Grazio Falisco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Grazio Falisco (in latino Grattius Faliscus), anche Grattio (Falerii, fine I secolo a.C. – dopo l'8 d.C.) è stato un poeta romano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di Grazio non abbiamo testimonianze biografiche, se non un verso di Ovidio, che, nelle Epistulae ex Ponto[1] afferma "visto che Grazio ha dato le giuste armi a chi caccia", includendolo in un catalogo di poeti. Sarebbe anche possibile, anche se non certo, che il suo lavoro fosse noto a Manilio[2].
L'epiteto Faliscus non è ammesso da tutti: infatti, nostris Faliscis del v. 40 del suo poema non implica necessariamente che egli fosse nativo di Falerii: ogni italico o anche siciliano potrebbe aver usato la stessa fraseologia e, in effetti, vi è una possibilità che fosse siciliano, poiché egli cita[3] il fatto di aver visto spesso in difficoltà cani immersi nelle piscine bituminose della Sicilia.

Cynegeticon[modifica | modifica wikitesto]

Di Grazio resta un Cynegeticon, un poema didascalico sulla caccia con i cani, pervenuto in cinque spezzoni per un totale di 536 esametri: in essi, il poeta descrive i vari di caccia, le migliori razze di cavalli e cani, con preziose digressioni di argomento mitologico ed etico-religioso.
Dopo il proemio (1-23), il poeta tratta (24-119)[4] delle attrezzature del cacciatore, dei mezzi di cattura e uccisione e, in secondo luogo (150-541) dei suoi compagni di caccia, cani e cavalli, con una breve sottosezione sul vestiario dei cacciatori. La parte più lunga è, comunque, quella dedicata ai cani (150-496), in modo da giustificare il titolo del poemetto; ma, oltre a gestire le loro razze e di allevamento, i loro punti forti e le malattie, Grazio è, nel complesso, abile a rompere la monotonia tecnica, come detto, con digressioni.
Sono, infatti, quattro e riguardano un noto cacciatore (213-62); gli effetti miserabili del lusso sugli esseri umani (310-25), abbastanza curiosamente aggiunti alla prescrizione di una cucina "casalinga" per i cani; una grotta in Sicilia (430-66); un sacrificio a Diana (480-96).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ IV 16, 34, databile all'8 d.C.
  2. ^ Astronomica II, 43.
  3. ^ Vv. 435-436.
  4. ^ Questa parte è diversificata con un elogio della caccia (61-74) e del cacciatore geniale Dercilo (95-110).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Grattio, Cynegetica, trad. it. di M. Cacciaglia, Roma-Subiaco 1970.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN250873970 · ISNI: (EN0000 0003 7130 774X · LCCN: (ENnr89002495 · GND: (DE118541633 · BNF: (FRcb124950126 (data) · NLA: (EN49782160 · BAV: ADV10202482 · CERL: cnp00975237