Guida Michelin

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Copertina dell'edizione francese del 1929

La Guida Michelin è una collezione di pubblicazioni annuali rivolte al turismo e alla gastronomia, edite dall'azienda francese Michelin, e che rappresentano uno dei maggiori riferimenti mondiali per la valutazione della qualità dei ristoranti e alberghi a livello nazionale e internazionale. La selezione degli esercizi viene effettuata in assoluta indipendenza e l'inserimento nella guida è totalmente gratuito.[1]Nell’immaginario collettivo, l’ispettore della Guida Michelin è uno dei lavori più belli ed invidiati del mondo. Al tempo stesso, la sua visita - rigorosamente anonima - rappresenta uno dei momenti più attesi e temuti da ogni ristoratore. Il pubblico tende, invece, ad associare l’ispettore e l’ispezione a cene luculliane presso le migliori tavole del mondo ed oniriche notti in relais di charme. La realtà, come spesso accade, è meno scenografica e più impegnativa. L’ispettore cena da solo, dormire nel letto di casa è l’eccezione e percorrere decine di migliaia di chilometri l’anno la prassi. Impiegati a tempo pieno, la maggior parte di loro ha trascorsi accademici nelle migliori scuole alberghiere; globe trotter senza sosta con esperienze di lavoro in diversi paesi, gli ispettori Michelin - nel loro insieme - giudicano più di 30.000 indirizzi,in 30 Paesi, distribuiti su 3 continenti. Indipendenza di giudizio, anonimato e pagamento del conto sono i tre pilastri imprescindibili della Guida Michelin. Una volta terminato il pasto, l’ispettore deve immediatamente trascrivere l’esperienza valutando l’indirizzo attraverso i seguenti criteri: qualità dei prodotti, tecnica, equilibrio tra gli ingredienti, personalità dello chef, rapporto qualità/prezzo, costanza della prestazione. Ogni valutazione è il risultato di un processo lungo e laborioso con decisione collegiale basata sulle opinioni di più ispettori ottenute in più visite.


Storia[modifica | modifica wikitesto]

Come tutte le grandi invenzioni che hanno cambiato il corso della storia, la Guida MICHELIN non ha iniziato come l’iconica e pregiata guida gastronomica attuale.

Le sue radici sono, infatti, molto più umili; il piccolo libro rosso fu originariamente concepito con la modesta intenzione d’incoraggiare gli automobilisti a mettersi in viaggio.

Tutto ebbe inizio in Francia, a Clermont-Ferrand, nel 1889, quando i fratelli André ed Edouard Michelin fondano l’eponima azienda di pneumatici, motivati da una grande visione per l’industria automobilistica del Paese: in un momento in cui si contavano meno di 3.000 macchine in tutta la nazione.

Per aiutare i motoristi a sviluppare i propri viaggi – e quindi incrementare la vendita di auto e di conseguenza l’acquisto di pneumatici – i fratelli Michelin creano un volumetto ricco di tante informazioni pratiche per il viaggiatore: quali mappe, procedure per cambiare una ruota, stazioni di servizio e - con gran piacere dell’utilizzatore alla ricerca di un po’ di tregua dopo le avventure della giornata - una lista d’indirizzi in cui mangiare e pernottare la notte.

Per ben due decenni tutte le informazioni sono state fornite gratuitamente. Fino al fatidico giorno in cui André Michelin arrivò in un negozio di gomme e trovò la sua “amata” guida utilizzata come supporto per un banco di lavoro. Partendo dal presupposto che “l’uomo rispetta solo ciò che paga”, la nuova Guida Michelin fu lanciata nel 1920 ad un prezzo di 7 franchi.

Per la prima volta la guida include una lista di alberghi di Parigi, una selezione di ristoranti in base a categorie specifiche e abbandona le inserzioni a pagamento all’interno delle sue pagine.

Preso atto del crescente interesse per la buona tavola, i fratelli Michelin reclutano un’équipe di “avventori misteriosi” – o ispettori come vengono definiti oggi – per visitare e recensire anonimamente i ristoranti.

Nel 1926 la guida inizia ad assegnare le stelle agli indirizzi di alta cucina, evidenziandoli inizialmente con una sola stella. Dopo cinque anni, viene introdotta la scala attuale: una, due, tre stelle. Nel 1936 viene pubblicato il criterio di assegnazione delle stelle.

Nella restante parte del XX secolo, grazie al suo approccio unico e serio, la guida Michelin diventa un best-seller senza eguali; le vendite globali delle guide Michelin hanno superato i 30 milioni di copie.

La sorprendente lungimiranza dei fratelli Michelin ha fatto emergere un’ulteriore vocazione dell’azienda (significativa nel 2019 come nel 1900): rendere accessibili a tutti la piacevolezza del viaggio nelle sue molteplici declinazioni e la realizzazione di esperienze gastronomiche gratificanti ed indimenticabili.

Se in Italia la prima edizione nel 1956 prevedeva "Dalle Alpi a Siena", dall'edizione 1957 copriva già tutto il territorio nazionale.

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni la diffusione della guida si è estesa a diversi Paesi, tra cui:

  • Bangkok, Chiang-Mai, Phuket & Phang-Nga
  • België / Belgique & Luxembourg
  • Bib Gourmand Benelux
  • Bib Gourmand Deutschland
  • Bib Gourmand France
  • Bib Gourmand España y Portugal
  • California
  • Chicago
  • Deutschland
  • España & Portugal
  • Gran Bretagna
  • France
  • Great Britain & Ireland
  • Guangzhou
  • Hong Kong Macau
  • Italia
  • Kyoto Osaka
  • Main Cities of Europe
  • Nederland / Netherlands
  • New York City
  • Nordic Countries
  • Paris
  • Seoul
  • Shanghai
  • Singapore
  • Suisse / Schweiz / Svizzera
  • Taipei
  • Suisse / Schweiz / Svizzera
  • Tokyo
  • Washington DC

Guida Rossa e Guida Verde[modifica | modifica wikitesto]

Le due pubblicazioni principali della Guida Michelin sono rappresentate dalla Guida Rossa e dalla Guida Verde: quest'ultima - ultimamente - edita solo in lingua straniera.

La Guida Rossa raccoglie le valutazioni dei ristoranti e degli alberghi delle singole nazioni, mentre la Guida Verde è indirizzata maggiormente al turismo itinerante.

Oltre le stelle...[modifica | modifica wikitesto]

La guida MICHELIN recensisce i locali attraverso brevi descrizioni di due o tre righe ed un importante utilizzo di simboli. Quelli più riveriti sono le universalmente riconosciute stelle: il loro aspetto - di fatto - è tuttavia più affine a quello di un fiore a sei petali.

I ristoranti possono ricevere da una a tre stelle per la qualità del cibo, assegnate sulla base dei seguenti criteri: • qualità degli ingredienti utilizzati • maestria nel controllo dei sapori e nelle tecniche di cottura • personalità dello chef all’interno della sua cucina • valore e coerenza tra le varie prove tavola effettuate

Nell’assegnazione delle stelle non rientrano voci quali l’arredo, il modo in cui è apparecchiata la tavola o la qualità del servizio, perché queste concorrono a definire il grado di “confort” rappresentato dal simbolo della forchetta e coltello.

Ambita da molti chef, ma elargita a sole poche eccellenze: ricevere una o più stelle può cambiare il destino di un ristorante.

La galassia della Guida Michelin 2019, 64° edizione, si configura in tal modo:

3 Stelle, 10 ristoranti (1 novità). Una cucina unica. Merita il viaggio. • 2 Stelle, 39 ristoranti. Una cucina eccellente. Merita la deviazione. • 1 Stella, 318 ristoranti (29 novità). Una cucina di grande qualità. Merita la tappa.

Per un totale di 367 ristoranti stellati.

Tra le 30 novità stellate dell’edizione 2019, è significativo il dato relativo ai giovani chef: 15 ristoranti sono guidati da giovani talenti che hanno un’età uguale o inferiore a 35 anni. Tra questi, 10 hanno un’età uguale o inferiore a 30 anni.


Bib Gourmand e il Piatto Michelin

Non è la stella, ma non dev’essere neanche considerato come un premio di consolazione, perché il Bib Gourmand – nome che si rifà al bonario Omino Michelin, Bibendum, nonché mascotte ufficiale del Gruppo – è un ugualmente apprezzato riconoscimento per locali informali in grado di proporre una piacevole esperienza gastronomica, con un menu completo a meno di 32 € (35 € nelle città capoluogo e nelle località turistiche importanti).

Se inizialmente a questi ristoranti veniva assegnata una “R” rossa, con il 1997 il simbolo Bib Gourmand debutta in guida. A partire da quella data, questo pittogramma è diventato un affidabile ed amato faro per i clienti alla ricerca di una cucina di valore a buon prezzo.

La 64a edizione della Guida MICHELIN Italia associa la faccina sorridente dell’Omino che si lecca i baffi a ben 257 ristoranti, di cui 21 novità.

Tra i circa 2100 ristoranti citati nella selezione, oltre 1500 ristoranti propongono un buon pasto con prodotti di qualità, il Piatto Michelin.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guida Michelin, pagina 2.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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