L'Uomo Vogue

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L'Uomo Vogue
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Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità mensile
Genere moda
Formato magazine
Fondatore Franco Sartori e Flavio Lucchini
Fondazione 1967
Sede Piazzale Luigi Cadorna 5, Milano
Editore Condé Nast Italia
Direttore Emanuele Farneti[1]
ISSN 1556-4096 (WC · ACNP)
Sito web
 

L'Uomo Vogue è una rivista di moda creata da Flavio Lucchini nel 1967 come allegato a Vogue Italia prima di diventare rivista maschile a sé, a scadenza mensile ad eccezione del numero unico di maggio-giugno. Il primo numero viene lanciato a settembre. È il primo magazine di moda maschile di Condé Nast ed è stato l'unico fino alla fondazione negli Stati Uniti di Men's Vogue nel settembre 2005. Al contrario della rivista femminile che esce a inizio mese, la rivista maschile viene pubblicata durante la seconda settimana del mese[2]. Nel luglio 2017, la casa editrice ha dato annuncio della prossima imminente chiusura della testata, assieme ad altre del gruppo, annunciando un piano di ristrutturazione[3].

Ed è così che dopo 50 lunghi anni dalla sua prima pubblicazione che Condè Nast America annuncia la chiusura di ben quattro testate appartenenti alla galassia Vogue, tra cui la rivista che aveva cambiato le sorti della moda maschile in Italia facendosi manifesto di quel cambiamento sociale profilatosi  nel mondo alla fine degli anni Sessanta. 

Sulla scia della contestazione giovanile, esplosa con la musica dei Beatles, L'uomo Vogue si faceva infatti  portavoce di nuovi stili e tendenze, in antitesi alla lunga ed obsoleta tradizione sartoriale italiana, attingendo allo stile militare, al workwear e alla moda sovversiva del neonato movimento  hippy. 

Ed è proprio a Londra che la testata guardava come fucina inarrestabile di nuove ed inusitate idee provenienti dalle sottoculture urbane: dalle strade della capitale inglese infatti stavano emergendo in quegl'anni, stilisti di spicco come Ossie Clark, Mary Quant, Biba etc. che poi fecero storia.

Ben presto la rivista sentì il bisogno di mettere in rilievo anche  il lato 'socio-culturale' della sua ricerca estetica e reclamò il contributo di alcuni sociologi e intellettuali come Francesco Alberoni, per analizzare in maniera più profonda i mutamenti culturali giovanili che stavano influenzando inesorabilmente l'intero costume[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La celebre rivista è stata la prima ad interessarsi di moda maschile sostenendo il concetto di prêt-à-porter in un periodo un cui la moda maschile era ancora legata al classico, il successo è arrivato a partire dagli anni ottanta aprendo la strada alle altre edizioni estere che ne sono seguite. Sulla copertina de L'Uomo Vogue sono apparse molte icone di quest'epoca come Michael Jackson, Elton John, Giorgio Armani, Brad Pitt, Hugh Jackman, Ewan McGregor, Mao Zedong, River Phoenix, Beyoncé e Lady Gaga. Molti fotografi di spicco come Herb Ritts, Oliviero Toscani, Helmut Newton, Steven Meisel, Horst P Horst, Mario Testino, Ugo Mulas, Bruce Weber e Steven Klein hanno lavorato per L'Uomo Vogue.

La rivista nella sua storia ha visto la direzione di Franco Sartori (1967 - 1976), Flavio Lucchini (1976 - 1979), Cristina Brigidini (1979 - 1992), Aldo Premoli (1992 - 2000), Anna Dello Russo (2000 - 2006)[5], Franca Sozzani (2006 - 2016)[6] e da Emanuele Farneti (2017 - presente)[7][8].

Edizioni Estere[modifica | modifica wikitesto]

La rivista maschile di Vogue è presente in altri paesi del mondo. In particolare:

  • Men's Vogue (Stati Uniti; prima edizione settembre 2005 ed integrato in Vogue dal 2008)
  • Vogue Hommes International (Francia; pubblicato semestralmente nelle edizioni Autunno/Inverno e Primavera/Estate)
  • Vogue Hommes Japan (Giappone; prima edizione settembre 2008, soppresso nel 2012 e rilanciato nel 2013 sotto forma di GQ Style)
  • Vogue Hombre (Messico; supplementi semestrali di novembre e giugno)
  • Vogue Men (Turchia; prima edizione giugno 2012)
  • Vogue Man (India; prima edizione maggio 2008, soppresso e rilanciato sotto forma di GQ India)
  • Men's Vogue China (Cina; prima edizione aprile 2008, soppresso nel 2012)
  • Vogue Homem (Brasile; prima edizione maggio 2006, soppresso nel 2011 e rilanciato sotto forma di GQ Brazil)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emanuele Farneti è il nuovo direttore di Vogue Italia e L’Uomo Vogue, su primaonline.it. URL consultato il 27 gennaio 2017.
  2. ^ Condé Nast Italia | Brand | L'Uomo Vogue, su www.condenast.it. URL consultato il 15 maggio 2017.
  3. ^ Annuncio di chiusura de L'Uomo Vogue
  4. ^ (IT) Aldo Premoli, L’Uomo Vogue chiude? Ecco come è andata veramente, in Artribune, 11 agosto 2017. URL consultato l'08 dicembre 2017.
  5. ^ (EN) Italian Fashion, Beauty and Style Magazines | Made-In-Italy.com, su www.made-in-italy.com, 07 gennaio 2011. URL consultato il 21 novembre 2017.
  6. ^ (EN) Emanuele Farneti Named Editor-in-Chief of 'Vogue' Italia and 'L'Uomo Vogue', in Fashionista. URL consultato il 15 maggio 2017.
  7. ^ Emanuele Farneti è il nuovo direttore di Vogue Italia e L’Uomo Vogue, in GQ Italia, 20 gennaio 2017. URL consultato il 15 maggio 2017.
  8. ^ Emanuele Farneti, il direttore seriale. URL consultato il 21 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

[1]