Indicazione geografica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

L'indicazione geografica (nota anche con l'acronimo I.G.) è una denominazione che identifica un prodotto legato ad un territorio determinato. Essa è definita dall'Accordo TRIPs in due articoli (articolo 22 e articolo 23)[1]. In particolare l'articolo 22.1 TRIPs recita:

"Le indicazioni geografiche sono, (...), indicazioni che identificano un bene come originario del territorio di uno Stato Membro, o di una regione o località in tale territorio, laddove una data qualità, reputazione o altra caratteristica del bene sia essenzialmente attribuibile alla sua indicazione geografica"[1]

Da tale definizione si evince che l'IG definita dal TRIPs altro non è che un nome geografico. L'Accordo obbliga gli Stati Membri a tutelare tali nomi ma non dice come. Per questo, i sistemi giuridici di protezione delle IG variano considerevolmente da giurisdizione in giurisdizione. Per esempio, in Unione Europea è in vigore un sistema di protezione sui generis con il quale la protezione è conferita tramite l'assegnazione dello status di Denominazione di origine controllata o di Indicazione geografica protetta. Negli Stati Uniti, invece, si preferisce ricorrere a strumenti quali il Marchio collettivo o il Marchio di Certificazione.[2] Altri paesi ancora applicano il regime generale del Diritto della Concorrenza Sleale.[3]

Funzione delle Indicazioni Geografiche[modifica | modifica wikitesto]

Usata come strumento di commercializzazione, l'IG ha lo scopo di certificare la qualità di un prodotto, evidenziare l'identità di una marca e preservare le tradizioni culturali.

Indicazioni Geografiche in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, le indicazioni geografiche sono protette dall'art.29 - Oggetto della tutela (art. 31, comma 1, D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 198) [4].

Indicazioni Geografiche in UE[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Unione europea, le bevande spiritose riconosciute IG sono regolamentate[5] e "E-Spirit-Drinks" è la sua banca dati on line[6].

Expo 2015 e Indicazioni Geografiche[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito dell'Expo 2015, la fondazione Qualivita porterà alla realizzazione di un'enciclopedia mondiale, un'opera in sei volumi, in lingua inglese, dedicata ai prodotti agroalimentari a Indicazione geografica di tutto il mondo[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Storia e situazione attuale, Organizzazione mondiale del commercio. URL consultato il 7 gennaio 2015.
  2. ^ Caroline Le Goffic e Andrea Zappalaglio, The Role Played by the US Government in Protecting Geographical Indications, in World Development, vol. 98, pp. 35–44, DOI:10.1016/j.worlddev.2016.08.017. URL consultato il 04 ottobre 2017.
  3. ^ Zappalaglio 'The Protection of Geographic Indications: Ambitions and Concrete Limitations' 2 Edinburgh Student L. Rev. 89 (2013-2015)
  4. ^ Rossella Masetti, Indicazioni geografiche (PDF), Pubblicato ne Il Nuovo Diritto Industriale edito da Il Sole 24 Ore. URL consultato l'8 gennaio 2015.
  5. ^ Regolamento (CE) N. 110/2008 del Parllamento europeo e del Consiglio del 15 gennaio 2008, Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. URL consultato l'8 gennaio 2015.
  6. ^ E-Spirit-Drinks, Commissione europea. URL consultato l'8 gennaio 2015.
  7. ^ Qualigeo ed Expo 2015: accordo per primo Atlante mondiale di prodotti di Qualità, CertiNews. URL consultato l'8 gennaio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità GND: (DE4159598-1