La banda di Eddie

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La banda di Eddie
Titolo originale Eddie and the Cruisers
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1983
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, giallo, musicale
Regia Martin Davidson
Soggetto P.F. Kluge
Sceneggiatura Martin Davidson, Arlene Davidson
Produttore Joseph Brooks, Robert K. Lifton
Produttore esecutivo Rich Irvine, James L. Stewart
Casa di produzione Aurora Productions
Fotografia Fred Murphy
Montaggio Priscilla Nedd-Friendly
Musiche John Cafferty
Interpreti e personaggi

La banda di Eddie (Eddie and The Cruisers) è un film del 1983 diretto Martin Davidson basato sul romanzo Eddie and the Cruisers di P. F. Kluge e sulla musica di John Cafferty & The Beaver Brown Band. Sequel del film fu Eddie and the Cruisers II: Eddie Lives! del 1989 con protagonista Michael Paré, che reinterpretò il ruolo del cantante Eddie Wilson.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una reporter televisiva di nome Maggie Foley propone un documentario sulla vita del cantante Eddie Wilson, morto in un misterioso incidente d'auto e frontman dei Eddie and the Cruisers, una rock and roll band del New Jersey. L'interesse verso il gruppo è derivato dalla ristampa del primo album del gruppo, dalla morte del cantante e dal furto delle registrazioni del secondo disco, mai rilasciato.

Maggie visita l'ex paroliere Frank Ridgeway, il quale non rilascia interviste, ma inizia a ricordare i momenti passati. Attraverso flashback si scopre il suo ingresso nella band, che potenziò i testi delle canzoni creando una perfetta alchimia con la musica di Eddie, portando la band in tour promozionale con l'album Tender Years.

Il rinnovato interesse per il gruppo, fa nascere in Frank un rimpianto per gli anni passati e una curiosità sulla sorte dei suoi compagni: visita l'ex manager Doc Robbins e Sal Amato, che aveva appena organizzato un concerto tributo a Eddie. I ricordi però non sono sempre piacevoli: dalla morte del sassofonista Wendell Newton, a quando Eddie chiamò negativamente Frank Toby Tyler durante un concerto, a causa della relazione di Frank con Joann, alla registrazione del secondo album, A Season in Hell.

Il disco era stato concepito dopo la morte per overdose di Wendell, colonna portante della musica di Eddie e ispirato alla poesia di Arthur Rimbaut. Il sound era molto più duro e cupo rispetto al precedente e non fu accettato dai produttori che decisero di togliere il supporto finanziario al completamento. La tensione era alta tra i componenti del gruppo e Sal disse che avrebbero dovuto limitarsi a creare un'altra On The Dark Side, canzoni di successo commerciale sul precedente stile poiché dopotutto, erano solo un gruppo di ragazzi del New Jersey.

Eddie si rese conto che i suoi compagni avevano smesso di sognare, che non ricercavano più una meta successiva. L'incontro tra Frank e Joann porta alla luce quelle tensioni e della fuga di Eddie dallo studio di registrazione. Quel giorno Joann lo seguì e Eddie la guidò fino al Palazzo della Depressione (Palace of Depression), un luogo pieno di ricordi d'infanzia per Eddie e definito dal suo creatore, un castello costruito dal niente, dalla spazzatura.

Eddie capì che non vi era nessun motivo per continuare a suonare e abbandonò Joann e la musica; il giorno seguente uscì la notizia dell'incidente e della morte del cantante, nonostante il corpo non venne mai trovato. La donna raccontò inoltre di come vent'anni prima aveva rubato i nastri del secondo album e del presente stalking telefonico che stava ricevendo.

Joann era ipnotizzata dall'ipotesi che il cantante potesse essere ancora vivo e insieme a Frank recuperò le registrazioni: fu Doc che si presentò a ritirarle spacciandosi per Eddie, venne smascherato, ma Joann decise ugualmente di donargliele. In questo modo il documentario di Maggie fu terminato e durante la trasmissione, un vecchio Eddie guarda soddisfatto il rinnovato interesse per la sua musica.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Il film si caratterizza per un elevato uso di flashback dei componenti della band, che portano lo spettatore ad immedesimarsi nella giornalista e a conoscere gli avvenimenti attraverso piccoli tasselli. Il contesto storico utilizzato è quello del New Jersey degli anni sessanta del novecento per i ricordi e gli anni ottanta per il presente, nonostante le sonorità musicali hanno una chiara impronta di quest'ultimo periodo.[1]

Il regista voleva un cantante sconosciuto per la realizzazione della colonna sonora e rifiutò un'offerta di finanziamento del film che includeva il musicista Rick Springfield come clausola musicale. Fu attraverso Kenny Vance dei Jay and the American che John Cafferty & The Beaver Brown Band entrarono nel progetto, anche se inizialmente John Cafferty era riluttante a cedere i diritti per Tender Years e Wild Summer Nights, di cui aveva già rilasciato un 45 giri.[2] La colonna sonora fu rilasciata con la CBS Records e ottenne un triplo disco di platino negli Stati Uniti, raggiungendo la posizione numero nove della Billboard Chart 200 del 1983 e la settima posizione della Billboard Hot 100 dello stesso anno per il singolo On The Dark Side.[1]

La scelta sul ruolo di Eddie Wilson ricadde su Michael Paré, che venne scoperto in un ristorante di New York dove lavorava come cuoco. In seguito, fu lo stesso Paré a sostenere la realizzazione del sequel Eddie and the Cruisers II: Eddie Lives! del 1989, di cui però il regista Davison rifiutò alla collaborazione e solo Matthew Laurance del cast originale entrò a farne parte.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Melissa U. D. Goldsmith, Paige A. Willson, Anthony J. Fonseca, The Encyclopedia of Musicians and Bands on Film, Rowman & Littlefield Publishers.
  2. ^ a b (EN) Geoff Edgers, ‘Eddie and the Cruisers’ was a massive ‘80s flop. How did it become a beloved cult film?, Washington Post, 24 aprile 2015. URL consultato il 2 ottobre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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