Diritti connessi

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Nell'ambito del diritto d’autore, oltre ai diritti più propriamente appartenenti all'autore (cioè a colui che ha lo spunto creativo e lo estrinseca nell'opera dell'ingegno), esistono altri diritti che tutelano attività che permettono la fruizione e la diffusione dell'opera: questi diritti, chiamati appunto diritti connessi, sono ad esempio i diritti di produzione fonografica, di produzione cinematografica, di emissione radiofonica e televisiva.

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Il diritto d'autore si occupa anche dei diritti di chi, pur non essendo l'autore originale di una determinata opera, vi partecipa da un punto di vista industriale, tecnico o creativo. Questi diritti, chiamati appunto “connessi”, sono disciplinati dalla legge italiana sul diritto d'autore al Titolo II, “Disposizioni sui diritti connessi all'esercizio del diritto d'autore”, dall'art. 72 a 101.

Possiamo dividere i diritti connessi in due sfere principali:

Diritti strettamente connessi al diritto d'autore: Riferiti sostanzialmente all'uso dell'opera, non riguardano l'espressione creativa. Tra questi ricordiamo i diritti del produttore di fonogrammi per le opere audio, del produttore di opere cinematografiche o audiovisive, degli interpreti e degli esecutori e quelli relativi all'emissione radiofonica e televisiva.

Diritti concettualmente affini al diritto d'autore: Non in un rapporto di connessione stretta, si riferiscono ad opere comunemente giudicate meno creative. Fanno parte di questa tipologia i diritti relativi alle fotografie e ai documentari, a bozzetti di scene teatrali, alla corrispondenza epistolare e ai ritratti, i diritti relativi all'ingegneria e alle edizioni critiche e scientifiche di opere di pubblico dominio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dei diritti connessi fu determinata dalle invenzioni del disco fonografico, della radiodiffusione e della cinematografia. Queste nuove invenzioni permettevano, infatti, la registrazione e quindi l'archiviazione in supporti fisici, di attività quali il canto, la recitazione, la danza, l'esecuzione strumentale e altre prestazione artistiche di varia natura, permettendone così, la riproducibilità svincolata dalla prestazione dal vivo e in diretta.

Una volta scoperte le potenzialità economiche offerte da queste invenzioni, si rese quindi, necessaria una normativa che regolasse le possibilità di utilizzazione successive all'esecuzione dal vivo.

Anche i diritti connessi sono diritti esclusivi, come il diritto d'autore, che possono essere fatti valere erga omnes. Si occupano, come abbiamo già anticipato, di opere creative ma, lasciando al diritto d'autore la tutela dell'autore creativo, questi si occupano della difesa di coloro che si occupano degli aspetti industriali (come il produttore fonografico) o professionali (interpreti o esecutori) che vengono quindi protetti, compatibilmente con il diritto che spetta all'autore dell'opera.

Inizialmente i diritti connessi venivano considerati diritti di secondo livello e differenziati dai diritti di primo livello spettanti agli autori originali. Il decreto legislativo 16 novembre 1994 n. 685, emanato per l'attuazione della Direttiva CEE 92/100 ha invece aggiornato i rapporti tra autori, artisti interpreti ed esecutori, e produttore fonografico.

Diritti strettamente connessi[modifica | modifica wikitesto]

Interpretazione ed esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

I diritti relativi all'interpretazione e all'esecuzione di un'opera creativa, quali per esempio rappresentazioni teatrali, vengono trattati nell'Art. 80 e seg.

Il diritto si applica agli artisti interpreti e agli artisti esecutori e secondo l'Art. 80 comma 1 vengono considerati tali "gli attori, i cantanti, i musicisti, i ballerini e le altre persone che rappresentano, cantano, recitano, declamano o eseguono in qualunque modo opere dell'ingegno, siano esse tutelate o di dominio pubblico."

Il titolare ha diritto esclusivo di :

  • autorizzare la fissazione delle loro prestazioni artistiche (Art.80 comma 2)
  • autorizzare la riproduzione (Art.80 comma 2) , essa può avvenire sia in maniera diretta che indiretta come anche su supporto temporaneo che permanente, nel caso in cui la fissazione consiste in un supporto fonografico, se utilizzata a scopo di lucro, è riconosciuto il compenso (art. 73),se non sia utilizzata a scopo di lucro, è riconosciuto un equo compenso (art. 73-bis).Inoltre con l'Art.85 si aggiunge il diritto di autorizzare la ritrasmissione via cavo secondo le disposizioni dell'Art. 110-bis.
  • autorizzare la comunicazione al pubblico (Art.80 comma 2), incluso le trasmissione via etere e via satellite
  • autorizzare la distribuzione delle fissazioni delle loro prestazioni artistiche (Art.80 comma 2) non si esaurisce nel territorio della comunità europea
  • autorizzare il noleggio o il prestito delle fissazioni delle loro prestazioni artistiche e delle relative riproduzioni (Art.80 comma 2), l'artista interprete o esecutore, anche in caso di cessione del diritto di noleggio ad un produttore di fonogrammi o di opere audiovisive conserva il diritto di ottenere un'equa remunerazione per il noleggio concluso dal produttore con terzi
  • opporsi alla comunicazione al pubblico o alla riproduzione della loro esecuzione che possa essere di pregiudizio al loro onore o alla loro reputazione.(Art.81)
  • indicare il proprio nome nella comunicazione al pubblico della loro esecuzione o rappresentazione e venga stabilmente apposto sui supporti contenenti la relativa fissazione, quali fonogrammi, videogrammi o pellicole cinematografiche. (Art. 83)

All'interno dell'Art. 82 vengono specificati i criteri per definire l'artista esecutore e interprete, in particolare vengono definiti tali coloro che all'interno dell'opera teatrale, letterario o musicale svolgono un ruolo di notevole importanza artistica, in aggiunta a direttori di orchestra o cori.

La durata di tali diritti hanno durata di 50 anni a partire dalla esecuzione, rappresentazione o recitazione come è espresso nell'Art. 85.

Radiodiffusione e telediffusione[modifica | modifica wikitesto]

I diritti relativi alla radiodiffusione e telediffusione sono descritti nell'Art 79.

A coloro che esercitano tale attività spetta il diritto esclusivo di:

  • di autorizzare la fissazione delle proprie emissioni effettuate su filo o via etere
  • di autorizzare la riproduzione diretta o indiretta, temporanea o permanente, in qualunque modo o forma, in tutto o in parte, delle fissazioni delle proprie emissioni
  • di autorizzare la messa a disposizione del pubblico
  • utilizzare la fissazione delle proprie emissioni per nuove trasmissioni o ritrasmissioni o per nuove registrazioni.

Il titolare di tale diritto è l'ente di radiodiffusione o telediffusione e ha una durata di 50 anni dalla prima diffusione di una emissione.

Fonogrammi[modifica | modifica wikitesto]

I diritti relativi alla fissazione dei suoni e in generale dei fonogrammi sono descritti nell'Art. 72 e seg.

Al produttore dei suoni spetta il diritto esclusivo di:

  • di autorizzare la riproduzione diretta o indiretta(Art. 72),essa può avvenire sia in maniera diretta che indiretta come anche su supporto temporaneo che permanente
  • di autorizzare la distribuzione degli esemplari dei suoi fonogrammi (Art. 72). Il diritto esclusivo di distribuzione non si esaurisce nel territorio della Comunità europea, se non nel caso di prima vendita del supporto contenente il fonogramma effettuata o consentita dal produttore in uno Stato membro.
  • di autorizzare il noleggio ed il prestito (Art. 72) degli esemplari dei suoi fonogrammi. Tale diritto non si esaurisce con la vendita o con la distribuzione in qualsiasi forma degli esemplari.
  • di autorizzare la messa a disposizione del pubblico (Art. 72) dei suoi fonogrammi in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente. Inoltre tale diritto non si esaurisce con alcun atto di messa a disposizione del pubblico.
  • diritto al compenso per comunicazione al pubblico (Art 73-73 bis), il compenso per l'utilizzazione a scopo di lucro dei fonogrammi è indipendente dai diritti di distribuzione, noleggio e prestito.Nel caso in cui l'opera sia frutto di collaborazione l'esercizio di tale diritto spetta al produttore, il quale ripartirà il compenso con gli artisti interpreti o esecutori interessati. Non è previsto compenso se l'opera è utilizzata ai fini dell'insegnamento e della comunicazione istituzionale fatta dallo Stato o da enti a ciò autorizzati da esso.Gli artisti interpreti o esecutori e il produttore del fonogramma utilizzato hanno diritto ad un equo compenso anche quando l'utilizzazione di cui all'art. 73 è effettuata a scopo non di lucro.
    • di opporsi all'utilizzazione dei fonogrammi (Art. 74), se effettuata in condizioni tali da arrecare un grave pregiudizio ai suoi interessi industriali. Inoltre su richiesta dell'interessato, il Ministero per i beni e le attività culturali, in attesa della decisione dell'autorità giudiziaria, può nondimeno autorizzare l'utilizzazione dei fonogrammi previi accertamenti tecnici e disponendo, se occorra, quanto è necessario per eliminare le cause che turbano la regolarità dell'utilizzazione.

Il titolare del diritto è il produttore di fonogrammi, inteso come la persona fisica o giuridica che assume l'iniziativa e la responsabilità della prima fissazione dei suoni provenienti da una interpretazione o esecuzione o di altri suoni o di rappresentazioni di suoni come afferma l'Art.78.

La durata di tali diritti è di 50 anni dalla prima fissazione se durante questo intervallo di tempo l'opera viene pubblicata ,rispettando l'articolo 12, i 50 anni verranno conteggiati a partire dalla prima pubblicazione.(Art. 75)

2. È considerato come luogo della produzione quello nel quale avviene la diretta registrazione originale.

Estensione della durata dei diritti connessi[1][2][modifica | modifica wikitesto]

Il 26 marzo 2014 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 21 febbraio 2014, n.22 (ha recepito le Direttive comunitarie in materia), introducendo importanti novità in tema di diritti dei produttori di fonogrammi e degli artisti interpreti esecutori.

  • Tramite modifica dell'art.75 della Legge sul Diritto d'Autore si estende il periodo di protezione dei diritti spettanti ai produttori di fonogrammi fino ai 70 anni dalla prima pubblicazione lecita o dalla prima lecita comunicazione al pubblico del fonogramma; la suddetta pubblicazione o comunicazione deve essere avvenuta nei primi 50 anni dalla fissazione del fonogramma.
  • Tramite la riformulazione dell'art.85 della LDA, per gli artisti interpreti esecutori le cui prestazioni siano fissate con un mezzo diverso dal fonogramma si ribadisce la durata di protezione della fissazione a 50 anni dalla prima pubblicazione o comunicazione al pubblico, mentre la si estende a 70 anni dalla prima pubblicazione o comunicazione al pubblico se è stata fissata in un fonogramma.

Queste disposizioni si applicano alle fissazioni di esecuzioni e ai fonogrammi per i quali l'artista, interprete o esecutore, e il produttore di fonogrammi erano ancora protetti al 1º novembre 2013 (in virtù delle disposizioni precedenti) e alle fissazioni di esecuzioni e ai fonogrammi successivi a tale data.

Diritti vicini o affini[modifica | modifica wikitesto]

Corrispondenza epistolare[modifica | modifica wikitesto]

I diritti relativi alla corrispondenza epistolare vengono trattati negli artt. da 93 a 95 della legge sul diritto d'autore. L'art. 93 disciplina i diritti relativi agli scritti di carattere confidenziale inerenti all'intimità della vita private come epistolari, memorie familiari o personali. Tali scritti non possono essere pubblicati o riprodotti senza il consenso dell'autore e del destinatario.

La legge sul diritto d'autore tutela questi scritti se presentano carattere creativo, in assenza del quale cadrebbe qualsiasi vincolo alla riproduzione, se non intervenisse il diritto connesso a tutela del contenuto. Bisogna quindi fare distinzione tra le opere letterarie creative ed originali per cui l'autore è titolare dei diritti di natura morale ed economica e gli scritti personali e confidenziali per la cui pubblicazione occorre innanzitutto il consenso dell'autore. Dopo la morte dell'autore o del destinatario, mancando le relative volontà scritte, occorre il consenso del coniuge e dei figli oppure, in ordine, dei genitori, dei fratelli e delle sorelle, o degli ascendenti e dei discendenti diretti fino al quarto grado. Nel caso di dissenso tra le persone indicate, decide l'autorità giudiziaria, sentito il pubblico ministero.

Una volta che l'autore (e anche il destinatario in caso di corrispondenza epistolare) abbia acconsentito alla pubblicazione degli scritti, rinunciando al diritto connesso alla segretezza, non è più possibile richiedere tale diritto, e quindi rendere nuovamente segreti fatti divenuti ormai di dominio pubblico. Bisogna, però, anche precisare che pur non potendo revocare il consenso, l'autore ha ildiritto di ritirare l'opera dal commercio, secondo l'art. 142 LDA.

Vi è poi da considerare il caso in cui, nel contenuto della corrispondenza epistolare o di altri scritti di natura personale, vi siano menzionati fatti privati relativi a terze persone, che hanno interesse a mantenere segreti tali fatti. In questi casi, infatti, per la pubblicazione e necessario anche il loro consenso.

Il diritto al segreto epistolare viene meno nel caso in cui la conoscenza dello scritto è richiesta ai fini di un giudizio civile o penale o per esigenza di difesa dell'onore o della reputazione personale o familiare (art. 94 LDA), oppure nel caso di atti e corrispondenze ufficiali o atti e corrispondenze che presentano interesse di stato (art. 95 LDA).

Ricapitolando, in presenza di un epistolario o di memorie personali o di famiglia o di altri scritti di natura simile, si applica il diritto d'autore in caso di opere di carattere creativo, oppure il diritto connesso di emittente, destinatario e terzi coinvolti a mantenere segreti fatti relativi alla propria vita privata, anche nel caso in cui gli scritti non siano opere artistiche.

Fotografie e documenti[modifica | modifica wikitesto]

Gli artt. da 87 a 92 della legge sul diritto d'autore comprendono i diritti sulla fotografia intesa come riproduzione di persone o fatti della vita naturale e sociale ottenuta tramite processo fotografico o analogo. Anche i fotogrammi cinematografici sono considerati fotografie. Non sono tutelati da questi articoli le riproduzioni fotografiche di documenti, scritti tecnici o simili (ad esempio una scansione o una fotocopia di un documento). Questo diritto dura vent'anni dal momento in cui la fotografia viene prodotta.

L'articolo 88 specifica che il fotografo ha il diritto esclusivo di riproduzione, diffusione e spaccio di tali opere. I termini usati sono diversi da quelli soliti (distribuzione, comunicazione al pubblico) in quanto in passato non si prendeva in considerazione l'esistenza delle fotografie digitali, ma si consideravano solo le foto stampate e pubblicate sui libri o nelle mostre. La riproduzione fotografica deve rispettare i limiti dettati dagli articoli riguardanti il ritratto e le opere dell'arte figurativa. Bisogna quindi richiedere l'autorizzazione a coloro che sono stati fotografati (nel caso in cui si trattasse di un ritratto) oppure all'autore dell'opera figurativa (quali quadri, statue, ecc.). Esistono alcuni casi, previsti dagli articoli riguardanti il ritratto o le opere figurative, in cui non è necessaria tale autorizzazione. I diritti sulle foto appartengono al datore di lavoro nel caso in cui il fotografo abbia stipulato un contratto con esso in cui si specifica la cessione dei diritti.

In generale, il diritto d'autore opera automaticamente nel momento della creazione dell'opera. Nelle fotografie questo è leggermente diverso: per far sì che queste siano tutelate e che sia ritenuta abusiva una loro riproduzione, devono avere: il nome del fotografo o della ditta per cui lui lavora, l'anno di produzione della foto e il nome dell'autore dell'opera fotografata. Se queste indicazioni non sono presenti, le foto possono essere riprodotte senza i dovuti compensi, a meno che il fotografo non dimostri la malafede dell'utilizzatore.

La cessione del negativo delle fotografie comporta la conseguente cessione dei diritti sulla foto stessa. Inoltre, tali fotografie possono essere usate, previo pagamento di un compenso adeguato, per antologie scolastiche, indicando sempre nome del fotografo e data.

Ritratto[modifica | modifica wikitesto]

Gli artt. da 96 a 98 della legge sul diritto d'autore tutelano il ritratto, inteso come raffigurazione della fisionomia di una persona, per la cui pubblicazione o commercializzazione è necessario il consenso della persona raffigurata, indipendentemente dal tipo di supporto in cui tale ritratto è contenuto. Gli artt. 96 e 97 LDA parlano, infatti, di ritratto senza specificare il mezzo in cui è contenuto.

Parallelamente al diritto d'autore del creatore dell'opera, la legge tutela, quindi, anche la persona raffigurata, considerando il ritratto un bene a sé, diverso dall'opera in cui è contenuto.

L'art.97 LDA specifica che non è necessario il consenso della persona ritratta quando la riproduzione dell'immagine è giustificata dalla notorietà del soggetto o dall'ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. Il ritratto non può, tuttavia, essere esposto o messo in commercio quando ciò rechi pregiudizio all'onore, alla reputazione o anche al decoro della persona ritratta. Bisogna anche aggiungere, inoltre, che il ritratto di una persona è tutelato, oltre che dalla legge sul diritto d'autore, anche dall'art. 10 del codice civile, che ne vieta la divulgazione senza il consenso della persona ritratta e fuori dai casi e fuori dei casi previsti dalla legge, e quando la pubblicazione, anche se autorizzata, è tale da ledere l'onore e la reputazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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