spazio bianco dove vede i videomessaggi degli utenti di Youtube, i quali gli rivelano di essere loro stessi "elgooG" e di avere diretto tramite i loro commenti tutte le azioni dei personaggi, che quindi non hanno libero arbitrio. Proxy dalla sala d'attesa entra in Youtube, che è rappresentato come un cinema nel quale gli spettatori stanno prendendo posto per vedere Lost in Google. A tutti gli spettatori viene consegnato un bigliettino sul quale apporre un commento per cambiare la storia della serie. Proxy scrive un commento per fermare se stessa nel primo episodio e non pronunciare la frase «Hai mai provato a cercare Google su Google?» che aveva dato inizio a tutto. Senza quella frase l'intera linea temporale della serie cambia e i tre protagonisti si ritrovano sani e salvi negli studi di The Jackal. Si scopre, però, che anche questo nuovo finale è parte della webserie e quindi in realtà tutti i personaggi sono bloccati nel web.

Guest star: Guglielmo Scilla, Marcello Macchia.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le puntate siano pubblicate a grossi intervalli l'una dall'altra, lo stesso il seguito e il successo della webserie non ne risentono. Secondo alcuni osservatori la ragione sta nella struttura stessa della serie e nel funzionamento del sistema di interazione, che favorisce i lunghi tempi d'attesa tra episodio ed episodio e le conversazioni che ne scaturiscono[3].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 luglio 2012 si è svolto l'Ending Party, presso il Neo by Voga di Napoli[4]. Un evento gratuito, dov'è stato proiettato l'ultimo episodio della webserie, seguito da un mini concerto live degli Electrophelia e da un DJ Set. Ospiti della serata i The Jackal, i Nirkiop e come special guest Frank Matano.

Musiche[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora e la sigla sono state composte dal gruppo Electrophelia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gabriele Niola, WebTheatre/Perdersi dentro Google. A puntate, Punto Informatico, 17 novembre 2011.
  2. ^ Dal maggio 2011 The Jackal è una S.r.l. controllata al 51% da Ciaopeople (Ciaopeople acquisisce The Jackal Srl, news su fanpage.it)
  3. ^ «Una webserie dagli intervalli dilatati [...] che si nutre più del dibattito e dell'attività tra episodio ed episodio che dei momenti in cui una nuova puntata va online» Gabriele Niola, WebTheatre/Fine della serie (non) fatta dagli utenti, Punto Informatico, 19 luglio 2012.
  4. ^ Voga Ending Party - video dell'evento su YouMedia

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]