Incidente ferroviario di Piacenza

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Incidente ferroviario di Piacenza
Incidente ferroviario
Tragedia del Pendolino.jpg
Il convoglio dopo l'incidente
Tipoderagliamento
Data12 gennaio 1997
13:26
LuogoPiacenza
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
Coordinate45°03′22.32″N 9°42′14.8″E / 45.0562°N 9.70411°E45.0562; 9.70411Coordinate: 45°03′22.32″N 9°42′14.8″E / 45.0562°N 9.70411°E45.0562; 9.70411
Motivazioneeccessiva velocità in curva
Conseguenze
Morti8
Feriti36
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Luogo dell'evento
Luogo dell'evento

L'incidente ferroviario di Piacenza, conosciuto anche come la strage del Pendolino,[1] si verificò nei pressi dell'omonima città il 12 gennaio 1997 alle ore 13:26[2].

Dinamica dell'incidente[modifica | modifica wikitesto]

I resti del Pendolino "Botticelli"

Il Pendolino ETR.460 numero 29 "Botticelli", in servizio il 12 gennaio 1997 come treno Eurostar 9415, partì alle 12:55 dalla stazione di Milano Centrale, diretto alla stazione di Roma Termini. Il treno trasportava a bordo 167 passeggeri. Alle ore 13:10 fu costretto ad una sosta tecnica per il bloccaggio di una porta guasta, per poi riprendere la corsa poco dopo.[3]

Alle 13:26, nell'imboccare la curva di ingresso della stazione di Piacenza, a circa 400 metri dall'asse del fabbricato viaggiatori, la carrozza di testa si ribaltò, colpendo alcuni pali di sostegno della linea aerea e spezzandosi in due. Delle carrozze successive, sei furono trascinate nel deragliamento e solo le ultime due rimasero sul binario.

Morirono i due macchinisti in servizio, due agenti della Polfer, due hostess e due viaggiatrici. A bordo del treno si trovava anche il senatore a vita Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica, che uscì illeso.

Indagini[modifica | modifica wikitesto]

Il senatore a vita Francesco Cossiga soccorso dopo l'incidente
Una carrozza del Pendolino, completamente sventrata a metà
Vigili del fuoco sul luogo dell'incidente

Le prime notizie diffuse dalla stampa parlarono di eccessiva velocità del treno e ipotizzarono lo stato di ubriachezza dei due macchinisti. Tale tesi non ebbe alcun seguito al processo per "carenza di elementi probatori"[4].

Alcune associazioni sindacali di categoria ipotizzarono la frattura dell'albero di trasmissione anteriore della motrice di testa, che sarebbe caduto sul binario, impuntandosi e sollevando quindi il veicolo. Il pezzo in questione, sul treno incidentato, era già stato soggetto a riparazioni ed era in corso presso lo stabilimento di Savigliano una verifica sull'intera flotta di ETR.480. Tale causa fu successivamente esclusa in quanto la FIAT Ferroviaria aveva da poco effettuato modifiche agli alberi di trasmissione delle motrici e, per non rischiare che eventuali rotture di uno degli alberi causassero deragliamenti, (fenomeno noto anche come "salto con l'asta"), si decise di ingabbiare gli alberi stessi in una griglia di contenimento in acciaio. Ciò rende impossibile l'impuntamento di tale parte meccanica nel terreno in caso di rottura, per cui l'incidente non può essere attribuito a tale guasto[considerazione non contestualizzata:quando venne fatto? Quale fonte lo prova?].

L'incidente fu infine attribuito alla eccessiva velocità[5] del treno: il tracciato tachigrafico della motrice di testa mostrava che il treno al momento dello svio stava viaggiando alla velocità di 160 km/h, velocità di ben 55 km/h più alta rispetto al limite di velocità in tale tratta, del valore di 105 km/h (si tratta del tratto con il limite di velocità più basso di tutta la linea Milano-Bologna, proprio a causa della presenza di quella curva[6]).

Nel 2001 i 25 dirigenti delle Ferrovie dello Stato finiti sotto processo con l'imputazione di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro ferroviario colposo furono assolti per non aver commesso il fatto.[7]

Ricordo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2016 il Comune di Piacenza, in occasione del 19º anniversario della strage, ha inaugurato nei pressi della stazione ferroviario il "Parcheggio del Sole", dedicato alla memoria delle vittime.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il precedente italiano, la «strage del Pendolino», in Corriere della Sera, 25 luglio 2015 (archiviato il 26 luglio 2013).
  2. ^ Gian Luigi Paracchini e Mario Pappagallo, Deraglia il Pendolino: 8 morti e 36 feriti, in Corriere della Sera (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2013).
  3. ^ Terrore e morte sul Pendolino, in La Repubblica, 13 gennaio 1997 (archiviato l'11 gennaio 2018).
  4. ^ La vicenda dell'alcol nel sangue dei macchinisti, su sective.it (archiviato il 27 dicembre 2016).
  5. ^ Ottavio Rossani, Tutti assolti per la strage del Pendolino, in Corriere della Sera, 7 marzo 2001 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2013).
  6. ^ Le cause della tragedia, su areainediti.it (archiviato il 27 dicembre 2016).
  7. ^ Piacenza, nessun colpevole per la strage del Pendolino, in La Repubblica, 6 marzo 2001 (archiviato l'11 gennaio 2018).
  8. ^ Tragedia del Pendolino 19 anni fa. Inaugurato “Parcheggio del sole”, in Libertà, 12 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]