La ragazza Carla

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La ragazza Carla
AutoreElio Pagliarani
1ª ed. originale1962
GenerePoesia
Lingua originale italiano
AmbientazioneMilano, fine anni '40 del Novecento
ProtagonistiCarla
AntagonistiAldo
Altri personaggila madre vedova - Nerina - il cognato Angelo

La ragazza Carla è un poemetto scritto da Elio Pagliarani la cui centralità poetica e linguistica risiede nel passaggio dal neorealismo allo sperimentalismo della neoavanguardia[1].

Il poemetto, scritto tra il settembre 1954 e l'agosto 1957, apparve, nel 1959, sul n. 14 di "Nuova Corrente", con il titolo Progetti per la Ragazza Carla, alcuni frammenti.
Sempre nel 1959, con il titolo Fondamento del diritto delle genti, compaiono sul n. 1 del "Verri" i versi 416-457.
La differenza fra questa edizione e quella definitiva, che uscirà nel 1960 integralmente sul n. 2 del "Menabò", consiste solamente nel carattere grafico dei versi che cambieranno da tondi in corsivo o viceversa.

Nel 1961 il poemetto viene pubblicato nell'antologia "I Novissimi" curata da Alfredo Giuliani e nel 1962 esce per le edizioni Mondadori con l'unica variante di un verso.

Il poemetto o "racconto in versi" è il risultato di una lunga sperimentazione sul genere letterario della poesia narrativa fatta da Pagliarani.

La ragazza Carla appartiene all'ultima sezione del libro La ragazza Carla e altre poesie pubblicato da Mondadori nel 1962 ed è un poemetto polimetro di tre capitoli.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La protagonista del racconto è la diciassettenne Carla Dondi che vive in una modesta casa della periferia di Milano con la madre vedova che fa la pantofolaia, la sorella Nerina e il cognato Angelo. Carla frequenta le scuole serali per diventare segretaria e presto trova un impiego presso una grossa ditta commerciale che traffica su ampio mercato internazionale.

« Carla Dondi fu Ambrogio di anni/ diciassette primo impiego stenodatilo/ all'ombra del Duomo.[2] »

Così si presenta Carla in tutta la sua scialba e burocratica realtà. Il suo nome è diventato, con il lavoro, un codice anagrafico e quando è sera, la giovane, che si sente annullata, cerca con le mani il suo viso per rassicurarsi.
Il suo destino viene scandito dai versi del poeta attraverso i luoghi, le ore, i nomi nella più muta quotidianità.

« cento targhe d'ottone come quella/ TRANSOCEAN LIMITED IMPORT EXPORT COMPANY/ Le nove di mattina al 3 febbraio.[3] »

La seconda parte del poemetto scorre tra i ritmi che il lavoro impone, il corteggiamento di un collega, i viaggi sul filobus e termina con una filastrocca triste e piena di armonia.

La storia di Carla si conclude tristemente nella terza e ultima parte quando, per non perdere il posto di lavoro, la protagonista deve umiliarsi e chiedere scusa al padrone per aver rifiutato le sue avances.

Carla, ormai giovane donna smaliziata e inghiottita dal mondo, imparerà a mettersi le calze nere e il rossetto per tornare al lavoro.

« Questo lunedì comincia che si sveglia/ presto, che indugia svagata nella piazza/ prima di entrare in ufficio, che saluta/ a testa alta "Buongiorno" con l'aggiunta/ "a tutti", che sorride cercando Aldo con gli occhi/ che gli dice "Bella la ragazza e come/ attenta ai suoi discorsi", che incomincia - forse - il lavoro/ fresca.[4] »

Finisce così la "favola urbana" di Carla nella monotonia dei giorni tutti uguali.
In chiusura del poemetto due serie di endecasillabi di stile perfettamente classico vengono inseriti da Pagliarani come un moto di rivendicazione sulla piattezza dell'esistenza.

« pietà di noi e orgoglio con dolore.[4] »

Scelte linguistiche[modifica | modifica wikitesto]

Il poemetto "La ragazza Carla" rappresenta, tra le opere di Pagliarani, un esemplare dello sperimentalismo che caratterizza la neoavanguardia. In esso il poeta opera la "slirizzazione" della lingua poetica adottando un tono dimesso e privo di tensione emotiva adottando lo stile della lingua parlata nelle sue forme maggiormente trasandate (sintassi frantumata, giunzioni antigrammaticali, anacoluti) e utilizzando anche il linguaggio pubblicitario e commerciale.

L'autore riesce ad incastrare i vari pezzi del discorso e i vari elementi della realtà senza sovrapporre alcun giudizio ma utilizzando solamente la pura e nuda registrazione.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vincenzina Levato, Lo sperimentalismo tra Pasolini e la neoavanguardia: 1955-1965, Rubbettino Editore, 1° gennaio 2002, ISBN 9788849804713. URL consultato il 09 febbraio 2016.
  2. ^ Elio Pagliarani, La ragazza Carla, Mondadori, 1962, II, I
  3. ^ op. cit. II, I
  4. ^ a b op. cit. III, 7

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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