Jenny Lind

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Jenny Lind in un ritratto di Eduard Magnus.

Jenny Lind (Stoccolma, 6 ottobre 1820Malvern Wells, 2 novembre 1887) è stata un celebre soprano lirico svedese, denominata l'usignolo svedese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lind era la figlia di Niclas Jonas Lind (1798-1858), un contabile, e di Anne-Marie Fellborg (1793-1856), un'insegnante.

Studiò musica a Stoccolma alla scuola di recitazione del Royal Dramatic Theatre, sotto la guida del maestro di canto Karl Magnus Craelius; nella capitale svedese esordì nel 1838, nel ruolo di Agata in Der Freischütz di Carl Maria von Weber.

Tre anni dopo si trasferì a Parigi per effettuare studi di canto con Manuel García figlio ed esibendosi all'Opéra.

Voce dolce, soave, ma robusta, con trillo saldissimo, agile, smaltata, la Lind fu per alcuni anni una delle cantanti più desiderate d'Europa nel repertorio più virtuosistico che segnava il passaggio dalla vocalità belcantistica a quella romantica di stampo grandoperistico. Non a caso nel 1844 soggiornò a Berlino, dove cantò nell'opera di Giacomo Meyerbeer Feldlager in Schlesien, e di Meyerbeer canterà anche in Roberto il diavolo al Her Majesty's Theatre di Londra nel 1847, poco prima di esibirsi nel medesimo teatro da protagonista nella prima assoluta dei Masnadieri di Verdi il 22 luglio 1847.

Successivamente rientrò in Svezia, prima di girare l'Europa.

Dal 1849 si occupò esclusivamente di cantare ai concerti e si recò anche in America, dove tre anni dopo, a Boston, sposò Otto Goldschmidt.

L'entusiasmo del pubblico statunitense è stato così forte che la stampa americana ha coniato il termine "Lind mania".[1]

Rientrò in Europa nel 1855, soggiornando dapprima in Germania e successivamente a Londra, dove seguì il Bach-Choir diretto dal marito[2].

In questi anni ebbe tre figli e diede occasionalmente concerti nei successivi due decenni, stabilendosi in Inghilterra.

Dal 1882, per alcuni anni, fu professore di canto al Royal College of Music di Londra.

È stata membro della Royal Swedish Academy of Music dal 1840.

Film sulla figura di Jenny Lind[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sherry Lee Linkon, Reading Lind Mania: Print Culture and the Construction of Nineteenth-Century Audience, 1998, p. 94.
  2. ^ A. Della Corte e G. M. Gatti, Dizionario di musica, Paravia, 1956, p. 348.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Henry Scott Holland, William Smyth Rockstro, Jenny Lind the artist, 1820-1851. A memoir of Madame Jenny Lind Goldschmidt, her art-life and dramatic career: from original documents, letters, ms. diaries, &c., collected by Mr. Otto Goldschmidt, Londra, C. Scribner's Sons, 1893.
  • William Smyth Rockstro, Jenny Lind: a record and analysis of the "method" of the late Madame Jenny Lind-Goldschmidt, Novello, 1894.
  • Raymond Maude, The Life of Jenny Lind, Londra, Cassell 1926.

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