Halieutica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Halieutica
Publius Ovidius Naso.jpg
Ritratto immaginario di Ovidio (di Anton von Werner)
Autore Ovidio?
1ª ed. originale 9-14 d.C.
Genere Poema didascalico
Lingua originale latino

Gli Halieutica sono un poemetto didascalico tradizionalmente attribuito a Publio Ovidio Nasone.

Paternità dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Dell'opera, dedicata alla vita dei pesci e alla pesca, rimangono 135 esametri, conservati in un codice del IX secolo, il Vindobonensis 277, ritrovato da Jacopo Sannazzaro. Alcune imperfezioni metriche e stilistiche hanno fatto dubitare della paternità ovidiana, anche se Plinio il Vecchio, parlando del poemetto nel libro XXXII della Naturalis historia, afferma che Ovidio id volumen supremis suis temporibus incohavit ("incominciò a scrivere questo libro nell'ultima parte della sua vita") e sostiene che la varietà degli animali che vi sono descritti sarebbe da ascrivere al fatto che il poeta compose l'opera in esilio a Tomi, dove si sarebbero trovati animali ancora sconosciuti.

I sostenitori dell'attribuzione a Ovidio si fondano su questa testimonianza e sull'elegia quindicesima del terzo libro dei Tristia, in cui Ovidio, lamentando la lontananza da Roma, asserisce di aver "disimparato a parlare" (dedidicique loqui). Sostanzialmente, gli errori sarebbero dovuti all'incompiutezza del poema, mancante dell'ultima mano, e dalla ormai difettosa padronanza del latino da parte dell'autore, sempre più propenso a lasciarsi sfuggire "parole pontiche" (Pontica verba) nei suoi scritti.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

È stato però giustamente rilevato che l'elegia in questione è scritta nel miglior stile ovidiano, oltre che in perfetto latino, e che non vi si trovano cadute stilistiche o errori metrici paragonabili a quelli del poemetto, laddove la testimonianza di Plinio non dice altro che, attorno al I secolo d.C., era diffusa una vulgata che assegnava ad Ovidio la autorship dell'opera in questione. Il dibattito fra gli studiosi è quindi ancora aperto.

Fortuna dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

La fortuna dell'opera non fu molto vasta nell'antichità, soprattutto se paragonata a quella dell'opus magnum ovidiano, le Metamorfosi (Ovidio). Un poeta burdigalense del IV secolo, Ausonio, si è servito degli Halieutica per comporre il lungo catalogo dei pesci che si trova nella Mosella (disambigua).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Publio Ovidio Nasone, Tristium libri V Ibis Halieutica, Padova, Liviana, 1970.