Harry Hopkins

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Harry Lloyd Hopkins

Harry Lloyd Hopkins (Sioux City, 17 agosto 1890New York, 29 gennaio 1946) è stato un politico statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Consigliere ed uomo di fiducia del presidente Franklin Delano Roosevelt, fu uno dei principali promotori del New Deal: nel 1933 diresse la Federal Emergency Relief Administration e dal 1935 la Work Projects Administration, due organismi che avviarono la realizzazione del New Deal nel campo del lavoro e della programmazione economica.

Dal 1938 al 1940 fu ministro del Commercio e poi dal 1941 amministratore della Legge Affitti e Prestiti.

Durante la II guerra mondiale convinse il presidente a privilegiare la lotta alla Germania nazista rispetto a quella nel Pacifico. Fu inviato in Unione Sovietica nel 1941 e il suo viaggio rappresentò il primo approccio tra i due alleati, in vista dell'ammissione dell'Unione Sovietica ai benefici della Legge Affitti e Prestiti.

Nell'aprile 1942, insieme a George Marshall, Hopkins compì un viaggio a Londra per presentare a Winston Churchill un primo progetto di apertura di un secondo fronte in Europa, il provvedimento sul quale Stalin insisteva fin dall'inizio dei rapporti tra gli alleati. Nel luglio 1942 Hopkins e Marshall compirono una nuova missione in Gran Bretagna accompagnati dall'ammiraglio Ernest King. Nel corso dell'incontro gli americani confermarono la necessità del loro impegno militare nello scacchiere del Pacifico, ma Churchill ottenne che l'operazione Torch (sbarchi nell'Africa settentrionale francese) fosse programmata a breve termine, mentre l'apertura di un secondo fronte in Europa fu rinviata ad altri tempi.

Tra il 14 e il 24 gennaio 1943 partecipò alla conferenza di Casablanca, dove venne deciso il principio della resa incondizionata e la continuazione delle operazioni del Mediterraneo con l'invasione dell'Italia.

Nel novembre-dicembre 1943 partecipò alla conferenza del Cairo e successivamente, quando la sua salute era ormai diventata malferma, alla conferenza di Jalta (4-12 febbraio 1945). La sua ultima missione importante fu un viaggio a Mosca nel giugno 1945, dopo la morte di Roosevelt, per preparare la conferenza di Potsdam. Per qualche mese fu anche collaboratore del presidente Harry Truman: negli ultimi mesi riuscì tuttavia a raggiungere con Stalin alcuni accordi basilari per il funzionamento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Si dimise per motivi di salute nel luglio 1945 e morì a New York pochi mesi dopo, il 29 gennaio 1946.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • B.P. Boschesi, Storia della guerra fredda (1945-1962) - Mondadori Editore, 1977 – pag. 9
  • B. Palmiro Boschesi, Il chi è della Seconda Guerra Mondiale, vol. 1, Milano, Mondadori Editore, 1975, p. 267, SBN IT\ICCU\TO0\0604602.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN50021226 · LCCN: (ENn50028471 · ISNI: (EN0000 0001 0970 0116 · GND: (DE118774913 · BNF: (FRcb12322939c (data) · NLA: (EN35205745