John Palmer (compositore)

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John Palmer

John Palmer (1959) è un compositore, pianista e saggista britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo diverse attività musicali come pianista e compositore nell'ambito della musica sperimentale, il rock progressivo e anche la canzone d'autore degli anni settanta, dal 1985 Palmer si è dedicato esclusivamente alla musica classica contemporanea, dal genere orchestrale, vocale, cameristico e per strumento solista, e alla musica elettroacustica (live-electronics e musica acusmatica). Palmer ha studiato pianoforte e composizione da Edison Denisov e Vinko Globokar al Conservatorio di Musica di Lucerna, al Trinity College of Music di Londra per poi conseguire un Dottorato di Ricerca in Composizione alla City University nel 1994 e studiare per tre anni privatamente da Jonathan Harvey. Durante gli anni ottanta la musica e la filosofia di John Cage in particolare influiscono sull'estetica aleatorica delle prime composizioni da camera influenzate anche dal free-jazz e dalla musica sperimentale. In questi anni Palmer approfondisce lo studio dell'avanguardia europea e scopre la musica elettroacustica che avrà una grande ripercussione estetica e stilistica nel suo pensiero musicale fino ad oggi. Palmer solidizza e definisce un suo linguaggio musicale che si avvicina alla musica spettrale dell'avanguardia europea, ma che è allo stesso ampliato dalla ricerca di uno spazio/suono al confine del silenzio che ricorda la sensibilità della musica classica giapponese. Non a caso molte delle opere di questi anni mostrano riferimenti diretti alla cultura orientale e Zen in particolare, per esempio Koan (1999), Satori (1999), Still (2001), Waka (2003).

Ma il carattere meditativo di parecchie opere viene allo stesso tempo sovrapposto ad un virtuosismo tipico del modernismo europeo del tardo Novecento e caratterizzato da una liricità che evidenzia una ricerca costante di comunicazione espressiva. Questo virtuosismo dialettico si evidenzia soprattutto nella musica strumentale e da camera in brani come il Secondo Quartetto d'Archi (1997), Transition (2000), Over (2006) per violino, e Transparence (2015) per ensemble ed elettronica riuscendo a trascendere il linguaggio atonale modernista con l'uso degli strumenti elettronici come ricerca spesso affannata di una metafisica sonora che possa transcendere il discorso musicale.

Un'altra caratteristica importante dello stile del compositore è la fusione della tecnica ed estetica della musica acusmatica con il virtuosismo strumentale nell'ambito di una musica da camera estesa dall'elettronica. Infatti Palmer considera gli strumenti elettronici come una estensione naturale dell'organico strumentale a disposizione del compositore.[1] Gli esempi più noti di questa terza produzione musicale del compositore sono Beyond the Bridge (1993), Epitaph (1997), Encounter (1998), Transfiguration (2006) e Transient (2008).

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1990 - "Special mention" per il brano in memory of a friend (per soprano e pianoforte) al Concorso di Composizione Cornelius Cardew, Londra.
  • 1992 - Primo premio per il brano Omen' (per orchestra e coro) al Premio Culturale della città di Lucerna, Svizzera.
  • 1994 - Secondo premio per il brano Beyond the Bridge (per violoncello ed elettronica) al Concorso Internazionale di Bourges, Francia.
  • 1995 - Primo premio per il brano Concertino (per orchestra) al Concorso della Surrey Sinfonietta, Londra.
  • 1995 - Secondo premio per il brano Theorem (pianoforte, violino, violoncello) al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Tokyo.
  • 1996 - Secondo premio per il Secondo Quartetto d'Archi al Concorso Internazionale di Composizione per Musica da Camera Gustav Mahler, Klagenfurt, Austria.
  • 2009 - "Special mention" per il brano Transient (soprano, pianoforte preparato ed elettronica) al Concorso Internazionale di Bourges, Francia.
  • 2010 - "Special mention" per il brano Transference (fl, cl, vc, pf) al Concorso Internazionale Città di Udine.
  • 2011 - Primo premio per il brano Mémoires (musica acusmatica) al Concorso Internazionale Presque Rien di Parigi.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

17 ottobre 2010 - Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana assegnata per la composizione Transference, Comune di Udine e TEM Taukay Editioni Musicali

Opere musicali[modifica | modifica wikitesto]

Opere orchestrali[modifica | modifica wikitesto]

  • Omen (1991) per orchestra e coro
  • There (1992) per orchestra d'archi
  • Concertino (1994)
  • Hypothetical questions (1992-2011) per orchestra sinfonica
  • Concerto per Pianoforte "Within" (2005) per pianoforte con accordatura microtonale, orchestra e coro
  • Doppio Concerto per Violino, Violoncello e Orchestra (2016)
  • Not Two, per orchestra (2017)

Ensemble[modifica | modifica wikitesto]

  • Asgard (1987–2001) flauto, clarinetto, violino, viola, violoncello, pianoforte, 2 speakers, live-electronics
  • Blurring definitions (2008–2016) flauto, clarinetto, fagotto, percussione, 2 violini, viola, violoncello, contrabasso
  • Koan (1999) per shakuhachi solista ed ensemble (flauto, oboe, clarinetto, percussione, pianoforte, violino, viola, violoncello)
  • Legend (1994–2008) per arpa solista ed ensemble
  • Transparence (2015) per viola solista ed ensemble con elettronica
  • You (1992–2008) per trombone solista ed ensemble
  • Waka (2003) percussione solista, flauto, oboe, clarinetto, pianoforte, violino, viola, violoncello

Musica da camera[modifica | modifica wikitesto]

  • Primo Quartetto d'Archi (jeu de mort) (1986)
  • Utopia (1989) soprano e quartetto di fiati
  • Theorem (1995) violino, violoncello, pianoforte
  • Secondo Quartetto d'Archi (dream) (1996)
  • Between (2000) violino e clavicembalo
  • transitions (2000) violino, clarinetto, violoncello, pianoforte
  • Still (2001) flauto basso, chitarra a 6 e 12 corde, viola
  • Transference (2010) flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte
  • Crossing dialogues (2013) violino, violoncello, vibrafono e pianoforte
  • Towards the soul (2015) quartetto di tromboni
  • Alba (2016) violino, viola, violoncello e pianoforte

Musica per strumento solista[modifica | modifica wikitesto]

  • Hieroglyphs (1985–86) pianoforte
  • Three preludes (1987) pianoforte
  • Mosaic (1998) clavicembalo
  • Musica Reservata (1989) pianoforte
  • Satori (1999) clavicembalo
  • Drang (1999) fisarmonica or bayan
  • Hinayana (1999) oboe
  • Without (2004) violino
  • Almost (2006) violoncello
  • Over (2006) violino
  • En avant (2006) pianoforte
  • Se potessi (2011) pianoforte
  • Eulogy (2013) pianoforte
  • Verso l'alto (2014) viola
  • Three Haikus (2014) shakuhachi

Musica elettroacustica e acusmatica[modifica | modifica wikitesto]

  • Beyond the bridge (1993) violoncello ed elettronica
  • Renge-kyo (1993) pianoforte ed elettronica
  • Encounter (1998) clavicembalo, world percussions ed elettronica
  • '...as it flies...' (2001) tape
  • Transfiguration (1999–2006) trombone ed elettronica
  • I am (2002) tape
  • After silence 1 (2005) pianoforte ed elettronica
  • Inwards (2005/06) flauto basso ed elettronica
  • In the Temple (2006–07) tape
  • Present Otherness (2008) tape
  • mémoires (2011) tape
  • Thereafter (2012) organo ed elettronica
  • woanders (2016) pianoforte ed elettronica

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • In the Temple - Animato Records ACD6144.
  • I Am' - Animato Records ACD6143.
  • musica reservata - Animato Records ACD6136.
  • beyond the bridge in Edition Memnosyne, Synthese 8, LD278058/59.
  • phonai in Electroshock, 2 ELCD 006.
  • epitaph in Electroshock, 3 ELCD 007.
  • theorem in Living Artists Recordings, Vol.3.
  • present otherness in "Other Presences". Sargasso, SCD 28057.
  • beyond the bridge, phonai, renge-kyo, spirits, vision.
  • encounter, hinayana, epitaph, between. Sargasso SCD 28038.
  • koan, still, satori. Sargasso SCD 28049.
  • waka, '...as it flies...', nowhere. Sargasso SCD 28053.
  • inwards, Drang, transient, tranfiguration, fado. Sargasso SCD 28059.
  • without, in "Dots/Lines" by Takao Yakutome Label.
  • Verso l'alto in "Ensemble Plus - Aufnahmen im ORF Voralberg" (2016). Andreas Ticozzi (viola). ORF Voralberg, Austria (limited edition).

Opere bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Mortuos Plango, Vivos Voco by Jonathan Harvey. An aural score, analysis and discussion (2018), 008-MA, 009-MP, 0010-MP Vision Edition. ISBN 978-0-9931761-3-5. ISMN 979-0-9002315-4-3, ISMN 979-0-9002315-5-0.
  • Conversations (2015), Vision Edition 003-MC, 2015. ISBN 978-0-9931761-0-4
  • Rhythm to go (2013), Vision Edition 002-MP. 2013. Third edition 2014. ISMN 979-0-9002315-1-2
  • Jonathan Harvey's Bhakti for chamber ensemble and electronics (2001), Edwin Mellen Press, Studies in History and Interpretation of Music. ISBN 0-7734-7436-6
  • Integrating Skills Development with Academic Content in Higher Education (with Honeybone A., Blumhof J., Hall M.). A guide to the work of the Hertfordshire Integrated Learning Project, Hatfield, University of Hertfordshire, UK, 2001.
  • Formal Strategies in Composition. PhD Thesis, City University, London, 1994.

Articoli e Papers[modifica | modifica wikitesto]

  • Introduction to ‘Images of the mind' (1997). 1997 KlangArt International Congress ‘New Music & Technology’ a Osnabrück. Pubblicato nella ‘Musik und Neue Technologie 3, Musik im virtuellen Raum’ (edito da Bernd Enders), Universitätsverlag Rasch, Osnabrück (2000). ISBN 3-934005-64-0.
  • Conceptual models of interaction: towards a perceptual analysis of interactive composition (1997-8). 1997 Sonic Arts Network Conference, University of Birmingham, UK, 1998. Pubblicato nel Seamus Journal, USA, Vol. XIV no. 1, Summer 1999. SEAMUS, Sonic Arts Network
  • Perceptual Abstraction and Electroacoustic Composition (1998). 1998 Seamus Conference, Dartmouth College, USA, 1998. Pubblicato nel Seamus Journal, USA, Vol. XIII, No. 2, Fall 1998.
  • Listening: towards a new awareness of a neglected skill (1997). Stockholm Hey Listen! International Conference on Acoustic Ecology, 1998. Stoccolma. Pubblicato nel Royal Swedish Academy of Music, June 1998.
  • Which Global Music? (1999). 1999 KlangArt Congress a Osnabrück, 1999. Published in ‘Musik und Neue Technologie 4' (edito da Bernd Enders), Epos music Universitätsverlag Osnabrück (2003). ISBN 978-3-923486-01-4, ISBN 978-3-923486-02-1 epos music publisher
  • The lesson of freedom: Remembering Luc Ferrari (2005) Pubblicato su 'Soundscape - The Journal of Acoustic Ecology', Vol. 6, No. 1, Spring/Summer 2005. ISSN 1607-3304 (WC · ACNP)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Reading Tools, su www.fupress.net. URL consultato il 14 gennaio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Breathing Silence. An interview with John Palmer. Cristina Scuderi, 2011. Musica/Tecnologia Journal, Vol. 5, 2011, Firenze University Press. ISSN 1974-0042 (WC · ACNP)
  • The Ambiguity of Sounds. Composer and pianist John Palmer. Christian Peter Meier. Luzerner Zeitung, 25.1.1993. In tedesco.
  • Intervista a John Palmer. Lia De Pra Cavalleri. Verifiche, Mensile svizzero di cultura e politica nell'istruzione, Aprile 2003. In italiano.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN101217341 · ISNI (EN0000 0000 7888 3369 · LCCN (ENno97056079 · GND (DE139482733 · BNF (FRcb169965901 (data) · ULAN (EN500185038