La banda di Eddie

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La banda di Eddie
Titolo originale Eddie and the Cruisers
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1983
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, giallo, musicale
Regia Martin Davidson
Soggetto P.F. Kluge
Fotografia Fred Murphy
Montaggio Priscilla Nedd-Friendly
Musiche John Cafferty
Interpreti e personaggi

La banda di Eddie (Eddie and The Cruisers) è un film del 1983 diretto Martin Davidson basato sul romanzo Eddie and the Cruisers di P. F. Kluge e sulla musica di John Cafferty & The Beaver Brown Band.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una reporter televisiva di nome Maggie Foley propone un documentario sulla vita del cantante Eddie Wilson, morto in un misterioso incidente d'auto e frontman dei Eddie and the Cruisers, una rock and roll band del New Jersey. L'interesse verso il gruppo è derivato dalla ristampa del primo album del gruppo, dalla morte del cantante e dalla furto delle registrazioni del secondo disco, mai rilasciato.

Maggie visita l'ex paroliere Frank Ridgeway, il quale non rilascia interviste, ma inizia a ricordare i momenti passati. Attraverso flashback si scopre il suo ingresso nella band, che potenziò i testi delle canzoni creando una perfetta alchimia con la musica di Eddie, portando la band in tour promozionale con l'album Tender Years.

Il rinnovato interesse per il gruppo, fa nascere in Frank un rimpianto per gli anni passati e una curiosità sulla sorte dei suoi compagni: visita l'ex manager Doc Robbins e Sal Amato, che aveva appena organizzato un concerto tributo a Eddie. I ricordi però non sono sempre piacevoli: dalla morte del sassofonista Wendell Newton, a quando Eddie chiamò negativamente Frank Toby Tyler durante un concerto, a causa della relazione di Frank con Joann, alla registrazione del secondo album, A Season in Hell.

Il disco era stato concepito dopo la morte per overdose di Wendell, colonna portante della musica di Eddie e ispirato alla poesia di Arthur Rimbaut. Il sound era molto più duro e cupo rispetto al precedente e non fu accettato dai produttori che decisero di togliere il supporto finanziario al completamento. La tensione era alta tra i componenti del gruppo e Sal disse che avrebbero dovuto limitarsi a creare un'altra On The Dark Side, canzoni di successo commerciale sul precedente stile poiché dopotutto, erano solo un gruppo di ragazzi del New Jersey.

Eddie realizzò che i suoi compagni avevano smesso di sognare, che non ricercavano più una meta successiva. L'incontro tra Frank e Joann porta alla luce quelle tensioni e della fuga di Eddie dallo studio di registrazione. Quel giorno Joann lo seguì e Eddie la guidò fino al Palazzo della Depressione (Palace of Depression), un luogo pieno di ricordi d'infanzia per Eddie e definito dal suo creatore, un castello costruito dal niente, dalla spazzatura.

Eddie capì che non vi era nessun motivo per continuare a suonare e abbandonò Joann e la musica; il giorno seguente uscì la notizia dell'incidente e della morte del cantante. La donna racconta a Frank di come vent'anni prima aveva rubato i nastri del secondo album e dello stalking telefonico che stava ricevendo da qualcuno che sembrava essere Eddie.

Joann era ipnotizzata dall'ipotesi che il cantante potesse essere ancora vivo e insieme a Frank recuperò le registrazioni. Doc si presentò per ritirarle e venne smascherato, ma Joann decise ugualmente di donargliele. In questo modo il documentario di Maggie fu terminato e durante la trasmissione, un vecchio Eddie guarda soddisfatto il rinnovato interesse per la sua musica.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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