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Inter gravissimas (Gregorio XIII)

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Inter gravissimas
Bolla pontificia
Stemma di Gregorio XIII
Stemma di Gregorio XIII
PonteficeGregorio XIII
Data24 febbraio 1582
Anno di pontificatoX
Argomenti trattatiIntroduzione del calendario gregoriano

Inter gravissimas[1] è una bolla pontificia emanata da papa Gregorio XIII il 24 febbraio 1582 per introdurre un nuovo calendario.

Con questa bolla si pose fine all'utilizzo del calendario giuliano in molte parti d'Europa, sostituendolo con il maggiormente preciso calendario gregoriano, che prende il nome dal pontefice.[2]

Il passaggio al calendario gregoriano avvenne poiché la bolla stabilì che a giovedì 4 ottobre 1582 sarebbe succeduto venerdì 15 ottobre.

La bolla fu emanata da papa Gregorio XIII da Villa Mondragone, nel territorio della diocesi di Frascati.

Il calendario gregoriano è diventato il più usato al mondo[2][3][4]. La bolla Inter gravissimas ha cambiato il modo di contare il tempo, mettendo insieme scienza, fede e la vita quotidiana. È stato uno dei cambiamenti più grandi fatti da un Papa, e ha lasciato un segno forte nella storia della salute e dell’organizzazione sociale del tempo[2][3].

Lo stesso argomento in dettaglio: Calendario gregoriano.

Fin dall'antichità, gli uomini hanno studiato e sviluppato strumenti e metodi di calcolo e misurazione dello scorrere del tempo e dell'alternarsi delle stagioni. Il calendario promulgato da Giulio Cesare nel 45 a.C. (calendario giuliano) funzionava abbastanza bene, ma non era perfetto: fissava la durata di un anno in 365 giorni e 6 ore, con un arrotondamento in eccesso rispetto alla reale durata, più breve. Questo errore, dopo secoli aveva portato il calendario a "scivolare" di circa dieci giorni rispetto al ciclo delle stagioni[2][4].

Questo creava un problema con il computo della Pasqua, che deve essere calcolata partendo dall’equinozio di primavera il quale, nel 1572, cadeva già l’11 marzo invece del 21 marzo[2].

Per questo, Gregorio XIII fece convocare esperti astronomi e matematici per sistemare il problema[2][4].

La riforma del calendario fu decisa a Villa Mondragone, a Monte Porzio Catone, vicino Roma. Questo paese adesso è chiamato anche “la città dove è cambiato il tempo della storia”[3]. Proprio lì Gregorio XIII ha approvato la bolla Inter gravissimas che ha fatto nascere il calendario gregoriano[3]. Ogni anno il paese fa eventi per ricordare questo fatto importante, insieme all’Osservatorio astronomico e ad altre associazioni del territorio[3].

Con la Inter gravissimas, il Papa decise di cancellare dieci giorni dal calendario per sistemare il ritardo. Così, al 4 ottobre 1582 è seguito direttamente il 15 ottobre[2][3][4]. Venne inoltre modificata la regola per il calcolo degli anni bisestili, ovvero un anno bisestile ogni 4 anni, tranne nei secoli che non sono divisibili per 400[2]; Infine venne fissata la durata dell’anno in 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi, misurazione, questa, più precisa[4]. Con questi cambiamenti, l’errore si ridusse di tanto, con la perdita di un solo giorno ogni 10000 anni[2].

Non tutti i paesi hanno accettato subito il calendario gregoriano. L’Italia, la Spagna e il Portogallo lo adottarono fin da subito[2]; la Francia ci mise due mesi, togliendo dieci giorni tra il 9 e il 20 dicembre[2] mentre l’Inghilterra lo accettò solo nel 1752, e tolse undici giorni tra il 2 e il 14 settembre. Questo fece arrabbiare tanta gente, che pensava che il governo rubava i loro giorni di lavoro[2][4]. Altri paesi, specialmente quelli ortodossi o in Asia, hanno aspettato ancora di più. La Russia l’ha adottato solo nel 1918, la Grecia nel 1923 e la Turchia nel 1926[2]. Alcuni paesi come la Cina, il Giappone e l’India oggi usano il calendario gregoriano solo per le cose civili, mentre per le feste religiose usano ancora il loro[2].

Per via di questo cambiamento, ci sono eventi strani nella storia. Per esempio, Santa Teresa d’Avila è morta nella notte tra il 4 e il 15 ottobre 1582, che sembrano due giorni lontani ma era lo stesso giorno, solo che cambiava il calendario[2]. Anche Newton è nato in due date diverse: il 25 dicembre 1642 (secondo il calendario vecchio) e il 4 gennaio 1643 (nel calendario nuovo)[2][4].

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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