Il franco cacciatore

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Il franco cacciatore
Costume designs for Samiel and Caspar in 'Der Freischütz' 1821 - NGO2p297.jpg
Disegni per i costumi di Samuel e Caspar nella produzione originale.
Titolo originaleDer Freischütz
Lingua originaletedesco
GenereSingspiel
MusicaCarl Maria von Weber
LibrettoJohann Friedrich Kind
Fonti letterarieleggenda presente nel Gespensterbuch di Johann August Apel e Friedrich Laun
Atti3
Prima rappr.18 giugno 1821
TeatroKonzerthaus Berlin
Prima rappr. italiana3 febbraio 1843
TeatroFirenze, Teatro della Pergola
Personaggi
  • Ottokar, principe boemo (baritono)
  • Kuno, guardia forestale del principe (basso)
  • Agathe, sua figlia (soprano)
  • Ännchen, sua giovane parente (soprano)
  • Kaspar, primo cacciatore (basso)
  • Max, secondo cacciatore (tenore)
  • Un eremita (basso)
  • Kilian, un ricco contadino (baritono)
  • Quattro damigelle d'onore della sposa (soprani)
  • Samiel, il cacciatore nero (ruolo parlato)
  • Tre cacciatori del principe (ruolo parlato)
  • Cacciatori, seguito del principe, contadini, musici, camerieri, damigelle d’onore, apparizioni

Il franco cacciatore (titolo originale Der Freischütz) è un Singspiel in tre atti di Carl Maria von Weber su libretto di Johann Friedrich Kind scritta tra il 1817 e il 1821.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Già dal 1810 Weber, leggendo la novella che è alla base del Franco cacciatore mentre si trovava nel convento di Neuburg presso Heidelberg, ne era rimasto colpito ed aveva pensato di farne un'opera, tanto da tracciarne già da allora un abbozzo di trama. Il progetto venne ripreso solo nel 1817 dopo che il musicista aveva ottenuto l'incarico di direttore dell'Opera di Dresda. Poiché a quel tempo il melodramma italiano aveva solide radici proprio nel teatro di Dresda, la posizione di direttore permetteva a Weber di contrastarla con un modello di rappresentazione che doveva fondarsi sulla tradizione del popolo tedesco. Weber conobbe all'epoca l'avvocato e autore di commedie musicali Johann Friedrich Kind e gli chiese di scrivere un libretto sull'argomento. In soli dieci giorni Kind fornì il testo al musicista. Inizialmente il titolo era Der Probeschuss (Il tiro di prova), e quindi Die Jägersbraut (La fidanzata del cacciatore). La stesura musicale invece andò a rilento a causa dei molteplici impegni di Weber a Dresda; egli iniziò la composizione il 2 luglio 1817 scrivendo subito il duetto del secondo atto fra Agathe e Annchen. Il musicista intervenne più volte, con felici intuizioni, per modificare il libretto, riducendo anche gli atti da quattro a tre. L'opera fu terminata a Berlino il 28 maggio 1821; la prima rappresentazione avvenne il 18 giugno dello stesso anno al Konzerthaus Berlin con la direzione dell'autore stesso e riscosse subito un grande successo facendo di Weber un autore celebrato ed ammirato.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'azione si svolge in Boemia, verso il 1625, poco prima della fine della Guerra dei trent'anni.

  • Atto primo

Vicino ad una foresta, davanti ad un'osteria, il giovane Kilian, ricco contadino, sconfigge in una gara di tiro al bersaglio il guardacaccia Max, un tempo il miglior tiratore del posto. Max, deriso, sta per azzuffarsi con Kilian, quando giunge Kuno, il vecchio guardaboschi, che lo ferma e gli dice che non gli concederà in moglie sua figlia Agathe se non vincerà la gara del giorno dopo davanti al principe Ottokar. Max, avvilito, rimane solo e viene raggiunto da Kaspar, un cacciatore, da tempo avvezzo a pratiche demoniache, che gli propone l'uso di proiettili magici che solo lui sa dove prendere. Max esita, ma quando Kaspar gli fa abbattere un'aquila che volava molto in alto col suo fucile stregato, si convince ed accetta di incontrarsi con lui a mezzanotte nella Gola del lupo per avere le pallottole magiche.

  • Atto secondo

Agathe, innamorata da tempo di Max, è in casa e viene colpita sulla fronte da un quadro caduto dalla parete; la giovane prende il fatto come un presagio funesto, ma l'amica Ännchen la rallegra e la distrae dal prolungato ritardo del fidanzato. Arriva infine Max portando l'aquila uccisa; vede la fronte fasciata di Agathe e si turba quando apprende che il quadro l'aveva ferita proprio alle sette di sera, l'ora in cui egli aveva abbattuto l'aquila. Egli si allontana poi dicendo che andrà nella Valle del lupo a recuperare un cervo. Intanto Kaspar, mentre si preannuncia un temporale, sta preparando l'incantesimo nell'orrida Gola del lupo ed evoca l'apparizione di Samuel, il cacciatore nero, che simboleggia il demonio a cui Kaspar ha ceduto l'anima. Il patto impone che Kaspar, per vivere ancora, debba cedere a Samuel un'altra anima ed egli propone quella di Max che sta per giungere in cerca dei proiettili magici. Samuel accetta e scompare tra il fragore dei tuoni. Kaspar inizia a fondere il piombo per fare i proiettili mentre giunge Max inquieto e spaventato dalla tempesta che intanto si scatena; appaiono quindi demoni e spettri evocati dalle formule magiche e scaturiscono fiamme dalla sottosuolo; la tempesta abbatte infine a terra i due cacciatori.

  • Atto terzo

Nella foresta Max, in una gara, mette a segno tre colpi su quattro e chiede a Kaspar un'altra pallottola, ma questi gliela nega poiché è l'ultima ed è quella del diavolo; Samuel potrà infatti indirizzarla dove vuole. Intanto Agathe, nella sua stanza, prova l'abito da sposa e racconta di aver sognato di essere una colomba e di venire colpita da Max. Ännchen però la rassicura e giungono la damigelle per festeggiarla. Arriva l'ora della gara e il principe Ottokar riunisce i suoi ospiti. Inizia la sfida e Max viene invitato dal principe a colpire una colomba; Agathe, ricordando il sogno, grida, ma il colpo parte e ferisce a morte Kaspar che si era arrampicato sugli alberi. Il principe chiede spiegazioni dell'accaduto; Max confessa di essersi procurato proiettili stregati da Kaspar ed invoca il perdono. Un eremita intercede per lui e riesce ad ottenere la grazia del principe a patto che egli sappia mantenersi onesto per un anno, dopo di che potrà sposare Agathe. L'opera si chiude con un coro di ringraziamento a Dio.

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

La prima rappresentazione de Il franco cacciatore si annovera fra gli avvenimenti più importanti legati all'opera tedesca non solo perché la composizione divenne subito celebre, ma soprattutto perché era la prima vera importante opera del del romanticismo tedesco[1]. Weber con questo lavoro riuscì in pieno a creare un modello esemplare di "opera nazionale tedesca" in contrapposizione a quella italiana che allora imperava. Egli scrisse utilizzando la lingua tedesca, basandosi su di una forma teatrale già utilizzata in passato, il singspiel, alternanza di canto e recitazione, che gli permise di comporre passando facilmente da un brano all'altro rendendo ognuno autonomo musicalmente. L'argomento trattato, i personaggi eroici, un profondo senso della natura, i luoghi tenebrosi, l'aspetto soprannaturale e misterioso sono tutti elementi che fanno parte dell'immaginario romantico; tutto questo è centrale e potente soprattutto nella famosa e drammatica scena della Valle del lupo. Il senso della natura e del mistero sono sottolineati in modo magistrale dal sapiente uso del timbro degli strumenti; così il corno, con i suoi suoni che sembrano provenire da lontano, rievocando echi della foresta; il clarinetto che ricorda uno struggente lamento di dolore delle anime dannate; ancora il tremolo ovattato degli archi che sottolinea, con dei pianissimo, l'entrata in scena delle forze oscure tentatrici ed i colpi del timpano che stanno ad indicare l'arrivo del tenebroso Samuel. Altro elemento caratteristico dell'opera è l'avvicinamento alla melodia popolare[2], soprattutto tedesca, come nel coro dei cacciatori, dove l'utilizzo degli jodel sottolinea con allegria il brindisi rassicurante per il giorno a venire. Significativo è il fatto che l'Ouverture sia stata composta al termine della stesura dell'opera; essa riassume infatti i vari aspetti di tutto il lavoro, ne suggerisce gli svolgimenti e l'atmosfera, sottolineando i diversi motivi melodici principali anticipando così il concetto wagneriano del Leitmotiv.

Organico orchestrale[modifica | modifica wikitesto]

Due ottavini, due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, quattro corni, due trombe, tre tromboni, timpani, archi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Günter Hausswald, AA.VV. Storia dell'opera, Torino, Utet, 1977.
  2. ^ Massimo Mila, Breve storia della musica, Torino, Einaudi, 1963.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Programma di sala, con libretto (tedesco e italiano) e note, per l'allestimento 2004 al Teatro La Fenice di Venezia
Controllo di autoritàGND: (DE30017148X · BNF: (FRcb14000826m (data)
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