Introversione ed estroversione

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Il tratto di introversione-estroversione è una dimensione centrale della personalità umana. Gli estroversi tendono ad essere socievoli e assertivi mentre gli introversi tendono ad essere più riservati, riflessivi e meno socievoli. Questi ultimi non sono necessariamente solitari, ma tendono comunque ad avere circoli di amici di dimensioni piuttosto ristrette e hanno meno probabilità di riuscire ad avere relazioni sociali con nuove persone. Essi in genere non hanno bisogno di cercare negli altri l'emozione perché di per sé sono propensi a fantasticare e riflettere.

I termini introversione ed estroversione furono diffusi per la prima volta da Carl Gustav Jung. Praticamente tutti i tipi di personalità comprendono questi due concetti.

Tipi psicologici di Jung[modifica | modifica wikitesto]

Fu Carl Gustav Jung a creare i caratteri tipologici dell'introverso e dell'estroverso, nella sua famosa opera Tipi psicologici (Psychologische Typen, anno di pubblicazione 1921), incrociandoli con quelle che definiva come funzioni: sensazione, sentimento, intuizione, intelletto, da cui discendevano altrettanti tipi: sensoriale, sentimentale, intuitivo, logico-razionale. La sua fu la prima classificazione empirico-scientifica dei tipi psicologici. Egli prende lo spunto dalla concezione di Sigmund Freud di una libido intesa come forza motivazionale primaria e distingue una libido diretta verso l'oggetto, il mondo esterno, e una libido diretta verso il soggetto, quindi il mondo interno, l'interiorità. Da questa prima distinzione nasce la concezione degli atteggimenti estroverso e introverso, come variamente dosati all'interno della soggettività, e modulati a loro volta dalle altre quattro funzioni psicologiche.

Due, secondo Jung, sono i fondamentali principi che sono alla base del comportamento umano, due i sistemi che ne creano le motivazioni. Ad una superficiale osservazione il dividere l'umanità in due tipologie può sembrare un attacco all'individualità dell'uomo ma, al contrario, è ciò che dà un senso alla sua individualità.

La difficoltà nell'individuazione di una tipologia o di un'altra è dovuto da una parte dalla casualità ambientale e temporale e dalla volontà individuale. Introversione o estroversione classificano un modo di pensare e di conseguenza di reagire all'ambiente esterno, in base ad una tipologica visione del mondo esterno stesso. La differenza fondamentale delle due tipologie è l'attenzione particolare che una pone verso il soggetto e l'altra verso l'oggetto, una verso l'aperto, l'altra verso il chiuso: chi è attirato dall'aperto o dall'oggetto viene definito come estroverso, chi dal chiuso o dal soggetto viene definito introverso.

Introversione ed estroversione nei bambini[modifica | modifica wikitesto]

Se guardiamo ad esempio dei bambini, i meno corrotti dalla volontà individuale e dalla realtà ambientale, si possono notare le differenze in alcuni comportamenti tipici delle due tipologie. Il bambino introverso si porrà con attenzione, rispetto e profonda empatia nei confronti dei soggetti, i genitori, che per lui sono i grandi, gli importanti, gli incomprensibili, imprevedibili, ovvero l'aperto, e una sorta di sfida invece verso gli oggetti, un comportamento di curiosità iniziale ma anche di rapida noia. Per il bambino introverso qualsiasi comportamento dell'adulto nei suoi confronti è visto come giustificabile, il grande ha il potere di fare ciò che vuole, in poche parole parte con un atteggiamento di fiducia verso i soggetti e di sfiducia verso gli oggetti. Il bambino estroverso manifesterà attenzione agli oggetti e anche una forte affettività agli stessi, ma anche molta empatia verso gli esseri umani, che in taluni casi - dato il carattere indipendente - può indurre una sfida verso gli adulti di cui controllerà e verificherà i comportamenti.

Il bambino estroverso parte quindi con un atteggiamento di sfiducia verso i soggetti e di fiducia verso gli oggetti. Con lo sviluppo, nell'età adolescenziale, questi comportamenti tendono a sconvolgersi all'interno del gruppo familiare. L'estroverso tenderà a vedere il soggetto nemico fuori della famiglia, l'introverso comincerà a sottovalutare e persino ad odiare i soggetti familiari in quanto si accorge di averli sopravvalutati e rivolge la sua attenzione alla ricerca di soggetti all'esterno del nucleo familiare. Se con il bambino estroverso il genitore dovrà preoccuparsi di essere giusto, con il bambino introverso dovrà essere sincero, non dovrà mostrarsi più di quello che è.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, Roma, Newton Compton, 1973.
  • Gordon W. Allport, Divenire: fondamenti di una psicologia della personalità, Firenze, Giunti-Barbera, 1974.
  • Luigi Anepeta, Timido, docile, ardente. Manuale per capire ed accettare valori e limiti dell'introversione (propria o altrui), Franco Angeli, Milano, 2013 (terza ristampa), ISBN 978-88-204-1431-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]